Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Economia


SAGGI DI CRITICA DELLA POLITICA ECONOMICA 31/32 (24-25 marzo 2012) PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Domenica 25 Marzo 2012 20:39

L’UNIVERSITA’ “RIFORMATA” E IL BLOCCO DELLA MOBILITA’ SOCIALE

 

[“Economiaepolitica” del 24 marzo 2012]

 

L’ultimo Rapporto Almalaurea certifica che, nell’anno accademico 2011-2012, il numero di immatricolati nelle Università italiane rappresenta meno del 60% del totale dei diplomati nell’anno precedente, attestando il valore più basso di iscrizioni degli ultimi trenta anni. Nel Mezzogiorno, nello stesso anno, solo il 50% dei diplomati si è iscritto all’Università. Le cause del fenomeno sono molteplici e in larghissima misura riconducibili alla “riforma” Gelmini, all’ideologia che ne è a fondamento e ai provvedimenti a questa correlati.

La “riforma” Gelmini nasce dal presupposto che l’Università italiana è malata, luogo di baronie, nepotismo[1], poco produttiva. Da questo presupposto viene fatta derivare un’architettura normativa colbertistica (la 240/2010, con un numero ancora non precisato di decreti attuativi) il cui obiettivo dichiarato è introdurre criteri meritocratici nel funzionamento delle Istituzioni universitarie. All’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione della Ricerca) è demandato l’arduo compito di quantificare il merito. Va detto che il presupposto è sbagliato e che l’obiettivo della “riforma” – e dei provvedimenti associati a questa - è ben altro che quello dichiarato.

Leggi tutto...

SAGGI DI CRITICA DELLA POLITICA ECONOMICA 30 (17 marzo 2012) PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Domenica 18 Marzo 2012 12:59

Il "paradosso italiano"

 

[Nuovo Quotidianodi Puglia,  sabato 17 marzo 2012]

 

Il CNRS francese lo definisce il “paradosso italiano”. Riguarda il fatto che, a fronte degli scarsissimi finanziamenti pubblici e privati alla ricerca scientifica,  il numero (e la qualità) delle pubblicazioni scientifiche dei ricercatori italiani è significativamente alto. Si calcola che – nel periodo compreso fra il 2004 e il 2006 - il finanziamento pubblico alle Università italiane è stato circa pari all’1.13% del PIL, contro l’1.84% della media europea e che il finanziamento da parte di imprese private è stato pressoché irrilevante. In Italia, sono occupati nel settore della ricerca poco più di 3 lavoratori su mille occupati; in Francia lavorano 8 ricercatori su mille occupati. Fra il 1998 e il 2008, i ricercatori italiani, nel loro complesso, hanno prodotto quasi 380mila pubblicazioni, ponendo il nostro sistema della ricerca all’ottava posizione nel mondo e alla quarta posizione in Europa. I ricercatori italiani più produttivi sono collocati nelle aree delle scienze mediche, matematiche e fisiche, e, in questi settori, nel periodo considerato, le pubblicazioni italiane sono state fra quelle maggiormente citate su scala internazionale. E’ sufficiente questo dato per privare di fondamento la campagna mediatica di delegittimazione dell’Università pubblica italiana che ha preceduto e seguito la c.d. riforma Gelmini, finalizzata a restituire l’immagine di un sistema formativo e della ricerca “malato”: luogo di nepotismo, baronie, privilegi e scarsa produttività.

Leggi tutto...

SAGGI DI CRITICA DELLA POLITICA ECONOMICA 29 PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Lunedì 12 Marzo 2012 13:58

Il Governo Monti, le banche e la libertà d'impresa

 

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” del 12 marzo 2012]

 

A seguito della crisi del 2007-2008, si è generato un diffuso consenso sul fatto che – attribuendo la crisi esclusivamente all’eccessiva deregolamentazione dei mercati finanziari e del sistema bancario – sarebbe stata necessaria una maggiore regolamentazione degli stessi. Gli accordi internazionali del biennio 2009-2010 sono andati esattamente in questa direzione e, per quanto attiene al caso italiano e nei tempi più recenti, il Governo Monti intende muoversi lungo questa linea. Il più recente provvedimento in materia - inserito nel decreto sulle liberalizzazioni - azzera le commissioni sugli affidamenti bancari. Come è noto, il provvedimento ha dato luogo alle dimissioni dell’intero comitato di Presidenza dell’Associazione Bancaria Italiana, che le ha motivate facendo rilevare che questa disposizione limiterebbe la libertà d’impresa, ridurrebbe gli utili e avrebbe ricadute negative sull’occupazione nel settore bancario.

E’ opportuno preliminarmente sgombrare il campo da un equivoco: è ben difficile ritenere questo provvedimento un provvedimento di liberalizzazione, dal momento che – di fatto – si muove semmai nella direzione (contraria) della regolamentazione dei prezzi e delle tariffe, introducendo nuovi vincoli per gli Istituti di credito. Per molti aspetti, si tratta di un’inattesa svolta ‘dirigistica’ nella gestione della politica economica di questo Esecutivo, e non sono ben chiari gli effetti che ci si attende da queste misure. In ogni caso, si possono prefigurare due scenari.

Leggi tutto...

SAGGI DI CRITICA DELLA POLITICA ECONOMICA 29 PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Martedì 06 Marzo 2012 17:32

Riforma del lavoro e stato sociale

 

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di martedì 6 marzo 2012]

 

Il Governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ha recentemente dichiarato che “lo Stato sociale europeo è morto”. Non è ben chiaro se la frase, che merita di essere commentata data l’autorevolezza di chi l’ha pronunciata e data l’enorme rilevanza del suo contenuto, debba essere letta in chiave descrittiva o normativa; ovvero se è un dato di fatto che il Welfare State appartiene a una fase storica ormai superata, o se questo sia auspicabile. Nel primo caso, Draghi ha sostanzialmente ragione. Nel secondo esprime un’opinione alquanto discutibile. In ogni caso, è l’ultima dichiarazione, in ordine di tempo, di una lunga sequenza di analoghi annunci. Si può ricordare che, già nel 1996, il Presidente USA Bill Clinton ebbe a dichiarare che “il Welfare State così come lo conosciamo è finito”.

E’ opportuno preliminarmente chiarire che, di norma, si intende per Welfare State un assetto istituzionale nel quale, a differenza dello Stato liberale, l’operatore pubblico si fa carico di garantire a tutti i cittadini l’accesso a beni e servizi considerati essenziali, fra i quali in primis l’assistenza sanitaria, l’istruzione pubblica, l’indennità di disoccupazione, l’assistenza di invalidità e di vecchiaia. Spesso, come nel caso italiano, questi diritti sono stati direttamente recepiti dal dettato costituzionale, e, in termini più generali, l’espansione del Welfare State si è accompagnata a una crescente eguaglianza distributiva e a un incisivo intervento pubblico di regolamentazione dei mercati, e del mercato del lavoro in primo luogo.

Leggi tutto...

SAGGI DI CRITICA DELLA POLITICA ECONOMICA 28 PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Martedì 28 Febbraio 2012 16:56

Gli inganni della "riforma" Gelmini

 

[in MicroMega online del 27 febbraio 2012]

 

Il CNRS francese lo definisce il “paradosso italiano”. Riguarda il fatto che, a fronte degli scarsissimi finanziamenti pubblici e privati alla ricerca scientifica,  il numero (e la qualità) delle pubblicazioni scientifiche dei ricercatori italiani è significativamente alto. Si calcola che – nel periodo compreso fra il 2004 e il 2006 - il finanziamento pubblico alle Università italiane è stato circa pari all’1.13% del PIL, contro l’1.84% della media europea e che il finanziamento da parte di imprese private è stato pressoché irrilevante. In Italia, sono occupati nel settore della ricerca poco più di 3 lavoratori su mille occupati; in Francia lavorano 8 ricercatori su mille occupati. Fra il 1998 e il 2008, i ricercatori italiani, nel loro complesso, hanno prodotto quasi 380mila pubblicazioni, ponendo il nostro sistema della ricerca all’ottava posizione nel mondo e alla quarta posizione in Europa. I ricercatori italiani più produttivi sono collocati nelle aree delle scienze mediche, matematiche e fisiche, e, in questi settori, nel periodo considerato, le pubblicazioni italiane sono state fra quelle maggiormente citate su scala internazionale. E’ sufficiente questo dato per privare di fondamento la campagna mediatica di delegittimazione dell’Università pubblica italiana che ha preceduto e seguito la c.d. riforma Gelmini, finalizzata a restituire l’immagine di un sistema formativo e della ricerca “malato”: luogo di nepotismo, baronie, privilegi e scarsa produttività.

Leggi tutto...

<< Inizio < Prec. 31 32 33 34 35 36 37 38 Succ. > Fine >>

Pagina 31 di 38
Torna su