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La festa delle donne deve essere tutto l’anno PDF Stampa E-mail
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 08 Marzo 2012 16:08

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di mercoledì 7 marzo 2012]

 

Non mi piace la festa della donna. So perfettamente cosa rappresenta l’8 marzo e rispetto quell’evento tragico, ma oggi non credo siano in molti a ricordarlo. Oggi, per l’8 marzo, si organizzano spogliarelli maschili per sole donne, e ci sono ristoranti che preparano cene per sole donne, con spettacolo per sole donne.

A me tutto questo pare altrettanto triste che gli eventi “per soli uomini” che conosciamo bene e che non avvengono una volta all’anno. Ma basta parlare di festa della donna: che ne so io di donne? Parliamo di scienza!

Ogni anno c’è la settimana della cultura scientifica. In teoria, anche se la parola è troppo impegnativa, io dovrei essere uno scienziato. E quindi dovrei essere contento che per una settimana si celebri la scienza, no?

E invece no! Non sono per niente contento. La settimana della cultura scientifica mi fa arrabbiare moltissimo. Significa che, per una settimana, si celebra la scienza come forma di cultura e poi la si dimentica per 51 settimane. Non c’è la settimana della cultura umanistica, come non c’è il giorno dell’uomo. Tutte le altre settimane, e tutti gli altri giorni, sono della cultura umanistica e dell’uomo. Non ci siamo, non mi piace. 
La cultura scientifica, senza la cultura umanistica, vale poco. E lo stesso dicasi per la cultura umanistica senza quella scientifica. Diventano sterili. Proprio come lo sono gli uomini senza le donne e le donne senza gli uomini.

Quello che dobbiamo festeggiare è l’incontro degli opposti, che si completano.

In Europa ci sono le quote rosa. Lo odio, le quote rosa. Sono un insulto alle donne. E una non sa mai se è dove è perché è in gamba o perché bisognava rispettare la quota. E’ appena partito un progetto europeo di cui sono coordinatore. Ci sono tante donne. Ma non le ho scelte perché sono donne: ho scelto le persone migliori, e in molti casi le persone migliori erano donne. Il commissario europeo che soprintende questi progetti è una donna, ma non è lì perché è una donna. E’ lì perché è bravissima. 
Basta con la festa della donna, non se ne può più. La festa della donna si fa costruendo gli asili nido, permettendo alle famiglie di poter continuare a lavorare anche se arrivano i figli. Si fa con politiche di sostegno alla famiglia che altri stati perseguono, mentre nel nostro mancano.

La festa della donna ci sarà quando, a sentir nominare bunga bunga, nessuno penserà: beato lui! E quando le mamme, tutte contente, non porteranno le loro figlie a quegli squallidi eventi.

In un bellissimo film, intitolato Sistemo l’America e torno, Paolo Villaggio ha a che fare con un nero, un giocatore di pallacanestro che deve portare in Italia. Il film ci fa capire che il razzismo finirà quando un bianco potrà dire “stronzo” a un nero senza per questo essere considerato razzista. Perché anche i neri possono essere “stronzi” e se, quando lo sono, non glielo diciamo per non apparire razzisti... siamo razzisti. E il razzismo continuerà fino a quando un nero che si comporta da "stronzo" farà la vittima se sarà chiamato "stronzo". Giustificando il proprio comportamento con il fatto di essere nero. E lo stesso vale per le donne. E per tutte le categorie che sono discriminate.

Le donne sono discriminate, questo lo so benissimo. Ma non è con la festa della donna che la discriminazione finirà. La mia impressione è che questa festa non faccia che aumentare la caricatura della figura femminile, ghettizzandola. Proprio come quella dello scienziato. Facciamo un gioco. Se dico la parola scienziato quale è la prima parola che vi viene in mente? Per molti la parola è: pazzo. Lo scienziato è pazzo. E se dico donna? Una parola proverbiale è “danno”. Chi dice donna dice danno, no? Oppure “isterica”. Stereotipi. Ogni volta che partecipo alla settimana della cultura scientifica dico che la celebrazione non mi piace, che per me è come il giorno della donna e, ogni volta, le donne presenti sorridono e annuiscono. Lo sanno.

E quindi, al diavolo la festa della donna e... viva le donne, sempre! Al diavolo la settimana della cultura scientifica e... viva la scienza! Ma viva anche gli uomini e la cultura umanistica!


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