Nuovo Consiglio Direttivo, Open Day e nuovo Anno Accademico: pronti per ripartire!
MARIO GRAZIUSO Ripresa dell’attività sociale dell’UNIPOP “A. Vallone” di Galatina Confermato il Presidente e affidati gli incarichi ai consiglieri Trascorso il lungo periodo di inattività... Leggi tutto...
Sfogliando Galatina: una iniziativa per ripartire
Dopo questi mesi di inattività forzata, l'Università Popolare ha aderito con entusiasmo a una iniziativa del Patto Locale per la Lettura di Galatina, firmando la prima delle passeggiate letterarie... Leggi tutto...
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni Dopo questo lungo periodo di forzata inattività, il Consiglio Direttivo ha trovato, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale, la sede... Leggi tutto...
Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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L’ispanismo a Firenze PDF Stampa E-mail
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Scritto da Oreste Macrì   
Domenica 03 Luglio 2011 08:06

[L’ispanismo a Firenze, in L’apporto italiano alla tradizione degli studi ispanici, in “Atti del Congresso. Nel ricordo di Carmelo Samonà, Napoli, 30 e 31 gennaio, 1 febbraio 1992, Instituto Cervantes, 1993, pp. 135-140]

 

Per varie circostanza questo mio intervento topico-fiorentino resta estemporaneo con rischio di palo in frasca, dimenticanze e notizie minime. Cordialmente rammento subito il più discreto e probo dei nostri ispanisti della seconda generazione, il compianto Ferdinando Rosselli, che fu ricevuto nella Facoltà fiorentina di Economia e Commercio. Feci parte della commissione che gli dette la libera docenza, ed ebbi modo di apprezzarne il valore della ricerca scientifica ed erudita. Si muoveva nell’Ottocento, come nel ramo del romanzo naturalista. Proveniva dalla scuola pisana di Mancini; in particolare nella organizzazione e attrezzatura bibliografiche e informative della ricerca.

 

Chi voglia leggere tutti gli Atti del Congresso, clicchi qui: http://dialnet.unirioja.es/servlet/libro?codigo=271513

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Federico Garcia Lorca, Origini e continuità dell’amor oscuro PDF Stampa E-mail
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Scritto da Oreste Macrì   
Giovedì 30 Giugno 2011 16:29

Canzone erotica in tono di elegia lamentosa

 

Tutta la oscurità di notti senza luna

nell’anima è addensata un fior di lamento.

Nel calice d’acciaio essenze dei Mai Più,

e i petali si tingono d’un’elusa realtà.

 

La bocca salda e rosa non sentirà il contatto

delle mie labbra stanche di dare baci al vento.

Né le mani assetate nel mio atto dorato

Vi lasceran violette recise nella carne.

 

Sul roveto fiorito restò la mia agonia

scorticata e ferita di Chopin e di piano,

cominciata in un ritmo sessuale e sereno.

 

E lontano la dea della Malinconia

Taglia il mio fiore amaro con la sua calda mano,

imbiancandomi il capo con rose di memoria.

 

(Trad. di Oreste Macrì)

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Antonio Vallone PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonio De Viti De Marco   
Mercoledì 29 Giugno 2011 07:25

[Discorso dell’On. Prof. A. De Viti De Marco, Antonio Vallone (19 aprile 1925). Pubblicazione a cura del “Comitato pro Onoranze A. Vallone”, Tipografia Marra & Lanzi,  Galatina, 1925. Premessa del Preside G. Candido]

 

Signore e Signori,

Il 4 novembre ultimo fu qui celebrato il 25° anno della fondazione di questo Liceo. In quella occasione - come era mio dovere di cittadino e di Capo di questo Istituto e come la onestà della Storia vuole – dissi che il fondatore di questo Liceo, attraverso gravissime difficoltà, era stato Antonio Vallone.

In quella stessa cordiale cerimonia – tutti lo ricordiamo – parlò lo stesso Antonio Vallone, e fu quella cerimonia l’ultima soddisfazione, l’ultimo atto di riconoscenza cosciente, l’ultimo omaggio della società all’educatore, al professionista ed al Rappresentante del popolo nel Parlamento nazionale.

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Ricordi d' un orfano PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gioacchino Toma   
Domenica 26 Giugno 2011 16:53

[Tipografia Pontieri & Velardi, Napoli, 1898]

 

I

Avevo circa sei anni quando morì mio padre: di lui quindi ricordo appena la figura e non serbo se non qualche rara memoria. Di ritorno da’ viaggi ch’egli spesso facea per Napoli, solea sempre portarmi ora un giocattolo ed ora un altro, e l’ultima volta – ricordo ancora – mi portò un bellissimo altarino con l’intero parato di stagno. Quel giorno, fu gran festa religiosa per me. Accesi tutte le candele del mio altare, come nelle maggiori solennità della Chiesa, e celebrai senz’altro la messa. Ma frattanto, il calore di una delle candele andò a poco a poco liquefacendo una palmetta vicina, sì che lo stagno, liquefatto, cadde in tanti piccoli pallini sul pavimento. Mi parve allora di aver fatto una scoverta. Distrussi ad uno ad uno tutti quei piccoli arredi, e, messo su un arco con la bacchetta d’osso di balena di un vecchio ombrello, e adattatavi una freccia con la punta di stagno, mi divertii, per quel giorno e per molti altri, a crivellar di colpi un Domenico Cotugno, che pendeva dalla parete, nello studio di mio padre.

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G. B. Lezzi e la cultura del ‘700 a Napoli Roma e Firenze attraverso un epistolario inedito PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gino Pisanò   
Sabato 25 Giugno 2011 07:08

[G.B. Lezzi e la cultura del '700 a Napoli Roma e Firenze attraverso un epistolario inedito / Gino Pisanò. - Brindisi : Amici della «A. De Leo», 1987. - p. 27-52, [1] p. di tav. : facs. Estr. da: «Brindisi Res», XIX (1987)]

 

Non vi è dubbio che la vita di frate Giovambattista Lezzi si snodò prevalentemente fra Oria, Brindisi e Casarano dove morì il 3 luglio 1832 e dove era nato, nel 1754, da Domenico, umile contadino, e da Giuditta Mariano, sicché, di primo acchito, verrebbe da credere che egli consumò i suoi giorni in un’area geografica periferica e sonnacchiosa, quale potrebbe sembrare Terra d’Otranto sul finire del Settecento e sul farsi del secolo nuovo. Non fu così. Terra d’Otranto, proprio nella seconda metà del secolo dei lumi, si avviava ad assumere una connotazione culturale specifica – he forse tuttora le è propria - e a rompere l’isolamento geografico-culturale e provinciale fino all’avvento della dominazione asburgica prima (1707-1734) e di quella borbonico-illuminata poi, nel corso della quale si attivarono processi eversivi di mentalità e di privilegi, che culminarono nella politica delle riforme fiscali volute da Carlo III, nella soppressione il 1773 della Compagnia di Gesù e, infine, con l’età napoleonica, nell’eversione della feudalità e delle antiche magistrature.

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