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Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Aldo Vallone


A dieci anni dalla scomparsa di Aldo Vallone 2: Inferno II PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Giovedì 17 Maggio 2012 11:31

DIVINA COMMEDIA: INFERNO - COMMENTO CANTO II

in

Aldo Vallone e Silvio Pasquazi, nella prestigiosa cornice della biblioteca Vallicelliana di Roma, commentano il Canto II dell`Inferno. Nell`invocazione alle Muse, che apre il canto, si ravvisa il tema, ricorrente, della "memoria storica", ossia delle insicurezze e dei timori di Dante, che ha paura di non riuscire a rappresentare fedelmente ciò che ha visto nel viaggio. A questo tema si collega quello della "viltà", o meglio della sfiducia di Dante in se stesso, del suo non sentirsi più all`altezza di fronte al compito assegnatogli. Perché proprio a lui la possibilità di visitare l`aldilà? Il suo viaggio risponde ad un disegno provvidenziale, ad un volere divino. Solo grazie al conforto di Virgilio e alle rassicurazioni delle tre donne celesti, la Madonna, Santa Lucia e Beatrice, Dante ritroverà la sicurezza che gli serve. Anche nel Paradiso, preannunciano i commentatori, l`avo Cacciaguida sarà orgoglioso che Dante, suo discendente, sia stato prescelto per l`alto compito.

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A dieci anni dalla scomparsa di Aldo Vallone 1: Inferno VI PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Giovedì 03 Maggio 2012 08:17

DIVINA COMMEDIA: INFERNO - COMMENTO CANTO VI

 

In

Aldo Vallone e Silvio Pasquazi, nella suggestiva cornice della biblioteca Vallicelliana di Roma, commentano il sesto Canto dell`Inferno. Si tratta di un canto breve, ma denso di significato e di rimandi. Tutti i sesti canti infatti contengono il tema politico. Questo, inoltre, è intriso di realismo e cortesia, di contrapposizione tra toni mesti e toni forti, caratteri tipici della tragedia. Tra le anime dei golosi, Dante incontra il fiorentino Ciacco, che è qui personaggio basso, contrapposto all`alta funzione che gli viene affidata nel pronunciare il messaggio politico e nel vaticinare le vicende fiorentine tra il 1300 e il 1302. Al centro dell`invettiva contro Firenze, dicono i commentatori, dominata da superbia, invidia e avarizia, aleggia, per contrapposizione, una precisa nozione di "umanesimo civile". Dove si trovano le anime più insigni della Firenze di Dante? Nei cerchi più bassi: tra eretici, sodomiti e seminatori di discordie, risponde Ciacco. Qui Vallone e Pasquazi rimarcano il tema della imprevedibilità dei disegni divini. "Quando tu sarai nel dolce mondo..." è il dolcissimo commiato di Ciacco a Dante, il quale subito ripiomba, per contrapposizione, in uno stato di ebetudine. Il canto si chiude, infine, con una "questio filosofica" sul ricongiungimento di anima e corpo dopo il giudizio universale.

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Pietro Siciliani (1835-1885) PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Scritto da Aldo Vallone   
Sabato 03 Settembre 2011 15:47

[Estr. da: Archivio storico pugliese. Organo della Società di Storia Patria per la Puglia, 2 (1949), fasc. 1-2]

 

Pietro Siciliani nacque a Galatina (Lecce), nel 1835, da buona famiglia borghese. Compì gli studi medi presso Istituti religiosi, quelli superiori a Napoli, terminandoli poi a Pisa nel 1861 con la laurea in medicina. Un anno dopo passava a Firenze come professore di filosofia al liceo Dante, ove rimaneva fino al 1867. Periodo vario e denso di studi fu questo per il Siciliani. Con lo stipendio, anche se non largo, e con gli aiuti, anche se parsimoniosi ma continui, di don Rosario, fratello amatissimo e custode geloso dei beni aviti, egli potrà avviarsi alla ricerca e allo studio della filosofia con sicura e libera baldanza giovanile e non ininterrotto entusiasmo.

In allegato leggi la continuazione e poi il necrologio che a Siciliani dedicò Giosuè Carducci nell’Annuario dell’Università di Bologna del 1886.
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Profilo di Sigismondo Castromediano PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Scritto da Aldo Vallone   
Lunedì 04 Luglio 2011 06:59

[Profilo di Sigismondo Castromediano, in “La Zagaglia” Rassegna di scienze, lettere ed arti, a. I, n. 1 (marzo 1959), pp. 83-86].

 

Tra i patriori del Salento un posto particolare spetta a Sigismondo Castromediano (Cavalllino di Lecce 20 gennaio 1811 – 26 agosto 1895), che dopo 11 anni passati nelle galere borboniche (30 ottobre 1848 - 15 gennaio 1859), tornò a vivere con umiltà e dignità, con purezza di ideali sempre, tra i suoi concittadini. Il documento di tutta una vita e del carattere di un uomo è consegnato, alle Memorie, che, almeno nelle parti più vive e drammatiche, meritano oggi di essere ricordate accanto a quelle di altri memorialisti ed esuli meridionali: N. Scavoni Carissimo,  N. Palermo, G. Pica, A. Garcea, S. Spaventa, C. Poerio e così via, fino ai sommi F. De Sanctis e L. Settembrini e ai felici cenni ch’è dato trovare nei Ricordi di un orfano di G. Toma. Ma questa è tutta una zona da riscoprire e studiare accanto a quella, ben più nota e circolante nella cultura storica e letteraria, dei memorialisti piemontesi, lombardi e toscani.

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Contributo alla storia del meridionalismo repubblicano in Puglia: Antonio Vallone PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Scritto da Aldo Vallone   
Mercoledì 08 Giugno 2011 11:50

 

 

Tre persone, certamente, contarono nella educazione e sugli orientamenti politici di Antonio Vallone prima ancora del suo ingresso attivo nella vita parlamentare: Pietro Siciliani, di cui sostenne l’infelice candidatura “irredentista” nel Collegio di Maglie nel 1882; Antonio De Viti De Marco, di cui prima seguì  e poi affianco in venticinque anni le vicende politiche ed elettorali; e soprattutto Guglielmo Oberdan, amico e collega a Roma in due anni di studi universitari presso la Facoltà d’Ingegneria. Persone diverse per studi, carattere, provenienza, estrazione sociale; ma tutt’e tre promossero in lui una visione laica del mondo e dei rapporti tra gli uomini; lo convinsero, per vie opposte, qualvolta, e per linee discontinue, che la civiltà è in progressione perenne, e la sua validità vera è quando assicura (e non turba) le conquiste del popolo. Su questo cammino egli trovava conferma alla ideologia repubblicana e mazziniana, che non gli creava assolutamente contrasti nell’urto col progressismo scientifico dell’età positivistica.

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