Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home Saggi e Prose Storia e Cultura Moderna
Storia e Cultura Moderna


8 marzo 2011 – ANCORA 100 ANNI!? PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Nicoletta Crocella   
Martedì 08 Marzo 2011 10:17

E va bene, come al solito le istituzioni arrivano in ritardo, e se noi abbiamo festeggiato nel 2008 i cento anni dell'otto marzo giornata internazionale della donna, loro se ne accorgono adesso. L'Unione europea ad esempio non trova di meglio che festeggiare questo centenario rivisto con un convegno sulla leadership femminile...

Tocca ancora una volta prendere le distanze e partire da noi: sembra ormai assodato che le donne sono protagoniste, magari con una autonoma vendita del proprio corpo al potente di turno per fare carriera, diventare persino ministre... Se quello di inchinarsi, vendersi, ossequiare e servire in ogni modo i potenti per accedere ad una fetta di potere sembra ormai l'attività più consolidata e redditizia, gestita in forme diverse da uomini e donne, ma con lo stesso squallido esito, bisogna dire che cresce il disagio e la presa di distanza delle persone comuni, delle donne che hanno una vita normale, cercano un lavoro, hanno un compagno, dei figli, e contano sulle proprie capacità e competenze per riuscire nel mondo. Diventa quasi impossibile non parlare di questo nell'Italia di oggi, anche se il tema, in modo meno brutale ed ostentato, non è certo soltanto italiano.

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8 marzo 2011 – ANCORA 100 ANNI!? PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Nicoletta Crocella   
Martedì 08 Marzo 2011 10:17

 

E va bene, come al solito le istituzioni arrivano in ritardo, e se noi abbiamo festeggiato nel 2008 i cento anni dell'otto marzo giornata internazionale della donna, loro se ne accorgono adesso. L'Unione europea ad esempio non trova di meglio che festeggiare questo centenario rivisto con un convegno sulla leadership femminile...

Tocca ancora una volta prendere le distanze e partire da noi: sembra ormai assodato che le donne sono protagoniste, magari con una autonoma vendita del proprio corpo al potente di turno per fare carriera, diventare persino ministre... Se quello di inchinarsi, vendersi, ossequiare e servire in ogni modo i potenti per accedere ad una fetta di potere sembra ormai l'attività più consolidata e redditizia, gestita in forme diverse da uomini e donne, ma con lo stesso squallido esito, bisogna dire che cresce il disagio e la presa di distanza delle persone comuni, delle donne che hanno una vita normale, cercano un lavoro, hanno un compagno, dei figli, e contano sulle proprie capacità e competenze per riuscire nel mondo. Diventa quasi impossibile non parlare di questo nell'Italia di oggi, anche se il tema, in modo meno brutale ed ostentato, non è certo soltanto italiano.


L’università e il mito meritocratico PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Lunedì 31 Gennaio 2011 08:24

[In http://www.popoliecostituzioni.blogspot.com]

 

Sulla cosiddetta riforma dell’Università, è bene sgombrare il campo da un equivoco: il suo reale obiettivo non è introdurre criteri di valutazione che premino il merito, bensì operare un depotenziamento del sistema formativo pubblico che non ha precedenti nella storia recente del Paese[1]. Depotenziamento che è già, in parte, passato attraverso la legge 33/2008, con la quale si è provveduto a sottrarre al sistema universitario pubblico circa un miliardo e mezzo di euro, per il biennio 2010-2011, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di molti Atenei. I fondi recuperabili con la Legge di stabilità non serviranno a ripianare i bilanci degli Atenei italiani, ma, nella migliore delle ipotesi, ad arginare le proteste degli attuali ricercatori in ruolo, che hanno consentito – negli anni passati - la sopravvivenza di corsi di studio, svolgendo attività didattica non retribuita, e ai quali il Ministero offre oggi in cambio la messa ad esaurimento del loro ruolo. Peraltro – e non si tratta di un aspetto marginale – la riduzione dei finanziamenti è ‘lineare’, ovvero non tiene conto delle variabili di contesto (PIL procapite, tassi di disoccupazione) e, dunque, grava maggiormente sulle Università meridionali. La delegittimazione mediatica del sistema universitario pubblico (che regge sulla duplice retorica dei professori ‘baroni’ e ‘fannulloni’) sostiene questo disegno[2].

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1861-2011 – 150° Anniversario dell’Unità d’Italia BRIGANTAGGIO E SECESSIONISMO PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Scritto da Maurizio Nocera   
Domenica 30 Gennaio 2011 08:48

[Relazione letta sabato 3 luglio 2010 durante l'inaugurazione della Mostra-convegno su "Brigantaggio meridionale e secessionismo" presso il Castello di Acaya (Lecce)].

 

Perché questo titolo? Cerco di spiegarlo descrivendo un viaggio fatto verso i luoghi che furono teatro principale del brigantaggio: la Basilicata. Il 17 giugno scorso, con alcuni amici sono andato a Matera per incontrare quel grande vecchio dell’azionismo meridionalista che è Leonardo Sacco. A Leonardo, su «La Gazzetta del Mezzogiorno» (25 giugno 2010), Pasquale Doria ha dedicato un’intera bella pagina, ripercorendo il suo percorso intellettuale e tracciando le tappe più importanti della sua lunga vita di militante scrittore e giornalista. Il mio incontro col grande vecchio (presenti il pittore Nello Sisinni e il dott. Rino Bianco, direttore del Museo della Siritide di Policoro) si è svolto nella sua casa, non lontano dai Sassi. Durante tutto il tempo dell’intervista, Leonardo ha praticamente parlato sempre lui. Ovviamente ne aveva ben diritto perché, dall’alto dei suoi 86 anni e, sapendo di essere l’ultimo vivente dei grandi meridionalisti, non poteva ascoltare le poche cose che noi avevamo da dirgli. Frapponendomi però tra un suo sospiro e l’altro sono riuscito a chiedergli cosa pensasse di questo nuovo ritorno del dibattito sul brigantaggio. «Cosa vecchia. Non durerà», è stata la sua risposta, aggiungendo: «Non è vero che la tematica e l’attuale dibattito sul brigantaggio suscitino fascino nelle nuove generazioni. Si tratta solo, almeno per il momento, di attenzione verso quelle vicende storiche. Non ci sono dubbi sul fatto che i briganti e in generale il moto di avversione agli eserciti sabaudi occupanti il Meridione d’Italia fu originale e spontaneo; che cinque anni di guerriglia contro quegli eserciti ben armati e ben attrezzati costarono la vita a migliaia e migliaia di contadini morti ammazzati.

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Bibliografia di Giuseppe Virgilio relativa agli scritti presenti nel sito www.unigalatina.it PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Venerdì 31 Dicembre 2010 10:13

Maestri del Novecento. Scritti politici e letterari

1. Gramsci e dintorni

Brescianesimo e lorianesimo negli scritti di Antonio Gramsci

- "Brescianesimo" politico e letterario da De Sanctis a Gramsci, in "Il Corriere di Galatina", Anno III N. 5 - 6 maggio 1976, pp. 3 e 4.

- Il lorianesimo da Engels a Croce ed a Gramsci, in "Il Corriere di Galatina", anno III, n. 11-12, 23 dicembre 1976, pp. 3 e 4.

Gramsci e la "questione del pane" nella prima guerra mondiale

 

- Gramsci e la "questione del pane" nella prima guerra mondiale, "Il Corriere Nuovo", anno VIII, 2, 28 febbraio 1985, p. 3.

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