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Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Claudia Megha racconta la nostra gita culturale a Cavallino.
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Programma febbraio 2018
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Un incontro proficuo e uno spostamento (eccezionale) di sede
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Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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"La fornace" n. zero_zero_zero - dicembre 2013 PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da La fornace   
Giovedì 30 Aprile 2015 08:20

 

 

 

“La Fornace” come a ricordare quelle grandi strutture che cuocevano argilla, la Fornace ora cucina menti, sforna pensieri, brucia parole, costruisce poesie destinate all'anima. “La Fornace” è la rivista letteraria, ideata da chi, nel XXI secolo, si può ancora definire “poeta maledetto”, Luigi Latino; una spinta verso la libertà e l'indipendenza che ci viene negata ogni minuto si ritrova rifugiandosi tra queste pagine, stampate presso la libreria Fabula di Galatina dove l'addetto alla cottura Pierantonio De Matteis unisce i blocchi che escon fuori per creare un magnifico edificio: forte come solo una mente viva può essere, forte come solo un pensiero spontaneo, come una serata passata a leggere e suonare una chitarra, la Fornace non è solo parole, la Fornace è arte. Questo che pubblichiamo ora è il numero zero_zero_zero e ricordiamo il fatto che questa rivista è bimestrale e che è possibile l'abbonamento. Per l'acquisto di tutti i numeri, rivolgersi presso la libreria Fabula di Galatina, in attesa di estendere i nostri liberi pensieri in ogni dove.

Silvana Bascià

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“La fornace” n. zero_zero - ottobre 2013 PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da La fornace   
Giovedì 09 Aprile 2015 05:42

Prosegue la pubblicazione online dei numeri de “La fornace”, che prima di essere una rivista letteraria è soprattutto un’idea, nata dalla mente del maestro Luigi Latino, che per primo ha avvertito la necessità di creare un organo di stampa completamente libero e indipendente. Un’idea che è diventata subito un progetto portato avanti con entusiasmo  e professionalità dallo scrittore salentino  Paolo Vincenti, direttore della rivista, Pierantonio De Matteis della Libreria Fabula, dallo stesso Luigi Latino, pittore galatinese, e da me, attenta da sempre a tutto ciò che è arte e cultura. Ed è così che l’iniziativa diventa volontà di raccogliere e divulgare testi poetici, narrativi, racconti brevi, interviste, illustrazioni e recensioni: un luogo dunque di condivisione in cui ci mettiamo in gioco, ognuno con il proprio modo di vedere le cose, prendendo le distanze da tutto ciò che è schema fisso e orientamento politico.

Da sempre le riviste letterarie propongono e divulgano le opere di artisti vari e fino al secolo scorso rappresentavano un trampolino di lancio nell’affascinante mondo della Letteratura. Tantissime biografie di scrittori del passato mostrano che l’esperienza di questo passaggio importante spesso rappresenta l’inizio di una carriera letteraria, lunga e positiva. “La fornace” appartiene al pensiero libero, quello senza filtri e senza sbavature, offrendo così spazio letterario e artistico a scrittori, poeti e artisti in genere, affermati o esordienti. Ricordiamo che la nostra rivista finora ha avuto modo di ospitare sulle sue pagine più di cinquanta scrittori  locali, ma sono presenti numerosi autori che vivono fuori zona e anche all’estero.

Nessuno di noi dispensa verità e proprio per questo  la nostra rivista rappresenta, per chi ci segue, un incubatore di qualsiasi forma di espressione artistica e culturale. Dalla penna alla carta, dunque, attraverso il proprio modo di concepire la realtà, affiancando al cartaceo la possibilità di inserire, attraverso la rete, i numeri della rivista partendo dagli esordi. Questo che pubblichiamo sul sito dell’Università Popolare Aldo Vallone Galatina è il numero zero_zero dell’ottobre 2013. Precisiamo inoltre che “La fornace” è una rivista bimestrale, disponibile anche in abbonamento. Al momento è reperibile presso la libreria Fabula di Galatina, ma stiamo lavorando per poter  avere al più presto  una distribuzione capillare. Buona lettura!

Alessandra Corsano

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La lanterna di Diogene 14-15-16-17 PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Giovanni Invitto   
Lunedì 06 Aprile 2015 06:30

[“Il Galatino” a. XLVIII n. 2 del 30 gennaio 2015]


In questi giorni l’Università di Lecce festeggia i suoi sessantanni anni di attività da quando fu istituita, con un Consorzio, la prima Facoltà, quella di Magistero che apparteneva a quella che fu chiamata Libera Università Salentina. Fu riconosciuta come Università statale, con la Facoltà di Lettere nel 1963. Fu una Università voluta dalla classe politica democristiana, in particolare dal presidente della Provincia di Lecce e da Giuseppe Codacci Pisanelli, parlamentare ma anche Ministro, che divenne il primo Rettore. Il politico nazionale che siglò il riconoscimento fu l’on. Antonio Segni. Io allora presiedevo gli organismi studenteschi e sul nostro giornale scrissi un articolo intitolato: “Grazie professor Segni”.  Facendo un consuntivo, oggi possiamo dire che quella scelta politica, nata con due Facoltà umanistiche, è proliferata e si è accreditata come un Ateneo che in alcuni settori ha “eccellenze” di livello nazionale e non solo. Direi anche che questa realtà ha di fatto sedimentato nel territorio l’esigenza di cultura e di formazione anche a livelli prima non attesi. Mi riferisco alle cosiddette Università Popolari gemmate in alcuni centri importanti della Provincia, come Galatina. Ora si tratta di curare questo Ateneo che già ha ridotto al massimo la fuga dei giovani salentini in altre università sparse in Italia, anche perché non è possibile attivare tutte le Facoltà. Voglio, in chiusura, ricordare una frase che disse Codacci Pisanelli, nei primissimi anni, in un consiglio di Facoltà: “Se penso che una ragazza del Capo di Leuca oggi può laurearsi perché a pochi chilometri ha la sua Università, mi sento emozionato e orgoglioso per ciò che il Salento e i salentini sono riusciti a fare”.

 

[“Il Galatino” a. XLVIII n. 4 del 27 febbraio 2015]

 

Mentre scrivo, sta per finire il Carnevale. Ma è mai cominciato? Naturalmente la mia è una domanda retorica perché lascia intravedere l’idea di chi scrive: nella nostra cultura non c’è più il Carnevale. Il motivo banale potrebbe essere quello che sento ripetere da circa trent’anni: non c’è bisogno di Carnevale perché oramai è sempre Carnevale. Il che non è paradosso vero. Sicuramente in questi trent’anni, presi qui come criterio di lettura, il livello di vita è aumentato, anche se pare che in questi ultimissimi tempi abbia fatto un sensibile passo indietro. Per quello che può valere il mio giudizio, dico che solo i bambini e gli adolescenti (e non tutti) possano sollecitare o creare momenti ludici posticci. Gli adulti e i giovani mi sembrano del tutto fuori da una ipotesi del genere. Sennonché proprio l’ultima sera del Carnevale di quest’anno, intorno alle 20, sono passato vicino ad una “casa famiglia” presente nel nostro territorio, a Galatina, e, grazie ad un ampio finestrone, ho visto che gli ospiti di questa casa danzavano ed erano mascherati. La cosa mi ha fatto piacere e, perché no?, mi ha commosso. In fin dei conti ho visto la spontaneità, la libertà d’animo, la gioia di queste persone, il non preoccuparsi del giudizio altrui: giocavano, danzavano con le loro maschere ed erano felici. Il che mi ha confermato che tutti ed ognuno possono insegnarci cose che, con supponenza, disconosciamo. Grazie, amici che non conosco ma che vedo talvolta attraverso il finestrone, per la lezione di vita e di cultura che avete dato a me e, credo, ad altri.

 

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"La fornace" n. zero - agosto 2013 PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da "La fornace"   
Mercoledì 18 Marzo 2015 16:47

La rivista “La fornace” nasce da un’idea di Luigi Latino, pittore galatinese e principale promoter del progetto, convinto da tempo della necessità di creare un organo di stampa che sia completamente libero ed indipendente e che, a differenza delle altre riviste galatinesi e salentine, si occupi soltanto di arte, nella fattispecie poesia, prosa e pittura. Il progetto si realizza grazie all’unione di un gruppo di amici quali lo stesso Latino, Pierantonio De Matteis, la libreria Fabula, la poetessa Alessandra Corsano e infine io che, pur non essendo galatinese, sono legato a questa città da tante iniziative culturali nelle quali negli ultimi anni sono stato coinvolto.

La sperimentazione che il nostro gruppo ha messo in piedi con i primi tre numeri zero della rivista ci ha portati a tentare un doppio salto di livello. Da un lato la registrazione della testata ci permette di entrare ufficialmente nel circuito della distribuzione e dall'altro il divenire casa editrice ci permette di fornire un supporto completo ai nostri scrittori. In questa prima fase ragioneremo da "cooperativa di scrittori" più che da "stamperia", come purtroppo oggi ragionano sempre più, per motivi economici, le piccole case editrici. Forniremo spazi e socializzeremo i costi cercando di attenuare quelle barriere economiche che all'ingresso di questo mondo uno scrittore si trova a dover affrontare.

Oggi il mondo del digitale è in forte crescita. Ma proprio per questo si sente forte l’esigenza di una rivista cartacea “tradizionale”. Il web infatti erode sempre più fette di mercato con la conseguenza che riviste e quotidiani cartacei sono in crisi o chiudono i battenti. Negli ultimi mesi abbiamo assistito al venire meno di testate storiche e molto prestigiose nell’ambito dell’editoria salentina. Ciò comporta un lento ma inarrestabile impoverimento del territorio che noi operatori culturali non possiamo in alcun modo accettare; anzi noi abbiamo il dovere civile di batterci in difesa del pluralismo dell’informazione e della cultura e quindi maggiormente significativa diventa da parte nostra una testimonianza di presenza, minima forse, simbolica anche, ma fiera e appassionata.

Al momento la rivista può essere reperita presso la libreria Fabula a Galatina, ma stiamo lavorando per poter agganciare una distribuzione più capillare.

Paolo Vincenti

[In allegato il numero zero dell’agosto 2013 della rivista “La fornace”]

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Un nuovo museo per Lecce - (13 marzo 2015) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 13 Marzo 2015 16:57

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di venerdì 13 marzo 2015]

 

Vedo che Lecce riceverà un milione di euro per attuare iniziative che celebrino la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura. Un ottimo premio di consolazione per una città e un’amministrazione che ci hanno creduto e che hanno operato in questo senso. Resta da vedere come li spenderemo. Vedo già che si fanno avanti organizzatori di spettacoli di vario tipo e spero che ci saranno anche altre iniziative. La cultura non è solo spettacolo.

Mi sento di riproporre una iniziativa che feci quando fu inaugurato il Museo Storico della Città di Lecce. Ecco cosa scrissi per il Quotidiano: Il monastero delle Clarisse è rimesso a nuovo con un sapiente restauro e ora è un prestigioso contenitore culturale per il Museo Storico della Città di Lecce. Ora bisogna riempirlo. Un pochino di musei ne so. E ogni volta che entro in un edificio vuoto me lo immagino con un allestimento. Museo storico della città di Lecce. Da dove comincia la storia di Lecce? Beh, comincia con la pietra. E da dove viene quella pietra? Lecce è fatta con gli scheletri di protozoi marini che si sono accumulati sul fondo del mare, come sedimento, per poi compattarsi in quella che chiamiamo pietra leccese. In quella pietra c’è la storia di chi ha vissuto qui prima di noi e, nelle cave, c’è l’inizio della storia. Se nella pietra ci sono i calchi fossili dei tubi di antichi crostacei si instaura quella forma di erosione chiamata la lebbra della pietra leccese (e nessuno sa quale ne sia la causa, a parte i paleontologi). Quelle forme che vedete nella pietra erosa sono proprio i calchi dei tubi dei crostacei. Nella roccia ci sono i fossili dei “mostri” che un tempo vivevano qui. Balene, tartarughe giganti, squali enormi, e molto molto altro. Da qui si parte, questo è il materiale che costituisce Lecce.

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