Programma di Dicembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Home Saggi e Prose Critica letteraria
Critica letteraria
Il racconto italiano del primo incontro (Introduzione) PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Gianluca Virgilio   
Sabato 25 Agosto 2012 11:27

Traggo dal cassetto l'Introduzione all'antologia Il racconto italiano del primo incontro datato da Endenna di Zogno, Natale 2000.

 

[Per leggere la parte prima, clicca qui.

Per leggere la parte seconda, clicca qui.

Per leggere la parte terza, clicca qui.

Per leggere la Bibliografia, clicca qui].

 

 

Viene, ha da venire, il giorno in cui Don Giovanni incontra il Povero, Zaratustra il Ciarlatano, Don Chisciotte più o meno direttamente il Curato e il Barbiere, Pinocchio il Grillo Parlante, ecc. E' scritto che ognuno si deva imbattere in un personaggio che antagonista non può dirsi e neppure dèmone, quantunque dell'uno tenga la natura provocatoria e dell'altro quella intuitiva e parente. Si tratta della propria ombra. Essa costringe a compromettersi con gli errori passati e le sorti a venire molto più in là del ragionevole; a pronunziare cose che molto più volentieri si sarebbero affidate a una civile ipocrisia.

 

Giacomo Debenedetti, Saggi critici, Prima serie, Mondadori, Milano 1952, p. 1.

 

 

Nel racconto italiano del primo incontro i protagonisti sono gli scrittori, gli uomini di cultura, gli artisti, gli intellettuali del Novecento, che hanno narrato questa loro particolare esperienza, dando vita ad un vero e proprio topos letterario non ancora studiato.

Leggi tutto...

SCUOLA DI LETTURA 26-31 PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Antonio Prete   
Domenica 29 Luglio 2012 07:38

Sei interventi di Antonio Prete

in

 

 

La felicità domestica di Leone Tolstoj del 14/06/2012

La luna e i falò di Cesare Pavese del 21/06/2012

La guerra dei poveri di Nuto Revelli del 05/07/2012

La terra del rimorso di Ernesto De Martino del 12/07/2012

Un cuore semplice di Gustave Flaubert del 19/07/2012

Il racconto breve di Antonio Tabucchi del 26/07/2012


SCUOLA DI LETTURA 22-25 PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Martedì 17 Luglio 2012 17:55

Quattro interventi di Antonio Prete

 

in

Il mito del Minotauro del 17/05/2012

L’isola di Arturo di Elsa Morante del 24/05/2012

Antropologia fantastica del 07/06/2012

Epistolario leopardiano del 14/06/2012


Distrarre la morte. Una possibile lettura del "Decameron" PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Luigi Scorrano   
Lunedì 09 Luglio 2012 17:29

[In Del nomar parean tutti contenti. Studi offerti a Ruggiero Stefanelli, a cura di Pasquale Guaragnella, Maria Beatrice Pagliara, Pasquale Sabbatino, Leonardo Sebastio, Progedit, Bari 2011, pp. 215-223].

 

Nel film di Ingmar Bergman Il settimo sigillo (Det sjunde inseglet, 1956) la linea fondamentale del racconto è quella di una sfida tra un Cavaliere, reduce dalla crociata e tormentato nella sua coscienza che interroga un Dio lontano o inesistente, e la Morte. Questa vuol cogliere, nella sua indifferenza parificatrice, colpevoli di qualcosa o innocenti, scettici o creduli, esseri che hanno risposto al dovere ed esseri che i doveri hanno dimenticato o calpestato. Tra le potenziali vittime della Morte c’è anche una famigliola di giovani attori saltimbanchi (marito, moglie e figlio): Jof e Mia e il loro bambino Mikael. Il Cavaliere, per salvarli, impegna la Morte in una partita a scacchi. La Morte intuisce il disegno del Cavaliere e pensa di avere in pugno la situazione. Perciò il Cavaliere deve escogitare un modo per vanificarne il disegno. Lo fa ricorrendo ad un gesto banale: tende il braccio sulla scacchiera e con un lembo del mantello fa cadere tutti i pezzi. Occorre risistemare il gioco, ed è la Morte che s’impegna nel difficile compito, anche perché ricorda benissimo a che punto e in quale situazione fosse il gioco. Assorbita nel compito di riordinare, la Morte non si accorge della fuga di Jof e Mia con il piccolo Mikael; la strategia del Cavaliere, consistente nel distrarre la Morte, efficacemente funziona e consente alla giovane coppia e al suo figlioletto di uscire dalla notturna foresta (simbolo di smarrimento e di orrore) alla luce dell’alba, ad una perdurante promessa di vita.

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Salvatore Toma poeta discusso PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Scritto da Mario Marti   
Domenica 08 Luglio 2012 22:10

[in “Apulia”, giugno 2002]

 

La bibliografia su Salvatore Toma ha raggiunto ormai un livello piuttosto notevole per qualità e per quantità. Questo singolare e, in qualche misura, strano ed eccentrico “poeta”, nato a Maglie nel 1951 e ivi morto nel 1987 a trentasei anni, ha attirato su di sé l’attenzione di studiosi come Oreste Macrì, Donato Valli, Gaetano Chiappini, oltre che di militanti letterati che gli furono anche amici, come Nicola De Donno, Antonio Verri, Claudio Micolano, Maurizio Nocera ed altri (fra i quali vanno ricordati almeno Claudia De Lorenzis, Giuliana Coppola e Antonio Errico).

Ma il merito di averne notato per primo il temperamento e di averlo insomma, come si dice, scoperto e lanciato, spetta a Nicola De Donno, negli anni in cui fu docente e preside del Liceo “Capece” (a Maglie), per aver pubblicato già nel gennaio del 1978 (Toma era ancora sconosciuto e in crescita) una bella e impegnata recensione delle sue Poesie scelte (Catanzaro, Ursini, 1977), cioè di quella che era già la terza raccolta di poesie di lui, dopo Poesie. Prime rondini (Roma, Gabrieli, 1970) e dopo Ad esempio una vacanza. (A Babi) (Roma, Gabrieli, 1972).

De Donno coglieva, sia pure nella rapidità recensoria, alcuni specifici temi presenti in quell’avvio, e che furono presenti anche in seguito, affermando di trovarsi «di fronte a un ingegno poetico naturale e, al suo livello, ineluttabile», cui, per altro, riteneva appunto di dover chiedere «proprio un po’ più di letterarietà, o di professionalità poetica».

 

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