Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Programma gennaio 2021
Programma Gennaio 2021 Martedì 5 gennaio, ore 18,00 – replica della performance del Laboratorio Teatrale dell’Università Popolare Aspettando Gesù, musica e pièce di Michele Bovino  ... Leggi tutto...
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Letteratura
Le misteriose ragioni della voglia di scrivere - (7 luglio 2012) PDF Stampa E-mail
Letteratura
Domenica 08 Luglio 2012 16:39

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di sabato 7 luglio 2012]

 

Dice Antonio Pennacchi che da quando ha vinto lo Strega con “Canale Mussolini” non riesce a scrivere più. Il successo lo ha frastornato, bloccato.

Poi ci sono scrittori che invece confezionano prodotti soltanto per vincere qualcosa, piegano la scrittura al trend, alle esigenze del mercato, spesso riscaldano una minestra avanzata, vendono libri come saponette, patrocinati da potenze editoriali che stringono d’assedio le librerie.

Scritture di stagione, di cui nessuno si ricorda appena finita la stagione. Per scrivere Horcynus Orca, Stefano D’Arrigo ci ha messo vent’anni: una stesura nella seconda metà degli anni Cinquanta, un lavorio di correzioni e varianti  per tutti gli anni Sessanta, la pubblicazione nella metà degli anni Settanta.

Un capolavoro che non passerà mai di moda, perché non è mai stato di moda.

Vincenzo Consolo si dannava per settimane alla ricerca di una parola: perché doveva essere esattamente quella e non un'altra, non poteva essere un’altra, perché il pensiero, il suono, il ritmo pretendevano quella parola, insostituibile, assoluta. Consolo ha sempre avuto pochi lettori, eppure è tra i più grandi scrittori che il Novecento ha generato.

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Omaggio ad Antonio Tabucchi PDF Stampa E-mail
Letteratura
Lunedì 23 Aprile 2012 15:35

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“La poesia linguaggio del vivente” PDF Stampa E-mail
Letteratura
Giovedì 05 Aprile 2012 17:03

 

[ne "La Sicilia" di domenica 1 aprile 2012, p. 28. Intervista rilasciata da Antonio Prete a Novella Primo in occasione della presentazione a Catania, il 28 marzo 2012, presso la Libreria Cavallotto) de Se la pietra fiorisce, Roma, Donzelli, 2012].

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Divagazioni di Roberto Pazzi PDF Stampa E-mail
Letteratura
Mercoledì 13 Luglio 2011 08:06

(raccolte da Gianluca Virgilio)

 

[Qualche tempo fa, Roberto Pazzi ha fatto un giro delle scuole del Salento per presentare il suo romanzo, Dopo primavera. Ho raccolto alcuni suoi pensieri e li ho trascritti. Così sono nate queste Divagazioni (G.V.)]

 

La storia la scrive sempre Caino, mai Abele. Il romanziere scrive la verità di Abele, lo storiografo scrive quella di Caino, perché lo storiografo è legato sempre al potere e all’ideologia, mentre il romanziere sta dalla parte dei perdenti, dei deboli. La storia ha a che fare coi “se” (“e se invece fosse stato in un altro modo”), l’eresia è madre di verità, la trasgressione e il tradimento della storiografia ufficiale è l’indagine della fantasia propria del romanzo.

 

Sin dalle origini una delle funzioni della scrittura è stata quella terapeutica. Scrivere fa bene perché libera l’uomo, mettendo in scena grumi di ossessioni che, non espressi, diventerebbero elementi di malessere, nevrosi e sofferenze. Scrivere è come cantare, è come raccontare una barzelletta, tirare fuori una storia. Scrivere è curarsi.

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Linea d'orizzonte: elzeviri e meditazioni 2 PDF Stampa E-mail
Letteratura
Domenica 02 Gennaio 2011 10:27

Yves Bonnefoy:  il paese della lontananza

 

Di Yves Bonnefoy  potrei dire quello che Nietzsche diceva di Leopardi: amo poeti che pensano. Infatti la  poesia di Bonnefoy è un pensiero che mentre evoca presenze interroga i confini stessi del pensiero. Mentre ospita un albero, una pietra, uno spicchio di cielo, un colore scrostato di pittura, si spinge sulla soglia dell’invisibile, leggendo le sue ombre. Mentre ascolta un passo nella sera, un rumore di vento o d’acqua, mentre accoglie figure provenienti da un sogno, cerca un radicamento nel qui, nella opacità della terra. E allo stesso tempo libera l’ala dell’altrove, il pensiero dell’impossibile. E tutto questo accade nel ritmo aperto, da adagio meraviglioso, del verso. O nel ritmo di una prosa che ha portato la tradizione francese dell’ essai, del saggio, verso forme nuove. Verso forme in cui la descrizione di un’opera d’arte è racconto, il ricordo è meditazione, l’analisi è evocazione di figure e di luoghi, insomma la scrittura è esercizio di una libertà inventiva estrema, ma anche discreta, quasi confidenziale: esperienza che mette in campo un sapere conoscendo la fragilità del sapere, la sua debolezza dinanzi alla presenza insondabile del vivente.

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