Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Letteratura
Linea d'orizzonte: elzeviri e meditazioni 1 PDF Stampa E-mail
Letteratura
Scritto da Antonio Prete   
Venerdì 24 Dicembre 2010 12:59

Lo tsunami e la ginestra di Leopardi

 

Corpi lucenti su cartoline da eden e corpi sfigurati e straziati, sabbie con palmizi da pubblicità dell'altrove e cumuli di macerie tra fanghiglia e detriti. Le seconde immagini divorano le prime. Il disastro cancella ogni esotismo, annulla il prima della tragedia, ne mostra l'effimera consistenza. Il maremoto va al di là della sua area di impatto, scivola tremendo nelle regioni dell'Europa, nei suoi miti d'evasione, nel suo altrove formato pacchetto turistico. Ma il disastro si abbatte con maggiore ferocia sulla povertà e sulla miseria delle popolazioni locali, su paesi privi di ogni difesa, di ogni allarme, lontani anche da quel poco che la scienza ha potuto costruire quanto a sistemi di previsione. Appare, in una concentrazione spazio-temporale, e in maniera fortemente intensiva, quella distruzione dei viventi che la storia degli uomini persegue da sempre con le guerre e in modo assiduo, instancabile, violentissimo. Se il disastro provocato dalla natura, dalla sua attività ed energia, è per così dire dispiegato alla vista e ai pensieri degli uomini, tutto esposto nella sua violenta e rapidissima crudeltà, il disastro delle guerre è reso opaco e in certo senso anestetizzato dalle pretese giustificazioni, dalle strategie, dalle esibite ragioni politiche, dal fatto che è diffuso in uno spazio geografico estesissimo, dall'abitudine alla notizia, dallo stesso nascondimento delle immagini: può anche accadere l'assurdo, com'è spesso accaduto, che cioè la guerra-distruzione sistematica degli esseri viventi e della stessa natura- possa essere ritenuta necessaria.

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La lettera, il cielo: fisica e poetica del libro PDF Stampa E-mail
Letteratura
Scritto da Antonio Prete   
Venerdì 05 Novembre 2010 08:24

[Lectio magistralis letta nel Castello di Copertino il 29 ottobre 2010, a conclusione delle due Giornate di studio per Antonio Prete. Pensiero Poetante e Figure della Lontananza]

In memoria di Edmond Jabès

 

Ce monde-ci: dictionnaire hiéroglyphique (Baudelaire)

 

 

Al libro, ai suoi fogli, alla sua scrittura, è consegnata la storia dell’uomo sulla terra: ferite e desideri, invenzioni e passaggi di stagioni e di epoche, memorie e utopie. Ma prima del libro c’è la scrittura: la pietra e poi il papiro raccolgono il passaggio dalla voce che narra o canta o prega alla lettera che, incisa o scritta, si fissa, cercando così di contraddire o almeno mitigare il tempo fuggitivo, cercando di preservare per altri sguardi, per altre generazioni, la memoria di quel che è accaduto. Sulla pietra, con lettere di fuoco,  è incisa la legge  del Dio che non ha nome né voce né figura, del Dio che solo un gruppo di lettere impronunciabili può designare come Jawhé. Il cammino del popolo ebraico muove da quelle pietre –le Tavole della Legge- e si svolge nel Libro. In quel Libro  che modula in mille variazioni la presenza dell’ Assente, e ripete la parola di Colui che è prima della parola.

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Poesia d'amore e cosmologia PDF Stampa E-mail
Letteratura
Scritto da Antonio Prete   
Martedì 14 Settembre 2010 15:16

[Siena, Lectio magistralis, 10 novembre 2009]

 

Dans le coeur elle demeure et elle est aussi loin que les Pléiades.
Ibn Rûmî
(nella trad. francese di Houria Abdelouaed e Adonis).

Je t’adore à l’égal de la voûte nocturne
Baudelaire
Les Fleurs du mal, XXV

 

Una ghirlanda di similitudini incorona la sposa fanciulla nel Cantico dei Cantici : per ogni parte del corpo lo sposo e il coro evocano figure di leggiadria animale, di mirabile architettura, di campestre fragranza.  Ma nella sequenza dell’elogio è allo sposo che spetta il balzo verso paragoni celesti: Pulchra ut luna, electa ut sol. Bella come la luna, fulgida come il sole. Se lungo i secoli l’animatissima esegesi del Cantico dispiegherà via via la sostanza allegorica, la poesia accoglierà e protrarrà la vita delle immagini, di quelle immagini che a loro volta erano giunte al Cantico da fonti di poesia orientale.

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La poesia della lontananza PDF Stampa E-mail
Letteratura
Scritto da Antonio Prete   
Venerdì 03 Settembre 2010 17:45

[Il giorno 27 dicembre 2008, nella sala “Celestino Contaldo” del Palazzo della Cultura “Zeffirino Rizzelli” a Galatina, su invito del 1° Circolo Didattico e dell’Università Popolare “Aldo Vallone” di Galatina, Antonio Prete ha presentato il suo Trattato della lontananza, Bollati Boringhieri 2008. Il testo che segue è stato raccolto da Gianluca Virgilio. Per il video, clicca qui]

 

La parola lontananza mi ha sempre colpito, insieme con altre parole della nostra lingua che hanno la terminazione in –anza: per esempio, ricordanza. Ho messo in rapporto lontananza con ricordanza, giacché molti anni fa me ne sono occupato a proposito di Leopardi. Mi sono accorto allora che la parola lontananza, come ricordanza, dice un movimento.
Dire ricordanza è diverso che dire ricordo. Il ricordo è ciò che prende forma e si presenta quasi come solidificato, definito. I francesi dicono souvenir. Noi stessi diciamo “ti ho portato un souvenir”, cioè ho reso oggetto un ricordo. Ma ricordanza indica invece il ricordo nel suo movimento verso il farsi forma, presenza. Leopardi dà molto rilievo alla ricordanza e scrive un noto testi poetici Le ricordanze, dandone questa definizione nello Zibaldone: “Non la rappresentazione di una cosa, ma il riflesso, la ripetizione, la ripercussione di un’immagine antica”, cioè qualcosa che dall’antico torna nel presente.

 

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