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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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Il dolceamaro del tempo PDF Stampa E-mail
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Domenica 04 Marzo 2012 08:10

“IMMAGINI”  DI  TOMMASO RAVENNA

 

[Già pubblicato in “Il Paese Nuovo”,  25 ottobre 2011 e in “NuovAlba”, dicembre 2011]

 

Dopo “Cose te moi” (Parabita 1986), con Prefazione di Rocco Cataldi, e “Nu picca ‘qquai, nu picca ‘ddai” (Parabita 2003), con Prefazione di Gino Pisanò, Tommaso Ravenna è tornato a pubblicare versi con “Immagini” (Il Laboratorio, Parabita 2008), una silloge poetica, dalla bella copertina cartonata verde, stampata dalla Tipografia Martignano, con Prefazione di Maurizio Nocera. L’autore pubblica poesie in diverse riviste locali fra le quali “NuovAlba”, rivista di cultura e storia parabitane e  “Anxa News”, periodico gallipolino di varia cultura e attualità. E Parabita e Gallipoli sono i punti focali della sua vita  di poeta e sognatore. La sua vena intima e delicata  ha fatto apprezzare i suoi componimenti dai suoi concittadini, come Aldo D’Antico,  Ortensio Seclì e Guido Pisanello, suoi numi tutelari, forse, in quel di Parabita, dagli amici del Circolo Cittadino che egli assiduamente frequenta, e in ultimo dagli studiosi e appassionati di poesia sparsi ai quattro venti di questa nostra assolata penisola letteraria salentina. Incontro Tommaso Ravenna a Parabita, la sera del 27 agosto scorso, quando sono impegnato, insieme a Sonia Cataldo, nella presentazione del libro di Loredana De Vitis, “Storie d’amore inventato”, organizzata dall’Associazione “ Cantieri culturali aperti – Emergenze Sud ”, nella splendida cornice di Piazza Umberto I, sulla quale si affaccia anche l’antico palazzo nobiliare che è la residenza del Ravenna. E Tommaso Ravenna è seduto sulla panchina proprio di fronte a noi, astante devoto alla presentazione nella quale sono impegnato.

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Il sale della critica: la scrittura autobiografica in Mario Marti PDF Stampa E-mail
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Giovedì 01 Marzo 2012 07:21

Pubblicata da Mario Congedo Editore l’ultima fatica di Mario Marti

 

[ne "Il Paese Nuovo" di giovedì 1 marzo 2012]


Ha del miracoloso la fecondità del principe degli italianisti salentini e decano di quelli, suppongo, di tutta la Penisola, Mario Marti. A novantasette anni suonati, che saranno a maggio novantotto, egli ci regala – a distanza di tre anni dall’ultimo Su Dante e il suo tempo con altri scritti di italianistica, Galatina, Congedo, 2009 – un altro libro, che, come sempre, è una nuova ghiottoneria: Il trilinguismo delle lettere “italiane” e altri studi di italianistica, a cura di Marco Leone, Congedo Editore, 2012, pp. XII-168. Qui Marti nella composizione del libro si è fatto aiutare da Marco Leone, che firma l’Introduzione (pp. V-XI), nella quale il giovane ricercatore leccese riassume il contenuto dei singoli saggi.

Davanti al lettore appare subito, dunque, una sorta di lanx satura, un piatto ricolmo di primizie, ch’egli potrà delibare a piacere leggendo il volumetto, come sempre ben rilegato dall’editore Congedo di Galatina, che gli ha assegnato il numero XIX della collana Humanitas, collezione di studi e testi di Scienze Umane, curata dallo stesso Marti. In effetti, questo modo di offrire al lettore i risultati dei propri studi¸ raccolti a distanza di due, tre, quattro anni dal loro primo apparire, credo che sia una caratteristica dello studioso soletano (“Soleto, che, se non è il mio paese (di nascita), è sicuramente il paese mio (di parentela, di cuore, di ricordi)” p. 147). Anche in questo caso, come il lettore potrà evincere dalla Nota bibliografica posta in calce al libro, i quattordici saggi qui riuniti hanno visto la luce in riviste nazionali, come il “Giornale storico della letteratura italiana”, che continua ad essere condiretto da Marti, o locali, come “Apulia” del compianto Aldo Bello e “Alba Pratalia” di Rosario Jurlaro, o in altre sedi collettanee, in un arco di tempo che va dal 2009 al 2011, con l’eccezione del secondo saggio della raccolta, La Vita Nova di Guglielmo Gorni (pp. 25-35), che è del 1997.

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La sostanza dello stile: studi foscoliani di Andrea Carrozzini PDF Stampa E-mail
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Lunedì 27 Febbraio 2012 07:45

Edito da Progedit di Bari uno studio su Ugo Foscolo del ricercatore leccese Andrea Carrozzini


[ne “Il Galatino". Quindicinale  salentino d'informazione, anno XLV - n. 4 del 24 febbraio 2012, p. 4]


Ugo Foscolo è uno di quegli autori che col finire del Novecento e poi nel primo decennio del nuovo millennio è andato perdendo sempre più valore nelle quotazioni della borsa scolastica. Del carme Dei sepolcri, per esempio, che nei primi anni Ottanta si leggeva per intero sui banchi del liceo, oggi si legge appena un sunto con la citazione d’obbligo: “Celeste è questa / corrispondenza d’amorosi sensi”, che gli studenti stentano a capire.  Delle Grazie, poi, neanche a parlarne.

Indubbiamente, la mancata lettura dei classici nella scuola è un dato generale che dovrebbe far riflettere innanzitutto gli italianisti, i cui strumenti comunicativi appaiono inefficaci quando non assenti. Gli studi universitari si esercitano con ricerche che rimangono confinate in circuiti specialistici, senza approdare nelle scarne biblioteche degli istituti medi superiori. I nostri insegnanti non leggono: perché dovrebbero farlo gli studenti? In questo modo la civiltà letteraria italiana anno dopo anno va scomparendo, riducendosi via via nelle scuole a un compendio di vicende individuali che va sotto il nome di Canone letterario: una cosa paurosa, da cui è meglio tenersi alla larga.

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UN VOLUME DI STUDI IN MEMORIA DI LUIGI CRUDO PDF Stampa E-mail
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Sabato 25 Febbraio 2012 17:55

[in “Il Paese Nuovo”,  19 ottobre 2011]

 

Humanitas et Civitas. Studi in memoria di Luigi Crudo. Questo il titolo della preziosa pubblicazione, a cura di Giuseppe Caramuscio e Francesco De Paola, edita, per la Società di Storia Patria-Sezione di Lecce, nell’ambito della collana “Quaderni de l’Idomeneo”, diretta da Mario Spedicato, da Edipan Galatina, 2010. Si tratta del più compiuto omaggio che la città di Taurisano e il mondo delle belle lettere salentine abbia potuto fare alla memoria di un intellettuale finissimo e gentleman, colto, brillante e umile, quale Luigi Crudo  (1939-2007), con l’affetto della famiglia, la moglie Maria Sabato e i figli Massimiliano e Carlo. Una bellissima foto di Luigi Crudo, “Gigi” per tutti, Medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione, compare in apertura del libro, prima di una Presentazione del Sindaco di Taurisano Luigi Guidano, che ha patrocinato l’iniziativa, insieme con il 1° e il 2°  Circolo Scuola Primaria di Taurisano, e di una Prefazione del prof. Mario Spedicato, Presidente della Società di Storia Patria Sezione di Lecce. Bello ed esaustivo è il profilo biografico ed intellettuale di Luigi Crudo fatto da Francesco De Paola, suo carissimo amico e compagno di studi e ricerche erudite. Apprendiamo così che Luigi Crudo nasce a Taurisano nel 1939, consegue la maturità classica presso il Liceo Palmieri di Lecce e l’abilitazione magistrale presso l’Istituto Pietro Siciliani di Lecce ed inizia subito ad insegnare nelle scuole elementari, conseguendo poi la laurea in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Lecce, con una tesi su “La presenza di Virgilio nelle Epistole Morales di Seneca”, relatore il prof. Remo Giomini.

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Sotto gli occhi di un bambino: "Pricò" di Cesare Giulio Viola PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 22 Febbraio 2012 16:13

Pubblicato il n. 2 della collana Novecento da leggere di Lupo Editore:  Cesare Giulio Viola, “Pricò”, a cura di Luigi Scorrano.

 

Una domenica mattina d’un paio di anni fa, frugando tra i libri polverosi di una bancarella in Piazza San Pietro, in occasione del mercatino dell’antiquariato, che una volta al mese fa tappa a Galatina, mi capitò tra le mani un romanzo di Cesare Giulio Viola, “Pricò”, Nuova edizione Treves del 1929 (Terzo migliaio), in discreto stato di conservazione. Due euro furono sufficienti a comprarlo e a rendere più luminosa la mattinata domenicale. Comprai “Pricò”, lo feci restaurare, ma, pur pregustandola, ne rimandai la lettura. Dico sempre a me stesso, quando mi preoccupo di non aver letto un libro, che devo aver pazienza, perché la lettura di un certo libro, come gli incontri della vita con alcune persone, attende il suo momento e non serve a nulla forzare i tempi. Segno del destino! “Pricò” da pochi giorni è venuto di nuovo a bussare alla mia porta, e questa volta non mi è stato possibile rinviare l’incontro.

Antonio Lucio Giannone, che dirige per l’Editore Lupo di Copertino la collana di narrativa Novecento da leggere, ha affidato a Luigi Scorrano la cura del romanzo di Viola (n. 2 della collana; il n. 1 è Michele Saponaro,  La casa senza sole), edito in questo inizio del nuovo anno 2012, ed ora un vasto pubblico può leggerlo con diletto.

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