Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Poesia

 



Albe infrante (1982-95) - Parte prima PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Gianmarino De Riccardis   
Venerdì 26 Luglio 2013 18:05

Del fatto qui narrato si erano perse le tracce. Si tramandava solo oralmente, nella Terra d’Otranto, una storia avvenuta più di mille anni fa; la storia di un regno precipitato, scomparso, a causa di una serie eventi ostili (complice il Fato), poco chiari. Un regno antico, un tempo florido, giunto a un punto di non ritorno, che anche nel disfacimento, nella decadenza, conservava (forse ancor più), un’aura di splendore.

Solo da alcuni anni è stato rinvenuto, da un trattatista anonimo, il manoscritto, opera autografa in versi, dell’ultimo giovane erede al trono. In questo modo, a suo modo, egli ci ha lasciato testimonianza.

 

Preambolo

In un tempo remoto e indefinito, un principe di un regno del Sud al confine con l’Oriente, e a ridosso del mare, rievoca, attraverso un de-pensamento, la rovina verso cui è andato incontro il suo regno.

Il discorso si sviluppa attraverso un flusso di coscienza allucinato e fantastico, in cui la memoria si perde nei meandri del non detto, del manque. Il mancante infatti è uno dei tanti fili conduttori che si intrecciano nel parlato del “radioso principe”, ora sospeso nell’assenza, nello smarrimento incolmabile, nel vano sforzo di ricostruire ciò che è andato irrimediabilmente perduto, non attraverso la memoria, bensì attraverso i vuoti di memoria, cioè attraverso gli esiti di esperienze passate ma nebulose, vissute ma non accertate, fuori dalla Storia, di sensazioni forse solo immaginate, comunque non documentabili, avverse, fuori da un io o da un contatto stabiliti.

La lingua adattata al nostro “moderno idioma” per motivi metrico-stilistici, rende l’irrappresentabile rappresentato, al di là delle età, nella vacuità.

Tutto il suo parlare è un continuo rivolgersi ad una donna amata, adorata, precipitata e dispersa insieme a lui, i cui contorni, così come anche il nome, sbiadiscono, quasi svaniscono (Magda, Malvia), in una ripetizione ossessiva di gesti e simboli che ricorrono fino all’abbandono, nel tentativo, anche questo inutile, di farsi una ragione della perdita (per sua causa) della donna sublime.

Il personaggio che non ha nome, sospeso com’è fuori dal tempo, resta attendibile solo attraverso la memoria dei luoghi mitici da lui frequentati e vissuti. Un Sud ancestrale, splendido, barocco, coacervo di stili ed atmosfere dal cui ricordo il protagonista non riesce a staccarsi.

Il Sud di una Terra d’Otranto senza tempo che da sempre “gira su se stessa. A vuoto.” (C. B.).

Affabulatrice, maliarda e distruttrice che costringe chi vi nasce a non potersi mai distaccare.

 

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Due poesie PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Pietro Pancamo   
Venerdì 14 Giugno 2013 20:55

FILOSOFIA


Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio
che smette, ogni tanto,
di pronunciare il vuoto.

Allora qualche indizio di materia
deforma l’aria,
descrivendo le pause del nulla
prima che il silenzio
si richiuda.
(Le mani si infrangono
contro un gesto incompiuto)



***



AEROPLANO


Se tento
di raggiungere il cielo
la distanza rimane invariata.
M’avvicino
soltanto alle nubi.


Nelle crete PDF Stampa E-mail
Poesia
Mercoledì 08 Maggio 2013 12:17

 

 

Ascolta

la poesia del giorno

di Antonio Prete

in Fahrenheit

Rai Radio Tre

 

 

La poesia è tratta da Se la pietra fiorisce, Donzelli 2012.


Niente riposa nella lingua PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Antonio Prete   
Domenica 17 Febbraio 2013 09:45

Fa naufragio la parola che dice
il mare, poi come sughero sale
verso l’immenso, si fa grido e fremito.

Le sillabe, scompigliate dal vento,
si cercano, sibilando s’adagiano
nella frase, carezzate dal senso.

Corre la nube, insegue le vocali
per farsi forma e luce, poi si scioglie
in pioggia sopra la terra riarsa.

Niente riposa nella lingua, fugge
ogni cosa verso quella dimora
dove il verbo sparendo s’inazzurra
e il silenzio è finestra all’infinito.

 

Da Se la pietra fiorisce, Donzelli, 2012.


Per Aldo de Bernard PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Paolo Vincenti   
Giovedì 07 Febbraio 2013 13:32

L’ultimo contributo in ordine di tempo da parte di Aldo de Bernart, nell’ambito della sua collana Memorabilia, in tiratura fuori commercio,  è “Il Natale nelle mie scritture” (Tip. Inguscio e De Vitis, Ruffano), del dicembre 2012. De Bernart offre ai lettori persone, avvenimenti e luoghi caratterizzanti il Natale, ripescando, come ormai sua abitudine,  alcuni  vecchi scritti, come appunto “Motivi natalizi a Ruffano”, “Natale a Parabita”, una poesia sui ruderi dell’antica abbazia di Sant’Eleuterio, “Re Trombettiere”, un racconto dedicato ad Aldo D’Antico,”Lu minoru”( cioè i residui della pasta di formaggio da cui le lavoranti delle masserie in passato ricavavano piccoli bocconcini di mozzarella), “Lu Pici de le ciche” e “La minoscia”( cioè il piccolo pesce, che oggi è vietato pescare, che si gustava fritto nelle taverne di Gallipoli). Mi sia consentito riportare un breve scritto poetico da me dedicato proprio al caro de Bernart e apparso sull’ultimo numero della rivista parabitana “NuovAlba” (dicembre 2012):

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