Nuovo Consiglio Direttivo, Open Day e nuovo Anno Accademico: pronti per ripartire!
MARIO GRAZIUSO Ripresa dell’attività sociale dell’UNIPOP “A. Vallone” di Galatina Confermato il Presidente e affidati gli incarichi ai consiglieri Trascorso il lungo periodo di inattività... Leggi tutto...
Sfogliando Galatina: una iniziativa per ripartire
Dopo questi mesi di inattività forzata, l'Università Popolare ha aderito con entusiasmo a una iniziativa del Patto Locale per la Lettura di Galatina, firmando la prima delle passeggiate letterarie... Leggi tutto...
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni Dopo questo lungo periodo di forzata inattività, il Consiglio Direttivo ha trovato, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale, la sede... Leggi tutto...
Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home Reprint Reprint
Reprint


Teodoro Pellegrino manager culturale PDF Stampa E-mail
Reprint
Scritto da Ennio Bonea   
Domenica 15 Luglio 2012 09:40

[“Apulia”, marzo 2000]

 

1) Il primo incontro

Con la intitolazione della sala conferenze della Biblioteca Provinciale di Lecce “Nicola Bernardini” a Teodoro Pellegrino, il 6 ottobre 1995, l’Amministrazione Provinciale e Lecce stessa hanno, in un certo senso, nel decennale della morte, saldato un debito di riconoscenza all’ideatore delle “Celebrazioni Salentine”, istituite nel 1952, che furono la premessa della fondazione della Libera Università Salentina, con l’istituzione della Facoltà di Magistero, nel novembre 1955.

Scomparso il 10 aprile 1985, Teodoro Pellegrino, nato a Brindisi nel 1908, fu direttore della Biblioteca Provinciale, fondata nel 1863, dal 1935 al 1973.

Sino alla nascita della Biblioteca Universi-taria, nel 1956, la “Bernardini” di fatto fu il centro culturale e bibliografico più importante della provincia, legato alla correntezza delle edizioni librarie, pur con le immancabili deficienze, molto più delle altre Biblioteche pubbliche locali: la vescovile, ovvero la “Innocenziana”, intitolata appunto a Innocenzo XII papa, vescovo di Lecce fino al 1673, nata presumibilmente nel 1709 con l’inaugurazione del Seminario, e la “Roberto Caracciolo” allestita dai Frati Minori di S. Antonio a Fulgenzio nel 1960, ufficialmente funzionante nell’ottobre 1965.

Io intendo ricordare T. Pellegrino, non tanto come direttore della Biblioteca Provinciale; meglio di me lo ha profilato Donato Valli che fu dipendente della Biblioteca per qualche anno, prima di passare all’Università, come ordinario di Storia della Letteratura moderna e contemporanea e Rettore dal 1983 al 1992. Valli lo ha conosciuto profondamente nella sua puntigliosa operatività, nei suoi furori momentanei, nella sua irruenza passionale, che diventava furia quando non riusciva a realizzare pienamente un progetto che aveva disegnato.
Io lo ricordo nella sua attività progettuale, al di fuori della sua funzione direttoriale, anche se in quella veste io venni a contatto con lui, quando quotidianamente frequentavo la bella e silenziosa sala di consultazione, impegnato nella tesi di laurea su “La Rassegna Pugliese”, la prima rivista culturale pugliese, uscita a Trani dal 1884 al 1913 ininterrottamente, fondata dal primo editore pugliese, Valdemaro Vecchi (1840-1906), che anticipò la grande editoria di Giovanni Laterza.

Per continuare a leggere, clicca qui.

 



Luigi Giuseppe De Simone: 1835-1902 PDF Stampa E-mail
Reprint
Scritto da Pier Fausto Palumbo   
Martedì 10 Luglio 2012 21:19

[in “Studi salentini” A. 18 (1973), pp. 95-111]

 

Una lunga e, almeno in parte, tutt’altro che disdicevole tradizione, quella degli studi locali, e della storia più specialmente municipale, in Terra d’Otranto.  A parte cronache medievali contestate, per il sospetto d’avervi avuto mano eruditi di quella particolare genia di falsari di cui anche qui avemmo esempio (dal Tafuri al Calefati), fiorirono tali studi sin dal Quattro e Cinquecento: col De rebus tarentinis del Crasullo, i Diari gallipolini del Cardami, le Cronache leccesi del Coniger, l’Istoria della guerra d’Otranto del Laggetto e l’Apologia paradossica della città di Lecce del Ferrari, cui s’era aggiunto l’estendersi ai Paladini e agli Antoglietta delle ricerche sulle famiglie napoletane dell’Ammirato. S’incrementarono nel secolo successivo…

[Leggi l’allegato]

Allegati:
FileDescrizioneDimensione del File
Scarica questo file (Luigi Giuseppe De Simone 1835 1902.pdf)Luigi Giuseppe De Simone 1835 1902.pdf 2652 Kb

I sette a Tebe PDF Stampa E-mail
Reprint
Scritto da Michele Saponaro   
Lunedì 09 Aprile 2012 11:22

[in http://www.michelesaponaro.eu]

 

ai lontani compagni

della mia terra di Puglia

 

Io vi riferirò un’umilissima storia d’amore e di morte che mi è stata narrata la scorsa  estate nel villaggio dove mi ero rifugiato a trascorrere il mio riposo. La dirò a voi come a me gli altri l’han detta, senza nulla  togliere e nulla aggiungere, seguendo gli  avvenimenti nel loro corso naturale giorno per giorno, descrivendo i luoghi come li ho veduti, disegnando le persone se non propriamente come le ho vedute - perché alcune a me sono del tutto ignote - nel modo che mi sono apparse attraverso il linguaggio colorito dei narratori borghigiani, solo  limitandomi com’è dover mio di scrittore a collocarli in una evidente disposizione scenica, che può essere nei particolari anche arbitraria ma che certo risponde a verosimiglianza.

Niente dunque fantasia.

Protagonista della mia umilissima storia d’amore e di morte è una cameriera.

 

[Per leggere I sette a Tebe, clicca qui]


Fiorella PDF Stampa E-mail
Reprint
Scritto da Michele Saponaro   
Lunedì 20 Febbraio 2012 18:12

[in http://www.michelesaponaro.eu]

 

Non vivo ormai che per questo. L’arte e la vita che si sono identificate per me, sino a ieri, nello stesso amore, non valgono da oggi se non per questo: dipingere il ritratto di Fiorella. All’arte, dopo, non chiederò altro: non mi giova ai bisogni quotidiani dell’esistenza, che si riducono da sè, senza volontà mia nè sofferenza, alla più claustrale parsimonia; mi è superflua alle necessità dello spirito, che non chiede se non la vita dei ricordi. E prender pennelli, impastar colori, insudiciar tele, chiedere luci e ombre al sole per gli occhi degli altri, per le chiacchiere degli altri, per la vanità degli altri, mi sarebbe d’ora innanzi tale insostenibile tormento da desiderare e assecondare con ogni mezzo l’estinzione del mio fosforo cerebrale.

E nemmeno chiedo alla vita altre lusinghe o altre soddisfazioni. Quando avrò compiuto il ritratto di Fiorella...

 

Per continuare a leggere, clicca qui.


Dei doveri del giornalista PDF Stampa E-mail
Reprint
Scritto da Michele Saponaro   
Sabato 09 Luglio 2011 12:45

[pubblicato ne “Il Paese Nuovo” di martedì 5 gennaio 2010, pp. 6-7]

 

Vi dirò cose che tutti sapete, che tutti sappiamo, e, trovandoci insieme sommessamente anche ce le diciamo. Ma bisogna pur dirle ad alta voce. Vi esporrò dei luoghi comuni, che si esista a mettere in pubblico perché non pare di buon gusto bazzicare con i luoghi comuni. E’ molto elegante disprezzarlo. Qualche volta si ha paura e non si vuol confessarlo. Si preferisce dimenticare che senza i luoghi comuni, i quali son mattoni di solido buon senso, non si costruisce nulla: nella vita pratica e nella vita dello spirito.

Allegati:
FileDescrizioneDimensione del File
Scarica questo file (Saponaro 2.pdf)Saponaro 2.pdf 268 Kb
Scarica questo file (Saponaro 1.pdf)Saponaro 1.pdf 98 Kb

Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 Succ. > Fine >>

Pagina 2 di 4
Torna su