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Programma gennaio 2019
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Informazione senza conoscenza: la supercazzola...come se fosse antani PDF Stampa E-mail
Ecologia
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 04 Marzo 2012 09:20

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di domenica 4 marzo 2012, col titolo I professori che amano non farsi capire]
Ho scritto molti articoli per il Quotidiano, parlando un po’ di tutto, quasi sempre per arrivare ad applicare il metodo scientifico all’analisi di.. un po’ di tutto. Nei miei articoli, però, cerco di essere molto semplice, uso frasi brevi, e cerco di spiegare tutto quel che dico, senza dar nulla per scontato. So che questo modo di comunicare viene visto come qualcosa di “semplicistico” da molti colleghi. Ai professoroni universitari piace la supercazzola. Per chi non lo sapesse, la supercazzola è una tecnica di eloquio utilizzata da Ugo Tognazzi nel film “Amici miei”. Tognazzi si divertiva a parlare in modo molto forbito e perentorio a ignari ascoltatori che non osavano contraddirlo. Dire di non comprendere sarebbe stata una dichiarazione di scarsa intelligenza. E quindi, pur senza capire, gli interlocutori di Tognazzi alla fine accettavano le sue tesi. Le frasi erano del tipo: Antani, come se fosse antani, anche per il direttore, la supercazzola con scappellamento.. Da qui il nome di “supercazzola” per chi parla senza dire nulla. Non l’ha inventata Tognazzi, comunque. Ecco una supercazzola di Petrolini: “se l'ipotiposi del sentimento personale, prostergando i prolegomeni della mia subcoscienza, fosse capace di reintegrare il proprio subiettivismo alla genesi delle concomitanze, allora io rappresenterei l'autofrasi della sintomatica contemporanea che non sarebbe altro che la trasmificazione esopolomaniaca”. Tutto chiaro, no? Ma anche Manzoni si fece beffe della supercazzola, e “inventò” l’italiano morderno per sostituire il latinorum dei falsi dotti.
Una volta acquisito il concetto di supercazzola ecco che si può passare a cercarla. Quando qualcuno parla in modo incomprensibile... tranquilli, non siete voi che siete scemi, è lui (o lei) che fa la supercazzola. Ovviamente se andate a un congresso di biologia evoluzionistica e non siete biologi evoluzionisti sentirete frasi tipo: “il blastoporo dei protostomi è omologo al blastoporo dei deuterostomi ma la successiva ontogenesi non ricapitola necessariamente la filogenesi”. Questa frase non è una supercazzola, in quel congresso. Ma se io la scrivessi in un articolo per il Quotidiano, allora sarebbe una supercazzola. La potremmo chiamare una semisupercazzola, perché in effetti ha un senso, ma è solo per addetti ai lavori. Chi non riesce a capire la differenza tra un congresso tematico o un saggio e un articolo sul giornale... è un produttore di semisupercazzole. I politici, invece, fanno proprio le supercazzole. Erano abilissimi i democristiani, che parlavano ore senza dire nulla. E i “poveri di spirito” approvavano sulla fiducia. Era una semisupercazzola la messa in latino, con le vecchiette che ripetevano suoni senza conoscerne il significato.
Dobbiamo combattere la supercazzola: dobbiamo essere in grado di capire. Dobbiamo mettere in un angolo i produttori di supercazzole e li dobbiamo costringere a spiegarsi in modo comprensibile, al livello del loro uditorio.
I telegiornali sono pieni di supercazzole. Una volta familiare, il suono di una parola ci appartiene e crediamo di conoscerne il significato. Tutti sanno che il PIL è il Prodotto Interno Lordo, ma nessuno sa cosa significhi. Per non parlare dello Spread. Avere contezza dell’esistenza di una parola è detenere un’informazione, ma la conoscenza è sapere cosa significa. E quella spesso non c’è. Ci fermiamo all’informazione e non passiamo alla conoscenza.
Questo genera persone che credono di sapere moltissimo ma che, invece, non conoscono gran che. A volte fanno la supercazzola non per prendere in giro qualcuno, ma perché parlano senza sapere bene quel che dicono. Usano termini di cui conoscono il suono ma di cui non conoscono il significato.
Questo porta a diventare facilmente manipolabili dagli imbonitori. La televisione è una grandissima produttrice di supercazzole, ma i giornali non scherzano. E’ un grande problema per la democrazia, perché lasciare che siano le maggioranze a prendere decisioni delicatissime può essere rischioso. Vi fareste curare una malattia in modo democratico? O cerchereste un appartenente a una esigua minoranza per avere una risposta ai vostri problemi? E’ per questo che abbiamo scelto la democrazia rappresentativa. Chi va al potere, attraverso il voto democratico, deve fare quello che potrebbe fare un medico, nelle cui mani mettete la vostra vita. Non può essere uno che fa le supercazzole, deve essere qualcuno che si fa capire ma che, poi, deve riuscire a fare cose complesse, che noi di sicuro non capiremmo. Deve aver guadagnato la nostra fiducia, ma non deve ottenerla facendo l’imbonitore che racconta frottole rassicuranti o supercazzole incomprensibili. Non abbiate paura di chiedere, allora. Se qualcuno fa la supercazzola, fermatelo! Mettetelo in un angolo e costringeterlo a parlare chiaro. Se non riesce a farsi capire, allora forse non ha capito neppure lui! Bene, quella persona non merita la vostra fiducia. Sta solo cercando di prendervi in giro, oppure non sa di cosa sta parlando.

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