Il lago dei cigni: 6 dicembre 2014 - ore 21,00 Teatro Politeama Greco, Lecce
L'Università Popolare Aldo Vallone Galatina sarà presente presso il Teatro Politeama Greco di Lecce il 6 dicembre 2014, h. 21.00 per seguire  Il Lago dei Cigni con le coreografie di Fredy... Leggi tutto...
Dove si tengono le lezioni
Tutte le lezioni, eccetto il Corso di Informatica, allogato presso l'Istituto Immacolata, si tengono presso il Museo civico "Pietro Cavoti" in Piazza Alighieri 51 a Galatina. 
Programma dei mesi di settembre-ottobre-novembre-dicembre 2014
Tutte le attività dell’Università Popolare “Aldo Vallone Galatina si svolgono presso la sede del Museo civico "Pietro Cavoti", Piazza Alighieri 51 a Galatina, con inizio alle ore 18.00 (salvo... Leggi tutto...
Corsi dell'Università Popolare Aldo Vallone Galatina a.a. 2...
Si avvisano i Soci e gli Amici dell'Università Popolare Aldo Vallone Galatina... Leggi tutto...
Regolamento dei Corsi (approvato dal Consiglio direttivo del...
Regolamento dei Corsi dell’Università Popolare Aldo Vallone Galatina  ... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010, nasce il sito dell'Università Popolare "Aldo Vallone" di... Leggi tutto...
Home Sallentina
Sallentina
Lecce ad un perenne bivio - (28 aprile 2014) PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Ferdinando Boero   
Martedì 29 Aprile 2014 15:22

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di lunedì 28 aprile 2014]

 

Come non essere d’accordo con l’editoriale di domenica? Cosa vuole diventare Lecce? Vuole essere città d’arte, bellissima? O vuole essere città mercato, con un fiorente commercio? O entrambe? Io direi entrambe. Una città senza negozi, senza commercio, è semplicemente morta. Non vorrei Lecce come Pompei, pur con tutta la meraviglia di Pompei. Un tempo c’era la tettoia liberty, a ridosso del Castello Carlo V. Ora c’è un perenne mercato a buon mercato, fatto di tende di plastica, inserito nel pieno centro della città, dove dovrebbe imperare la qualità. Ogni tanto si repilica in piazza Sant'Oronzo, e la città di riempie di queste tende plasticose nelle vacanze natalizie. Sulle ramblas di Barcellona c’è un mercato di generi alimentari che, secondo me, è la vera attrattiva di quella parte della città. Un tripudio di colori e di sapori, una mostra permanente del meglio dei prodotti che, una volta assemblati, formano la gastronomia catalana. La tettoia liberty è stata tolta perché fatiscente. Non si è presa in considerazione l’idea di restaurarla al suo antico splendore. Sarebbe un magnifico supermercato nel centro della città. Come lo è il piccolo mercato a ridosso di Porta Rudiae che, invero, meriterebbe anche lui un’aggiustatina. Durante le feste ho portato amici a vedere l’arco di Prato, e abbiamo rischiato di essere travolti dalle auto che viaggiano spedite in quella stradina, indispettite dalla presenza dei pedoni che, visto che pioveva, venivano regolarmente schizzati mentre si appiattivano ai muri bagnati. Ci ho fatto l’abitudine, ma per gli stranieri è qualcosa di incredibile. Chissà dove dovranno andare tutte quelle auto. Dovranno proprio passare di lì? Saranno tutte di abitanti del centro storico che si catapultano fuori città?

Leggi tutto...

La lanterna di Diogene 5. Giardini privati leccesi PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Giovanni Invitto   
Martedì 22 Aprile 2014 07:47

["Il Galatino" anno XLVII n. 7 dell'11 aprile 2014]

 

Non molti giorni fa, all’interno di un programma di incontri promossi da un’associazione culturale dedicata a Don Gaetano Quarta, sacerdote e docente universitario di psicologia morto da alcuni anni, si è parlato del Barocco e dei giardini di Lecce. Ne hanno parlato due donne che hanno estrema competenza in queste tematiche. Il tutto è stato confortato e arricchito da diapositive proiettate sullo schermo. Il discorso sul Barocco, pur condotto da una docente universitaria che da anni si dedica a questo tema con estrema competenza, ha presentato monumenti chiese, palazzi che, grosso modo, quasi tutti conoscevamo di nome o avevamo visitato di persona anche più volte e che ora abbiamo visto unificato in un discorso della storia artistica e, indirettamente, anche religiosa e civile della nostra terra.

La novità, invece, è stata questa scoperta dei giardini leccesi. E si parla non dei giardini pubblici, ma di giardini privati, all’interno di casa o palazzi situati normalmente nel centro storico. I proprietari non avevano avuto problemi nel far entrare l’autrice del programma e il giovane che si era prestato a fare le fotografie. Quando le diapositive sono state proiettate nell’ampio parlatorio della Benedettine, cioè delle suore di clausura di Lecce che, nonostante la clausura, sono sempre presenti alle iniziative che facciamo presso il loro convento, la sorpresa è stata generale. Nessuno di noi immaginava che, nascosti da un muretto o una ringhiera di ferro, ci fossero giardini molto belli, anche con piante, alberi, fiori rari e non rari. Erano e sono giardini che narrano una storia della nostra città proprio tramite quella dura pietra consumata dal tempo e incavata. Infatti in alcuni erano ancora sedili di pietra ultracentenari che manifestavano la vecchiaia del loro fungere da piano dove sedersi. Abbiamo visto, in questi giardini, anche alberi secolari, oppure piante ed alberi che si pensava fossero scomparsi nel tempo.

Perché questa omelia sui giardini privati? Perché non c’è bisogno dell’indovino per capire che tale fenomeno urbano non è esclusivo di una sola città, ma, a mio parere, per quello che vale, è presente in tutto il Salento. Allora andrebbe portato alla conoscenza dell’intera popolazione e non solo degli studiosi e degli amanti dell’antico. Tutto ciò fa parte della nostra cultura: e non dimentichiamo che cultura viene da coltivare. Non a caso, nel periodo fascista al posto di cultura si usava il termine coltura. Io me ne accorsi, quando giovanotto, nel 1962, insegnai alla scuola elementare di Gallipoli, nel Collegio dei Salesiani (ora non c’è più), e trovai nella segreteria della Direzione Didattica un diploma assegnato alla scuola e rilasciato, testualmente, dal “Ministero della Coltura”.

Sarebbe bello che, come in alcune nostre città si svolge in primavera la manifestazione dei palazzi privati aperti al pubblico, così si desse la possibilità ai cittadini di conoscere i giardini nascosti, perché anche quelli rappresentano la storia di Lecce come di Firenze, di Bologna come di Galatina. Sarebbe un modo non solo di conoscere meglio il proprio paese o città, ma anche di creare una circolazione umana di conoscenza tra i soggetti che abitano nello stesso posto, che si chiamano “con-cittadini”: cittadini che hanno in comune la cittadinanza che non è solo il votare nello stesso giorno e dovendo scegliere da liste che non sono quelle del paese vicino. Si è con-cittadini quando la città la si vive insieme e se ne conoscono limiti, ma anche pratiche e ricchezze culturali, urbane, artistiche, nascoste o palesi che siano. Allora la città sarà davvero di tutti.


Il Salento tra mondo antico e grecità bizantina PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Giovanni Leuzzi e Marina Leuzzi   
Lunedì 21 Aprile 2014 09:23

 

 

 

 

 

 

Il Salento tra mondo antico e grecità bizantina. Incursioni culturali in una "Terra de menzu" nel cuore del Mediterraneo

in

Φιλοι λογοι – Studi in memoria di Ottorino Specchia a vent’anni dalla scomparsa (1990-2010), EdiPan, Galatina 2011.


[Leggi l'allegato]

Allegati:
FileDescrizioneDimensione del File
Scarica questo file (G. Leuzzi, M. Leuzzi, Il Salento tra mondo antico e grecità bizantina.pdf)G. Leuzzi, M. Leuzzi, Il Salento tra mondo antico e grecità bizantina.pdf 1708 Kb

Un progetto per Galatina PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Lino De Matteis   
Martedì 15 Aprile 2014 18:01

["Il Galatino" anno XLVII n. 7 dell'11 aprile 2014]

 

C’è voglia di un progetto. Stando a quanto si legge, anche su questo giornale, e a quanto si dice in piazza, si sente la necessità di un progetto che dia a Galatina un’identità più marcata, in grado di renderla riconoscibile in un programma di marketing territoriale, necessario per qualsiasi città che oggi voglia imporsi come attrattore turistico-culturale. Altri comuni lo hanno già fatto, o lo stanno facendo, come Melpignano con la Notte della Taranta, Novoli con la Focàra, Campi Salentina con La Città del Libro, Corigliano d’Otranto con il Parco Filosofico, Maglie con il Mercatino del Gusto, Scorrano con le Luminarie di Santa Domenica, ecc…

L’opportunità di avere, e realizzare, un’idea caratterizzante della città, deve partire e tener conto di alcuni parametri: la prospettiva economica, il riordino amministrativo e la posizione geografica di Galatina. In un periodo in cui l’economia tradizionale è fortemente in crisi, la nostra provincia sta vivendo, in questi ultimi anni, una forte fase di espansione del settore turistico-culturale. Per il secondo anno consecutivo, il Salento è risultato, infatti, il luogo più amato e cercato dagli italiani, proclamato “Territorio dell’anno 2014” dal sondaggio di “Italia Turistica”, effettuato in occasione della Bit di Milano.

La necessità di non lasciarsi sfuggire questa occasione economica, va coniugata con la prospettiva di riordino dell’assetto amministrativo statale che, con la ormai certa abolizione delle Province, spingerà i Comuni ad allearsi in raggruppamenti storicamente e culturalmente omogenei e a costituire aree vaste sulla base di interessi comuni, sia economici che per la gestione di servizi. In questa prospettiva, la posizione geografica di Galatina, insieme alla sua consistenza demografica ed economica, diventa fondamentale per farle assumere il ruolo di capofila dei Comuni limitrofi. La sua centralità, nel cuore del Salento, la rende, inoltre, residenza ideale per le vacanze, consentendo di poter raggiungere, in poco tempo, sia il capoluogo, Lecce, sia località turistiche importanti come Leuca, Gallipoli, Otranto, Porto Cesareo, ecc…

Avendo presenti questi parametri, si tratta allora di delineare un percorso con l’obiettivo di disegnare i contorni caratterizzanti della città. Non sono poche le risorse storiche, architettoniche, culturali, folkloristiche ed enogastronomiche su cui può contare Galatina e, certo, non manca ai galatinesi la fantasia di inventarsi iniziative forti per valorizzare la loro città. Già qualcosa si è fatto e si sta facendo in questa direzione, vedi i programmi per la riqualificazione del centro storico, per il recupero del Cavallino Bianco, per la realizzazione del Centro polivalente, ecc.,  ma ci vuole il coraggio e la determinazione di puntare tutto sulla costruzione della Città della Cultura, assecondando la vocazione turistico-culturale, di cui ha parlato anche il sindaco Cosimo Montagna. Ma bisogna investire risorse economiche e umane per la definizione e il lancio di un evento-simbolo, di un “marchio”, che sia sinonimo di originalità e qualità, coinvolgendo in questo progetto anche i Comuni limitrofi, che avrebbero ovvie ricadute positive.

Leggi tutto...

Rileggendo il poeta vernacolare galatinese Uccio Giannini. La filastrocca de lu “Ci… ci” PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Antonio Mele/Melanton   
Venerdì 04 Aprile 2014 06:47

["Il Galatino" XLVII n. 6 del 28 marzo 2014, p. 3]

 

Di tanto in tanto, anzi di più, mi piace fare qualche passeggiata nella mia biblioteca di casa.

La mia biblioteca di casa non ha strade, né tanto meno viali alberati, parchi o altre amenità del genere. Essendo, però, disposta in più luoghi, ripartita in più libreriole  divise, in mozziconi di libreria sparpagliati qua e là, fino ad essere rappresentata talora da gruppetti anarchici di volumi dimoranti ai margini di un tavolo o di un comò, sconfinati magari in cucina e in altri luoghi non proprio deputati,  talaltra in raccolte ben disordinatamente ordinate in salotto, spesso sotto o sopra una poltrona (più spesso sotto e sopra), allora si potrebbe anche dire che, in siffatta gioviale e fantasiosa disposizione, la mia biblioteca di casa permette, di tanto in tanto, lunghe ‘passeggiate’ sui generis, con incontri tuttavia sorprendenti, quando non anche oltremodo gratificanti.

Come l’incontro di domenica scorsa, allorché mi sono svegliato di buon’ora (il dodicesimo tocco di mezzogiorno mi è sembrato per l’appunto un’ora più che buona per svegliarsi la domenica mattina), levandomi per di più con l’uzzolo, ovverosia la voglia, il capriccio, il ghiribizzo (vedete come si riesce a parlare quando si va in biblioteca!) di rileggere le poesie – satiriche e giocose – di un gagliardo poeta dialettale galatinese, raccolte in un bel volumetto a cura dell’amico Gianluca Virgilio, conservato in bella vista da qualche parte. Il volumetto, ovviamente, non Gianluca.

Cammina che ti cammina, in tale ansiosa passeggiata domenicale, e gira che ti rigira senza veder sortire l’ambito libro sepolto chissà dove, eccolo finalmente, a speranze quasi esaurite, che appare in un angolo, celato ma non del tutto, sotto una pila di vecchi giornali umoristici, i quali se la ridevano in sordina da un bel pezzo (del sottoscritto, presumo, unico passante in quei paraggi, e per di più in pigiama all’ora di pranzo…).

Allegria!, direbbe il vecchio Mike. Il libro si è rivelato. Saluto quindi con gioia Pindinguli, Zaranguli e Scisciariculi (questo il titolo della silloge poetica, edita nel 2011 dalla Edit Santoro); mi vesto in pochi minuti, appena in tempo per evitare le rappresaglie legittime di mia moglie Teresa, che di solito è già in piedi alle sette del mattino, domenica compresa;  e scorro qualche pagina, alla ricerca precisa di una lunga composizione che ricordavo essere particolarmente spiritosa e frizzante.

Leggi tutto...

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 7 di 46
Torna su