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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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Dal fondo del cassetto 8 PDF Stampa E-mail
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Domenica 13 Novembre 2011 08:17

E che ogni lettore sia il vero colpevole

 

[Articolo apparso sul “Quotidiano” del 13 luglio 1985, p. 16-17]

 

“Tre anni fa, da quando scrivo, Eric Protter della rivista “Gallery” mi domandò se mi sarebbe interessato scrivere racconti ‘gialli’ mensili per la rivista […]. Volendo essere sempre onesto con i miei lettori, vi dirò di cosa si tratta. Ogni racconto, senza eccezione, inizia con una breve conversazione tra un gruppo di tre amici nella biblioteca dell’Union club. Il quarto amico è Griswold, che all’inizio del racconto è sempre addormentato. Un brano della conversazione lo fa destare e gli ricorda qualche episodio che lui racconta fino al punto in cui gli altri tre dovrebbero essere in grado di trovare la soluzione […]. Un ultimo avvertimento. Uso qui l’espediente di far credere che io so tutto in fatto di spie, di polizia, di politica del governo. Se volete sapere la verità, è che non ne so assolutamente niente di cose di questo genere. Sono tutte mie congetture, e se qualcuno di voi fosse esperto e dovesse accorgersi che prendo ridicole cantonate qua e là, be’, il motivo è proprio questo.” Annota Isaac Asimov con la solita, inconfondibile verve nell’introduzione alla sua ultima antologia personale tradotta in Italia: “Gli enigmi dell’Union club”, Oscar Mondatori, maggio 1985.

I racconti, di circa duemila parole ciascuno, ci mostrano un Asimov particolarmente brioso, il quale, in fondo, dietro le quinte parla di se stesso, delle sue piccole manie.

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Giovedì 03 Novembre 2011 08:17

Abitare il mondo

 

[Articolo apparso sul “Quotidiano” del 10 settembre 1992]

 

La Casa Editrice Laterza ha riproposto, in un’edizione suddivisa per argomenti in più volumi, la Storia dell’architettura moderna di Leonardo Benevolo, arricchita dall’analisi delle esperienze architettoniche della seconda metà di questo secolo.

Nel volume quinto, che ha per sottotitolo Il nuovo corso, Benevolo comincia con l’affrontare i temi indicati dai maestri del movimento moderno, ed il modo con cui essi sono stati recepiti: “Le Corbusier a 78 anni e Mies a 83 restano non solo i più rispettati, ma letteralmente i più bravi. In seguito non compare nessun’opera di livello paragonabile ai loro ultimi lavori, e non è disponibile alcun arbitrato persuasivo come quello di Gropius. La loro presenza garantiva a suo tempo l’unità della cultura architettonica, perché si poteva sempre aspettare il prossimo apporto, capace di anticipare le esigenze comuni. In seguito questa possibilità è venuta meno, e la coerenza della ricerca – non recuperabile con i manifesti, le dichiarazioni e i raggruppamenti – deve essere garantita con un lavoro più cauto, e più limitato, che sembra necessario per molto tempo ancora.”

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Le Chiese greca e latina in uno studio di Anna Gaspari PDF Stampa E-mail
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Lunedì 10 Ottobre 2011 18:53

[Recensione a Anna Gaspari, Ricco sposo della povertà. Ufficio liturgico italogreco per Francesco d’Assisi. Edizione critica, traduzione e commento, Edizioni Antonianum, Roma 2010, in “Studi francescani, a 108, 2011, 3-4]

 

Un episodio interessante per capire il rapporto che si era creato tra le Chiese greca e latina nel Meridione d’Italia durante gli ultimi secoli del Medioevo è rappresentato da uno scritto polemico del monaco Teodoro di Cursi contro l’Arcivescovo greco di Rossano Calabro, Angelo, databile intorno alla seconda metà del XIII secolo. L’Antirretico di Teodoro, oggi conservato nel manoscritto Vat. gr. 1276 del XIV secolo, si scagliava contro il presule calabrese, accusandolo di aver introdotto nel rituale eucaristico alcune modifiche ispirate all’uso liturgico latino (…). Esso rende chiari i difficili rapporti di coesistenza tra i due riti nello stesso ambito geografico, resi tesi da un lato dalla volontà romana di uniformare la prassi liturgica e, quindi, di avere un controllo più capillare su tutto il territorio, dall’altro dalla necessità, invece, sentita dalle genti di lingua greca, di affermare la propria identità culturale, soprattutto attraverso le pratiche religiose.

 

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RECENSIONI SALENTINE 1 PDF Stampa E-mail
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Sabato 17 Settembre 2011 12:08

 

 

“IL GRANDE SOGNO” DI PARABITA, in “Città Magazine”,  20-26 luglio 2007 e poi in “Di Parabita e di Parabitani”, di Paolo Vincenti, Il Laboratorio Editore, 2008;

C’E’ ANCHE UN PO’ DI PARABITA NEL SUONO DEL RINATO ORGANO DELLA CHIESA MATRICE DI CASARANO, in “L’Ora del Salento” 30 giugno 2007 e poi in Paolo Vincenti, “Di Parabita e di Parabitani”, Il Laboratorio Editore, 2008;

LUIGI ROMANO DA MATINO, in “Presenza Taurisanese”, dicembre 2007;

“SEGNI DEL TEMPO”, in “L’Ora del Salento”,  12 luglio 2008.

 

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Dal fondo del cassetto 3 PDF Stampa E-mail
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Sabato 10 Settembre 2011 07:15

[Articolo pubblicato sul “Quotidiano”, venerdì 12 luglio 1985, p. 17]

 

Karen e la sua Africa

 

“Ombre sull’erba”, il libro che la Casa Editrice Adelphi presenta al numero centosettantasette della collana “Piccola Biblioteca”, è l’ultimo scrigno, pieno di ricordi africani, offerto da Karen Blixen al suo pubblico.

Sono pensieri posati sulla carta molti anni dopo aver lasciato l’Africa, la fattoria e tutti coloro che le erano accanto, da Farah a Kamante, alle vecchie Kikuyu, al toto, ai suoi amici europei.

Quando scrive, Karen Blixen è nel suo castello danese di Rundstetlung, guarda il paesaggio nordico e pensa all’arsura dell’Africa con quel tipico armonizzare nel proprio cuore i due mondi della sua vita. Due mondi che non l’avevano lacerata nella loro diversità, attraendola da poli opposti, ma avevano costituito l’”unità creativa” del suo scrivere.

«In Africa l’ingresso nella mia vita di un’altra razza, essenzialmente diversa dalla mia, corrispose in me ad una misteriosa espansione del mio mondo. La mia voce e la mia canzone, vivendo là, acquistarono una seconda voce, e nel duetto divennero più ricche e più piene.»

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