Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Programma gennaio 2021
Programma Gennaio 2021 Martedì 5 gennaio, ore 18,00 – replica della performance del Laboratorio Teatrale dell’Università Popolare Aspettando Gesù, musica e pièce di Michele Bovino  ... Leggi tutto...
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Critica letteraria
Il racconto italiano del primo incontro (Introduzione) PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Sabato 25 Agosto 2012 11:27

Traggo dal cassetto l'Introduzione all'antologia Il racconto italiano del primo incontro datato da Endenna di Zogno, Natale 2000.

 

[Per leggere la parte prima, clicca qui.

Per leggere la parte seconda, clicca qui.

Per leggere la parte terza, clicca qui.

Per leggere la Bibliografia, clicca qui].

 

 

Viene, ha da venire, il giorno in cui Don Giovanni incontra il Povero, Zaratustra il Ciarlatano, Don Chisciotte più o meno direttamente il Curato e il Barbiere, Pinocchio il Grillo Parlante, ecc. E' scritto che ognuno si deva imbattere in un personaggio che antagonista non può dirsi e neppure dèmone, quantunque dell'uno tenga la natura provocatoria e dell'altro quella intuitiva e parente. Si tratta della propria ombra. Essa costringe a compromettersi con gli errori passati e le sorti a venire molto più in là del ragionevole; a pronunziare cose che molto più volentieri si sarebbero affidate a una civile ipocrisia.

 

Giacomo Debenedetti, Saggi critici, Prima serie, Mondadori, Milano 1952, p. 1.

 

 

Nel racconto italiano del primo incontro i protagonisti sono gli scrittori, gli uomini di cultura, gli artisti, gli intellettuali del Novecento, che hanno narrato questa loro particolare esperienza, dando vita ad un vero e proprio topos letterario non ancora studiato.

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SCUOLA DI LETTURA 26-31 PDF Stampa E-mail
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Domenica 29 Luglio 2012 07:38

Sei interventi di Antonio Prete

in

 

 

La felicità domestica di Leone Tolstoj del 14/06/2012

La luna e i falò di Cesare Pavese del 21/06/2012

La guerra dei poveri di Nuto Revelli del 05/07/2012

La terra del rimorso di Ernesto De Martino del 12/07/2012

Un cuore semplice di Gustave Flaubert del 19/07/2012

Il racconto breve di Antonio Tabucchi del 26/07/2012


SCUOLA DI LETTURA 22-25 PDF Stampa E-mail
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Martedì 17 Luglio 2012 17:55

Quattro interventi di Antonio Prete

 

in

Il mito del Minotauro del 17/05/2012

L’isola di Arturo di Elsa Morante del 24/05/2012

Antropologia fantastica del 07/06/2012

Epistolario leopardiano del 14/06/2012


Distrarre la morte. Una possibile lettura del "Decameron" PDF Stampa E-mail
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Lunedì 09 Luglio 2012 17:29

[In Del nomar parean tutti contenti. Studi offerti a Ruggiero Stefanelli, a cura di Pasquale Guaragnella, Maria Beatrice Pagliara, Pasquale Sabbatino, Leonardo Sebastio, Progedit, Bari 2011, pp. 215-223].

 

Nel film di Ingmar Bergman Il settimo sigillo (Det sjunde inseglet, 1956) la linea fondamentale del racconto è quella di una sfida tra un Cavaliere, reduce dalla crociata e tormentato nella sua coscienza che interroga un Dio lontano o inesistente, e la Morte. Questa vuol cogliere, nella sua indifferenza parificatrice, colpevoli di qualcosa o innocenti, scettici o creduli, esseri che hanno risposto al dovere ed esseri che i doveri hanno dimenticato o calpestato. Tra le potenziali vittime della Morte c’è anche una famigliola di giovani attori saltimbanchi (marito, moglie e figlio): Jof e Mia e il loro bambino Mikael. Il Cavaliere, per salvarli, impegna la Morte in una partita a scacchi. La Morte intuisce il disegno del Cavaliere e pensa di avere in pugno la situazione. Perciò il Cavaliere deve escogitare un modo per vanificarne il disegno. Lo fa ricorrendo ad un gesto banale: tende il braccio sulla scacchiera e con un lembo del mantello fa cadere tutti i pezzi. Occorre risistemare il gioco, ed è la Morte che s’impegna nel difficile compito, anche perché ricorda benissimo a che punto e in quale situazione fosse il gioco. Assorbita nel compito di riordinare, la Morte non si accorge della fuga di Jof e Mia con il piccolo Mikael; la strategia del Cavaliere, consistente nel distrarre la Morte, efficacemente funziona e consente alla giovane coppia e al suo figlioletto di uscire dalla notturna foresta (simbolo di smarrimento e di orrore) alla luce dell’alba, ad una perdurante promessa di vita.

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Salvatore Toma poeta discusso PDF Stampa E-mail
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Domenica 08 Luglio 2012 22:10

[in “Apulia”, giugno 2002]

 

La bibliografia su Salvatore Toma ha raggiunto ormai un livello piuttosto notevole per qualità e per quantità. Questo singolare e, in qualche misura, strano ed eccentrico “poeta”, nato a Maglie nel 1951 e ivi morto nel 1987 a trentasei anni, ha attirato su di sé l’attenzione di studiosi come Oreste Macrì, Donato Valli, Gaetano Chiappini, oltre che di militanti letterati che gli furono anche amici, come Nicola De Donno, Antonio Verri, Claudio Micolano, Maurizio Nocera ed altri (fra i quali vanno ricordati almeno Claudia De Lorenzis, Giuliana Coppola e Antonio Errico).

Ma il merito di averne notato per primo il temperamento e di averlo insomma, come si dice, scoperto e lanciato, spetta a Nicola De Donno, negli anni in cui fu docente e preside del Liceo “Capece” (a Maglie), per aver pubblicato già nel gennaio del 1978 (Toma era ancora sconosciuto e in crescita) una bella e impegnata recensione delle sue Poesie scelte (Catanzaro, Ursini, 1977), cioè di quella che era già la terza raccolta di poesie di lui, dopo Poesie. Prime rondini (Roma, Gabrieli, 1970) e dopo Ad esempio una vacanza. (A Babi) (Roma, Gabrieli, 1972).

De Donno coglieva, sia pure nella rapidità recensoria, alcuni specifici temi presenti in quell’avvio, e che furono presenti anche in seguito, affermando di trovarsi «di fronte a un ingegno poetico naturale e, al suo livello, ineluttabile», cui, per altro, riteneva appunto di dover chiedere «proprio un po’ più di letterarietà, o di professionalità poetica».

 

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