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I contenitori e il contenuto (1° aprile 2012) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Domenica 01 Aprile 2012 13:20

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” del 1 aprile 2012]

 

Ieri mattina, nel campus di Monteroni, il Magnifico Rettore dell’Università del Salento ha presentato quel che avverrà (si spera) nel prossimo futuro presso la nostra Università, in fatto di edilizia. 
La bellissima aula intitolata al compianto Rettore Rizzo era semivuota. Non c’erano televisioni, forse non c’erano neppure giornalisti. Da un punto di vista mediatico mi è parso un flop. Tanto che mi sento in dovere di raccontarlo, perché si sono viste cose molto importanti.

Soldi diretti per l’edilizia universitaria non ce ne sono stati quasi mai. Ci sono opportunità. Ecotekne, per esempio, è stata fatta con i fondi FIO. E così tutte le altre iniziative. Bisogna darsi da fare, bisogna cercare. Un tempo il Ministero faceva piovere finanziamenti a pioggia e ognuno prendeva quel che calava dal cielo e, se si conosceva qualche ministro, la quantità d’acqua che arrivava era maggiore rispetto a Università senza “santi in paradiso”.

Oggi si deve concorrere a bandi. E l’Università del Salento ne ha vinti veramente tanti. Le iniziative serviranno a fare la manutenzione all’esistente, cosa che di solito si dimentica sempre, e molto sarà investito per nuove costruzioni. Molte saranno per gli studenti, dalle foresterie ad Ecotekne ad aule più funzionali, alcune iniziative sono già realizzate, come gli edifici di Giurisprudenza. L’elenco è veramente lungo e, giustamente, il Rettore si è vantato di queste realizzazioni. Quando ci sono cose che non vanno, la colpa è sua... ma se ci sono cose che vanno allora il merito è suo! Suo e della squadra di persone che lo aiuta, perché nessuno può realizzare una cosa del genere senza il sostegno forte di persone valide. Al tavolo, a fianco al Rettore Laforgia, c’erano il Direttore Generale Miccolis, il Prorettore Pasimeni, il capo dell’Ufficio Tecnico De Vitis, e il Delegato per la didattica Zara. 
Devo dire che questa possibilità di attrarre finanziamenti c’è sempre stata, a Lecce. Da quando son qui, e sono 25 anni, vedo fiorire l’edilizia. Anzi, si sono fatte strutture che poi sono state abbandonate perché chi le aveva chieste poi non le ha volute, come la Stecca, dove ora c’è parte di Ingegneria, chiesta dagli umanisti e poi abbandonata per anni. E poi Ecotekne, Studium 2000, Olivetani, Principe Umberto, ISUFI, l’elenco è lunghissimo. L’Università è sempre stata in prorompente crescita. E sono stati i Rettori a spingere. Il primo che ho conosciuto è stato Donato Valli, che ci ha dato Ecotekne, e poi Rizzo e Limone, entrambi molto impegnati nell’arricchire il patrimonio dell’Università, e ora Laforgia, che ha ereditato tantissimo e che lo sta incrementando. A volte gli eredi sperperano, e invece questo non si può proprio dire, nel caso di Laforgia.

Quell’aula avrebbe dovuto essere piena di giornalisti, di operatori televisivi, di studenti e di genitori. E invece non c’erano neppure molti professori, e personale tecnico amministrativo.

Come ho detto molto è stato già realizzato, come Giurisprudenza, ma moltissimo deve essere fatto. Il Rettore è molto sensibile al codice etico e alla trasparenza, e quindi sono sicuro che vigilerà, perché quando ci sono affari di questo tipo c’è sempre il rischio che se ne impadroniscano i comitati di affari. Come è successo col filobus, dove il Procuratore Motta ha parlato di inestricabili intrecci massonici coinvolti nella gestione dell’“affare”. Bisognerà anche vigilare perché i lavori siano fatti bene. Perché l’elenco delle cose che non vanno, in quello che è stato già realizzato, è lungo. E il Rettore lo sa, visto che una parte dei fondi servirà proprio a correggere gli errori del passato. Bisognerà vigilare, ma sono rischi che si corrono volentieri.

Tutto bene, allora? Gli edifici sono contenitori. Poi ci vogliono i contenuti. Altrimenti si costruiscono cattedrali nel deserto. Il nostro problema è il rimpiazzo di chi va in pensione. I giovani sono precari e concorsi ce ne sono pochissimi. I giovani lavorano per quattro soldi, in condizioni di precarietà stabile, un ossimoro. I pensionati restano. Pensate a un metalmeccanico che, il giorno in cui va in pensione, torna nell’altoforno e continua a lavorare! Senza alcun compenso. Ecco, noi universitari facciamo così. Perché i giovani lavorano quasi gratis e i pensionati continuano a lavorare? Il motivo è semplice: questo è il lavoro più bello del mondo. Si costruisce nuova conoscenza e la si trasmette alle nuove generazioni. Conoscete qualcosa di più esaltante?

Purtroppo, ormai, si possono avere centinaia di milioni per opere sempre straordinarie, ma non ci sono risorse per assumere nuove persone.

Il capitale immobiliare aumenta, il capitale umano diminuisce.

Il rischio, quindi, è che queste nuove cattedrali non riescano ad esprimere tutto il loro potenziale per carenza di capitale umano. Questa è la sfida più difficile. E non si dovranno commettere gli errori del passato. Intanto vedremo come andranno le valutazioni del sistema della ricerca italiana, e poi si dovrà investire decisamente premiando il merito documentato dai risultati, con i nuovi posti e anche con le nuove costruzioni.

Intanto, grande merito a questa Amministrazione per aver svolto un lavoro davvero straordinario!


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