Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Filosofia


IL MAESTRO DON JUAN VICTOR NUÑEZ DEL PRADO E LA SUA TERAPIA INCA PDF Stampa E-mail
Filosofia
Scritto da Maurizio Nocera   
Venerdì 04 Novembre 2011 17:51

Don Juán Victor Nuñez del Prado, un sacerdote meticcio andino di Cuzco, antica capitale degli Inca, tra i più profondi conoscitori della tradizione del misticismo delle Ande, colui che ancora oggi, in epoca di sfrenata irrazionalità, conosce i percorsi attraverso i quali è possibile lenire non pochi malesseri di natura psichica collegati all’irrazionale vivere quotidiano. Egli mette la sua conoscenza a disposizione di quanti vogliano conoscerla, come dono di un uomo che conosce verso una persona che ne ha bisogno.

La conoscenza di cui è possessore don Juán Victor Nuñez del Prado non è soltanto di tipo teorico, ma ricca di una serie di pratiche e tecniche del corpo che allargano la sensibilità percettiva che, senza alcun bisogno di aggiunte o forzature di sostanze psico-attive, può giungere ugualmente alla possibilità di visione, di allargamento degli orizzonti delle capacità immaginali della mente. Tutto è possibile attraverso una pratica d’iniziazione spesso condotta dallo stesso don Juán, ma è possibile anche attraverso seminari condotti dai suoi discepoli, presenti sull’intera area del pianeta.

L’iniziazione andina di don Juán è denominata Karpay Ayni, ed è una pratica che permette il superamento della comune soglia coscienziale umana aprendo le porte all’incontro e alla “comunicazione” dell’uomo con la Terra e col Cosmo. Il percorso può apparire difficile e tortuoso, ma se si seguono le indicazioni di don Juán non ci si perde, anzi, al contrario, egli ti permette l’ingresso in un mondo “altro” dove l’accesso è spesso impossibile.

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La costruzione della società di giustizia PDF Stampa E-mail
Filosofia
Scritto da Arrigo Colombo   
Sabato 23 Ottobre 2010 16:52

I

1. L’approfondirsi della ricerca sull’utopia, l’emergere della giustizia

 

L’incontro con la giustizia e con la società di giustizia avviene qui lungo la ricerca sull’utopia, la sua storia, il suo senso. Avendo dapprima intuito che l’utopia letteraria (o filosofico-letteraria: quella di Platone, Thomas More, Campanella; di Fourier, di William Morris) non poteva in sé risolvere questo fenomeno, troppo più grande e grandioso. Avendone avuto i segni nelle stesse storie dell’utopia nel ‘900 (a cominciare da Mumford, fino ai Manuel e oltre) che s’incentravano sì nel fatto letterario, vi si distendevano; ma non potevano fare a meno di evocare, dedicare un piccolo spazio a fatti di ben altra misura storica, messianismo ebraico, millenarismo, cristianesimo. Avendo dietro a noi le decisive indicazioni di Mannheim e di Ernst Bloch, l’utopia come fattore della storia (fattore creativo-eversivo, per Mannheim), come il costitutivo più profondo e dinamico-costruttivo della storia stessa, come il « processo» storico per eccellenza. E però Bloch non poteva soddisfare il nostro intuito e la nostra esperienza –nostra come d’altri–; con quel suo materialismo storico-dialettico di marxista sia pur atipico; ma in questo tipicissimo; con quella sua «materia», e forza evolutivo-costruttiva della materia, di cui era parte l’uomo; che animava tutto il processo fino ai punti supremi, il rientro dell’alienazione, lo sciogliersi delle contraddizioni, l’inopinata «democrazia vera».

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