Nuovo Consiglio Direttivo, Open Day e nuovo Anno Accademico: pronti per ripartire!
MARIO GRAZIUSO Ripresa dell’attività sociale dell’UNIPOP “A. Vallone” di Galatina Confermato il Presidente e affidati gli incarichi ai consiglieri Trascorso il lungo periodo di inattività... Leggi tutto...
Sfogliando Galatina: una iniziativa per ripartire
Dopo questi mesi di inattività forzata, l'Università Popolare ha aderito con entusiasmo a una iniziativa del Patto Locale per la Lettura di Galatina, firmando la prima delle passeggiate letterarie... Leggi tutto...
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni Dopo questo lungo periodo di forzata inattività, il Consiglio Direttivo ha trovato, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale, la sede... Leggi tutto...
Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Da "Fede" a "Vedetta" : cultura e ideologia nella stampa periodica salentina del ventennio fascista PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gino Pisanò   
Giovedì 09 Giugno 2011 07:55

[ne “L' Idomeneo”: rivista della Sezione di Lecce / Società di storia patria per la Puglia. - Galatina : Panico, 1998, pp. 19-98]

 

Quando nel dicembre 1923 iniziava a vivere “Fede”, rivista quindicinale d’arte e di cultura, un tempo della nostra storia civile e culturale poteva dirsi definitivamente concluso: quello che, a partire dal 1861, aveva visto fasti e nefasti dello Stato liberale postunitario fino alla tragedia della grande guerra e alla crisi che, fra il ’19 e il ’22, aveva prodotto l’avvento del fascismo.

Il 1923 è anno di demarcazione non solo nella storia della cultura nazionale, ma anche di quella salentina. Se, infatti, alle esperienze anarchico-futuriste del primo ventennio succedeva la restaurazione rondesca e, contestualmente, nel 1925, gli Ossi montaliani aprivano un nuovo e duraturo capitolo della poesia italiana sulla scia di vocazioni e forme della prima generazione poetica del nostro secolo, nello spazio culturale di Terra d’Otranto si spegneva il ciclo vitale della “Rivista storica salentina” (1903-1923) ultima propaggine di una tradizione pubblicistica che copiosamente era fiorita sul terreno delle questioni postrisorgimentali, prima fra tutte l’integrazione delle province, con il loro retaggio di civiltà, tradizione, economia, nel tessuto novissimo e più esteso dello Stato nazionale testé costituito.

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Antonio Vallone meridionalista e repubblicano PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giuseppe Virgilio   
Domenica 29 Maggio 2011 06:20

[Relazione letta il 1° aprile 1985 nel Teatro Cavallino Bianco di Galatina in occasione della intitolazione del locale Liceo Scientifico Statale al nome di Antonio Vallone].

 

Torniamo indietro di mezzo secolo negli anni Trenta, ripercorriamo insieme le strade centrali della nostra città. Ecco Corso Garibaldi, ecco Via Vittorio Emanuele II e via Umberto I. Dalle sale da barba di Cesare Valente e di Alessandro Pisanelli e dalla libreria Vergine e dallo studio fotografico di Fortunato Martines in Piazza San Pietro ci viene incontro l’immagine di un antico gentiluomo pugliese, il profilo di un uomo che in quegli anni, pervasi dalla cultura del passo romano sovraccarica di vitalismo, annunzia valori meno protagonistici e retorici e meno estetici, ma dice precetti che alla nostra anima e al nostro intelletto di giovanetti hanno insegnato che, come c’è l’artista e non l’oratore e il parolaio, come c’è il maestro e non il pedante, così c’è l’uomo democratico e non il tribuno ed il demagogo.

 

 

 

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