Il lago dei cigni: 6 dicembre 2014 - ore 21,00 Teatro Politeama Greco, Lecce
L'Università Popolare Aldo Vallone Galatina sarà presente presso il Teatro Politeama Greco di Lecce il 6 dicembre 2014, h. 21.00 per seguire  Il Lago dei Cigni con le coreografie di Fredy... Leggi tutto...
Dove si tengono le lezioni
Tutte le lezioni, eccetto il Corso di Informatica, allogato presso l'Istituto Immacolata, si tengono presso il Museo civico "Pietro Cavoti" in Piazza Alighieri 51 a Galatina. 
Programma dei mesi di settembre-ottobre-novembre-dicembre 2014
Tutte le attività dell’Università Popolare “Aldo Vallone Galatina si svolgono presso la sede del Museo civico "Pietro Cavoti", Piazza Alighieri 51 a Galatina, con inizio alle ore 18.00 (salvo... Leggi tutto...
Sabato, 15 novembre 2014, h. 18.30 Antonio Errico presenta L...
Leggi invito e intervista in allegato 
Corsi dell'Università Popolare Aldo Vallone Galatina a.a. 2...
Si avvisano i Soci e gli Amici dell'Università Popolare Aldo Vallone Galatina... Leggi tutto...
Regolamento dei Corsi (approvato dal Consiglio direttivo del...
Regolamento dei Corsi dell’Università Popolare Aldo Vallone Galatina  ... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010, nasce il sito dell'Università Popolare "Aldo Vallone" di... Leggi tutto...
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Il Salento tra mondo antico e grecità bizantina PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giovanni Leuzzi e Marina Leuzzi   
Lunedì 21 Aprile 2014 09:23

 

 

 

 

 

 

Il Salento tra mondo antico e grecità bizantina. Incursioni culturali in una "Terra de menzu" nel cuore del Mediterraneo

in

Φιλοι λογοι – Studi in memoria di Ottorino Specchia a vent’anni dalla scomparsa (1990-2010), EdiPan, Galatina 2011.


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Un progetto per Galatina PDF Stampa E-mail
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Scritto da Lino De Matteis   
Martedì 15 Aprile 2014 18:01

["Il Galatino" anno XLVII n. 7 dell'11 aprile 2014]

 

C’è voglia di un progetto. Stando a quanto si legge, anche su questo giornale, e a quanto si dice in piazza, si sente la necessità di un progetto che dia a Galatina un’identità più marcata, in grado di renderla riconoscibile in un programma di marketing territoriale, necessario per qualsiasi città che oggi voglia imporsi come attrattore turistico-culturale. Altri comuni lo hanno già fatto, o lo stanno facendo, come Melpignano con la Notte della Taranta, Novoli con la Focàra, Campi Salentina con La Città del Libro, Corigliano d’Otranto con il Parco Filosofico, Maglie con il Mercatino del Gusto, Scorrano con le Luminarie di Santa Domenica, ecc…

L’opportunità di avere, e realizzare, un’idea caratterizzante della città, deve partire e tener conto di alcuni parametri: la prospettiva economica, il riordino amministrativo e la posizione geografica di Galatina. In un periodo in cui l’economia tradizionale è fortemente in crisi, la nostra provincia sta vivendo, in questi ultimi anni, una forte fase di espansione del settore turistico-culturale. Per il secondo anno consecutivo, il Salento è risultato, infatti, il luogo più amato e cercato dagli italiani, proclamato “Territorio dell’anno 2014” dal sondaggio di “Italia Turistica”, effettuato in occasione della Bit di Milano.

La necessità di non lasciarsi sfuggire questa occasione economica, va coniugata con la prospettiva di riordino dell’assetto amministrativo statale che, con la ormai certa abolizione delle Province, spingerà i Comuni ad allearsi in raggruppamenti storicamente e culturalmente omogenei e a costituire aree vaste sulla base di interessi comuni, sia economici che per la gestione di servizi. In questa prospettiva, la posizione geografica di Galatina, insieme alla sua consistenza demografica ed economica, diventa fondamentale per farle assumere il ruolo di capofila dei Comuni limitrofi. La sua centralità, nel cuore del Salento, la rende, inoltre, residenza ideale per le vacanze, consentendo di poter raggiungere, in poco tempo, sia il capoluogo, Lecce, sia località turistiche importanti come Leuca, Gallipoli, Otranto, Porto Cesareo, ecc…

Avendo presenti questi parametri, si tratta allora di delineare un percorso con l’obiettivo di disegnare i contorni caratterizzanti della città. Non sono poche le risorse storiche, architettoniche, culturali, folkloristiche ed enogastronomiche su cui può contare Galatina e, certo, non manca ai galatinesi la fantasia di inventarsi iniziative forti per valorizzare la loro città. Già qualcosa si è fatto e si sta facendo in questa direzione, vedi i programmi per la riqualificazione del centro storico, per il recupero del Cavallino Bianco, per la realizzazione del Centro polivalente, ecc.,  ma ci vuole il coraggio e la determinazione di puntare tutto sulla costruzione della Città della Cultura, assecondando la vocazione turistico-culturale, di cui ha parlato anche il sindaco Cosimo Montagna. Ma bisogna investire risorse economiche e umane per la definizione e il lancio di un evento-simbolo, di un “marchio”, che sia sinonimo di originalità e qualità, coinvolgendo in questo progetto anche i Comuni limitrofi, che avrebbero ovvie ricadute positive.

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Rileggendo il poeta vernacolare galatinese Uccio Giannini. La filastrocca de lu “Ci… ci” PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Antonio Mele/Melanton   
Venerdì 04 Aprile 2014 06:47

["Il Galatino" XLVII n. 6 del 28 marzo 2014, p. 3]

 

Di tanto in tanto, anzi di più, mi piace fare qualche passeggiata nella mia biblioteca di casa.

La mia biblioteca di casa non ha strade, né tanto meno viali alberati, parchi o altre amenità del genere. Essendo, però, disposta in più luoghi, ripartita in più libreriole  divise, in mozziconi di libreria sparpagliati qua e là, fino ad essere rappresentata talora da gruppetti anarchici di volumi dimoranti ai margini di un tavolo o di un comò, sconfinati magari in cucina e in altri luoghi non proprio deputati,  talaltra in raccolte ben disordinatamente ordinate in salotto, spesso sotto o sopra una poltrona (più spesso sotto e sopra), allora si potrebbe anche dire che, in siffatta gioviale e fantasiosa disposizione, la mia biblioteca di casa permette, di tanto in tanto, lunghe ‘passeggiate’ sui generis, con incontri tuttavia sorprendenti, quando non anche oltremodo gratificanti.

Come l’incontro di domenica scorsa, allorché mi sono svegliato di buon’ora (il dodicesimo tocco di mezzogiorno mi è sembrato per l’appunto un’ora più che buona per svegliarsi la domenica mattina), levandomi per di più con l’uzzolo, ovverosia la voglia, il capriccio, il ghiribizzo (vedete come si riesce a parlare quando si va in biblioteca!) di rileggere le poesie – satiriche e giocose – di un gagliardo poeta dialettale galatinese, raccolte in un bel volumetto a cura dell’amico Gianluca Virgilio, conservato in bella vista da qualche parte. Il volumetto, ovviamente, non Gianluca.

Cammina che ti cammina, in tale ansiosa passeggiata domenicale, e gira che ti rigira senza veder sortire l’ambito libro sepolto chissà dove, eccolo finalmente, a speranze quasi esaurite, che appare in un angolo, celato ma non del tutto, sotto una pila di vecchi giornali umoristici, i quali se la ridevano in sordina da un bel pezzo (del sottoscritto, presumo, unico passante in quei paraggi, e per di più in pigiama all’ora di pranzo…).

Allegria!, direbbe il vecchio Mike. Il libro si è rivelato. Saluto quindi con gioia Pindinguli, Zaranguli e Scisciariculi (questo il titolo della silloge poetica, edita nel 2011 dalla Edit Santoro); mi vesto in pochi minuti, appena in tempo per evitare le rappresaglie legittime di mia moglie Teresa, che di solito è già in piedi alle sette del mattino, domenica compresa;  e scorro qualche pagina, alla ricerca precisa di una lunga composizione che ricordavo essere particolarmente spiritosa e frizzante.

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Note linguistiche su una sacra rappresentazione nell'area ellenofona PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Giovanni Leuzzi   
Martedì 01 Aprile 2014 19:05

Note linguistiche su una sacra rappresentazione nell'area ellenofona

 

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Un'idea di città PDF Stampa E-mail
Sallentina
Scritto da Antonio Errico   
Domenica 30 Marzo 2014 08:57

["Il Galatino" XLVII n. 6 del 28 marzo 2014]

 

Nella sua essenza, nella sua sostanza, un città dovrebbe restare per sempre un paese: perché un paese accomuna destini, sa far crescere i bambini, sa amare i vecchi, si ritrova quando viene il giorno della festa, si ritrova quando viene il giorno del lutto, perché in un paese nessuno è forestiero, perché non ci sono mai porte che rimangono chiuse, perché un paese ha memoria di tutto, perché ha speranza di futuro per tutti.

Perché un paese vuol dire non essere soli, diceva Pavese. Perché sai che in piazza incontri qualcuno con cui riempire la sera di parole, oppure di silenzi quando le parole si sentono superflue. Perché sai di poter contare su chi ti abita vicino. Sai che qualcuno ti guarda la casa.

Una città dovrebbe restare un paese. Essere il luogo che ti appartiene, al quale appartieni. Che riconosci in ogni angolo, ogni via. Che puoi attraversare nottetempo, al buio,  senza guardarti alle spalle, senza che ti sorprenda il batticuore.

La città ti appartiene perché ci vanno a scuola i tuoi figli, perché c’è un luogo dove riposa chi ti ha amato, che – chissà- forse ti ama ancora dalla lontananza di una stella.

Mi chiede un pezzo per “Il Galatino”, Gianluca Virgilio. Dice sul tema di un’idea di città.

A me vengono in mente gli amici che ho. Gli amici che ho avuto. Questa è la città.

(Si cominciò a girare intorno alla piazza ch’era appena tramontato, Aldo Bello e io. Si parlava di altri amici, di giornali, si parlava di scritture, e ogni tanto lui interrompeva il discorso, fermava il suo passo, scagliava lo sguardo indietro, e faceva nomi, e raccontava storie, e diceva qui abitava quello, qui quell’altro, e lì c’era la bottega del calzolaio, lì il maniscalco. Si amareggiava se qualcuno non lo riconosceva.  A mezzanotte ancora si girava.)

Un’idea di città, mi chiede Gianluca, e mi viene da pensare che il Salento sia tutto una città, una sola città, perché le storie s’intrecciano, si rispecchiano, perché una sola è l’identità, una sola la storia da cui proveniamo, uno l’orizzonte verso cui stiamo andando.

Allora ci penso ma un’idea di città non mi viene. Un sentimento sì. (O un sentimento è anche un’idea? O non si distingue fra pensare e sentire?).  Il sentimento d’essere a casa mia da Lecce in giù.

Ho fatto un giro a Galatina, qualche giorno addietro. Per cercare un’idea della città.

Come altre volte – molte altre volte – mi sono rifugiato a Santa Caterina. Il solito sbalordimento dentro il vortice delle immagini. Ma nessuna idea ordinata, coerente, coesa, complessiva, compiuta.

Ci sono luoghi che non sono sintesi, ma sovrabbondanza di metafora, moltiplicazione di senso.

Santa Caterina è un luogo di quelli.

A tarda sera, ho tirato giù dagli scaffali Segni nostri,  un libro di poesie di Donato Moro. Cercando un’idea di città anche tra quei versi. Ma ho trovato fisionomie interiori, paesaggi galleggianti, creature, trasfigurazioni della memoria, senza peso, leggere, un ritmo di cantilene nelle riverberanze dell’aria.

Nessuna idea, neppure qui.

Ho deluso Gianluca e gli amici del “Galatino”. Mi dispiace, davvero. Ma la fascinazione di questa città sovrasta l’idea.


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