Programma di Dicembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Sociologia

 



Gianni Giannotti: un "possibile" ritratto PDF Stampa E-mail
Sociologia
Scritto da Luca Carbone   
Venerdì 05 Luglio 2013 12:09

[L'articolo, già apparso in una versione ridotta nelle pagine del "Quotidiano" qualche anno fa, è ora riproposto in versione integrale ed aggiornata per il decennale]

 

È sempre difficile, racchiudere in una definizione, in poche battute, le attività articolate lungo l’arco di una vita, e determinate da scelte e motivazioni complesse; ma lo è ancora di più quando queste attività sono state impegnate nell’introdurre innovazione, senza rinunciare ad un confronto costante con la propria migliore tradizione. Possiamo immaginare che il compito sociale dell’intellettuale (quando il singolo ne sia all’altezza, come nel nostro caso) sia proprio questo: mediare, essere ponte, collegamento, tra passato e futuro – dare spessore al presente. È un’immagine peraltro utilizzata da un autore molto caro al giovane Gianni Giannotti, Friedrich Nietzsche. A questi, al confronto tra la visione della storia di Nietzsche e di Marx, Giannotti dedicava un saggio giovanile, ma tutt’altro che acerbo (Crisi della filosofia. Filosofia della crisi; 1965).

Giannotti si era laureato in Firenze con lo storico della filosofia Eugenio Garin, ed aveva collaborato appassionatamente con lo storico Delio Cantimori. Nonostante la sua successiva, feconda, scelta, di impegnarsi nello studio delle scienze sociali, (supportata da un Master in Inghilterra dov’era in compagnia di quello che sarebbe diventato uno dei più importanti economisti del mondo, Samir Amin) – ed in particolare della sociologia americana, impegnandosi anche in numerose ricerche empiriche – Egli non ha mai interrotto il dialogo e il rapporto con le discipline storiche e filosofiche.

E questa notazione fa emergere un’altra delle polarizzazioni che caratterizza l’attività dell’intellettuale: il tentativo incessante di avvicinare teoria e prassi. Giannotti rifiutava (con solidi argomenti teorici) l’impegno nella “teoria per la teoria”, che troppo spesso, sotto l’apparenza di un atteggiamento olimpico e super partes, si presta a diventare esercizio di legittimazione dell’esistente; ed, al contempo criticava i limiti (sulla scorta anche di una visione politica della praxis) del crescente “decisionismo pragmatista”; che si basa su e riproduce e amplifica una visione meramente strumentale dei rapporti tra uomo e uomo.

Come si è abusato del sostantivo “intellettuale”, sino quasi a svuotarlo di senso; così si è abusato dell’aggettivo che potrebbe essergli accostato, per definire la qualità del lavoro di Giannotti: militante.

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La sindrome di Medea tra innocenza e violenza PDF Stampa E-mail
Sociologia
Scritto da Maria Mancarella   
Sabato 16 Ottobre 2010 11:44

[Sintesi dell'intervento presso l'Università Popolare "Aldo Vallone" dell'8 marzo 2010, in collaborazione con la Fondazione Popoli & Costituzioni Salento. Il seguente saggio è tratto da popoliecostituzioni.blogspot.com]

 

Scrive Galimberti:
"Vorrei rispetto, vorrei che i media, soprattutto le televisioni, la smettessero con la retorica sul gesto violento e assassino"da parte di chi meno ce lo aspetteremmo"ogni volta che una giovane madre uccide il figlio e prova a uccidere se stessa. Mi offende che questo gesto venga ancora considerato"inconcepibile"e uno "scandalo contro natura". Considerarlo così è un grave atto di ignoranza che non ci si aspetterebbe più da professionisti dell'informazione, ovvero da chi per lavoro dovrebbe descrivere le realtà in cui siamo immersi per farcela conoscere meglio.“
L'amore materno non è mai solo amore
Il conflitto è alla base dell'amore materno, ma anche dell'odio materno, il figlio vive e si nutre del sacrificio della madre: sacrificio del suo tempo, del suo corpo, del suo spazio, del suo sonno, delle sue relazioni, del suo lavoro, della sua carriera, dei suoi affetti, dei suoi amori.
Il pensiero di uccidere il figlio attraversa la mente della madre, perché non diventi realtà è necessario accoglierlo e superarlo.
Tutte le madri che amano i propri figli conoscono quei momenti in cui incerto è il confine tra un abbraccio che accoglie e un abbraccio che avvinghia e strozza.

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