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Home Saggi e Prose Civiltà Giuridica Dopo gli evasori tocca a incapaci e disonesti
Dopo gli evasori tocca a incapaci e disonesti PDF Stampa E-mail
Civiltà Giuridica
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 07 Febbraio 2012 16:43

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di martedì 7 febbraio 2012]

 

Quello che sta succedendo in Italia nelle ultime settimane racconta una storia che abbiamo accettato per troppo tempo. Nel nostro paese una porzione della popolazione ha sempre pagato le tasse, non potendolo evitare, mentre una sostanziale porzione non le ha pagate. Ovviamente poi tutti usufruivano dei servizi, anzi, gli evasori avevano maggiori opportunità, visto che i limiti di reddito che dichiaravano li facevano passare per poveri bisognosi. E’ bastato pochissimo per fare qualcosa che in passato nessuno aveva avuto il coraggio di fare: stanare gli evasori e farli pagare. Evidentemente c’era un tacito patto tra chi doveva dare indicazioni alla Guardia di Finanza e chi evadeva il fisco. Il messaggio era: evadete... che noi tolleriamo, poi ogni tanto facciamo un bel condono.
I risultati di questo patto sono una delle cause dei nostri guai economici e ora cerchiamo di porvi rimedio. Anche con spot pubblicitari che mostrano l’evasore come un parassita. Tra l’altro la faccia dell’evasore, in questi spot, è tipicamente “da delinquente”. Mentre gli evasori sono spesso persone apparentemente rispettabilissime. Con facce molto rassicuranti.
Per come la vedo io, l’altra emergenza che ci affligge è il grande spazio che è stato dato agli incapaci. I posti chiave sono spesso in mano a gente che non è all’altezza di coprire il ruolo che ha. Anche in questo caso c’è un tacito patto, perché se questa situazione fosse dovuta al caso, ogni tanto dovremmo trovare anche persone capaci, no?

La strada maestra per uscire da questa melma è la valutazione dei risultati ottenuti. Bisogna sostituire gli incapaci con i capaci. Perché altrimenti i soldi che riusciremo ad avere a seguito della lotta all’evasione verranno sperperati da bande di incapaci.
L’emergenza Italia va oltre. Perché oltre ad essere incapaci, spesso i gestori dei fondi sono anche disonesti e, invece di spendere i fondi (magari male, visto che sono incapaci), se li mettono in tasca. O su bei conti correnti in qualche paradiso fiscale.
I disonesti incapaci hanno occupato molti posti di potere, nel nostro paese. E molti sono ancora saldamente al loro posto. E sono tanti. Con una grande corte di clienti che usufruiscono delle loro risorse.
Questo ci pone di fronte a un’emergenza democratica. Se gli evasori e i disonesti incapaci sono quasi la maggioranza, c’è il rischio che possano vincere le elezioni. Anche perché loro sono molto uniti nel perseguire i loro interessi, mentre gli onesti capaci che pagano le tasse magari arrivano anche a litigare e a frammentarsi.
Questo significa che la democrazia ha bisogno di regole ferree, perché non sia possibile che i disonesti incapaci si facciano gioco di lei. Come apparentemente hanno fatto fino a pochissimo fa. Questa prevalenza dei disonesti incapaci porta alla rovina del sistema in cui operano. Noi siamo arrivati vicinissimi a questa rovina, e ancora non ne siamo fuori.
Se qualcuno dovesse aver tenuto i miei articoli per il Quotidiano, gli sarebbe facile trovare questi temi in molti dei miei interventi. Allora proponevo ipotesi, ora mi pare proprio che le ipotesi siano diventate certezze.
La diagnosi è chiara, la cura della malattia la stiamo sperimentando per quel che riguarda l’evasione, e ora dobbiamo passare alle altre fasi. Perché questa non sia una battaglia antidemocratica è necessario che la maggioranza della popolazione la condivida e che lo esprima con un voto. Perché i partiti non periscano sotto un debito di fiducia da parte dell’opinione pubblica, è necessario che facciano pulizia radicale nei loro apparati. Non solo cambiando nome, ma cambiando la loro visione della gestione della cosa pubblica. In modo che non ci siano più patti scellerati con sostanziose porzioni di elettori che, democraticamente, scelgano di farsi beffe della democrazia.
La tentazione di risolvere tutto con l’uomo della provvidenza, magari unto dal signore, è stata sempre forte nel nostro paese. I risultati sono stati sempre disastrosi. Per fortuna siamo in Europa, e la rigidità degli altri ci sta salvando da noi stessi. Prima o poi dovremo crescere e diventare responsabili, isolando i disonesti e gli incapaci, e promuovendo gli onesti capaci. Questi valori, prima di tutto l’onestà, sono stati troppo spesso derisi e vituperati. Speriamo che questa fase si sia davvero conclusa e che, dopo la malattia, possiamo entrare in terapia e, attraverso una speriamo breve convalescenza, il nostro paese riesca a cambiare la sua indole. Ci stiamo provando, e questo è già qualcosa.


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