Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo
Candidati per il nuovo Consiglio direttivo dell’Università Popolare A. Vallone di Galatina (in ordine alfabetico)   1 Bozzetti Maria Rita, nata a Roma 2.Campa Antonio nato a Galatina (Le) 3 Diso... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea per Modifica Statuto ed Elezioni del nuovo Consiglio Direttivo
Sulla base di quanto deliberato durante l'ultima Assemblea, giovedì 27 febbraio 2020 si procederà alle elezioni del nuovo Consiglio Direttivo e all'approvazione delle modifiche dello Statuto. Si... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Economia


SAGGI DI CRITICA DELLA POLITICA ECONOMICA 1 PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Mercoledì 15 Giugno 2011 20:06

[già pubblicato col titolo La comunicazione delle teorie economiche, in “YOD Rivista di Filosofia”, 2010, pp.150-158]

LA COMUNICAZIONE DELLE TEORIE ECONOMICHE COME LUOGO DI CONFLITTO FRA VISIONI ‘PRE-ANALITICHE’ ALTERNATIVE

 

“Se tutti gli economisti si stendessero uno in fila all’altro non raggiungerebbero una conclusione” (J.B.Shaw).

 

“Un economista è qualcuno che conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nulla” (Oscar Wilde).

 

“Un economista è un esperto che saprà domani perché le cose che ha predetto ieri non si sono avverate oggi” (L.J.Peter).

 

“Le idee degli economisti e dei filosofi politici, quelle giuste come quelle sbagliate, sono più potenti di quanto comunemente si pensa. In realtà il mondo è governato da poche cose all’infuori di quelle… Pazzi al potere, i quali odono voci nell’aria, distillano le loro frenesie da qualche scribacchino accademico di pochi anni addietro” (John Maynard Keynes).

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I salari più bassi allontanano il Sud dal Nord PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Domenica 12 Giugno 2011 15:57

[in "Nuovo Quotidiano di Puglia" del 12 giugno 2011]

 

E’ piuttosto diffusa l’idea che, a fronte del più basso livello dei prezzi nel Mezzogiorno, occorra reintrodurre in quest’area le ‘gabbie salariali’, un dispositivo normativo vigente negli anni Cinquanta che legava per legge la crescita delle retribuzioni monetarie alla crescita dei prezzi. Ed è oggi ancora più diffusa la tesi stando alla quale, essendo minore la produttività del lavoro nel Mezzogiorno, occorre legare l’andamento dei salari a quello della produttività. In entrambi i casi, i differenziali retributivi fra Sud e Nord del Paese risulterebbero ulteriormente amplificati. A fronte del fatto che, nel settore privato, il salario medio dei giovani neoassunti al Nord è in media di 876 euro, mentre nel Mezzogiorno non supera i 750 euro (una differenza di circa il 6%). Quanto al divario tra i sessi, i neoassunti maschi sfiorano i 900 euro mensili contro i 750 delle donne. Il gap, tra l'altro, tende ad aumentare nel corso della carriera lavorativa. Incidentalmente, si può osservare che, pure a fronte del maggior tasso di disoccupazione e dei più bassi salari nel Mezzogiorno, i lavoratori meridionali si attendono un salario d’ingresso più alto di quanto si attendono i loro colleghi del Nord: il che si può, in larga misura, spiegare con la maggiore incidenza dell’economia sommersa al Sud, che opererebbe come un improprio ‘ammortizzatore sociale’.

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La Banca del Sud PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Martedì 07 Giugno 2011 16:26

[Pubblicato nel “Nuovo Quotidiano di Puglia” del 7 giugno 2011 col titolo Banca del Sud sono due i punti critici]


Dopo oltre un anno di gestazione, la Banca del Sud non è solo più un ‘ipotesi, ma un dato di fatto. Pur essendo ancora non ben definite le finalità e gli assetti organizzativi, va riconosciuto che si tratta di uno dei primi provvedimenti – seppure tardivi – che questo Governo ha messo in campo per ridurre le divergenze regionali. E questo obiettivo andrebbe perseguito attraverso la fondazione di un Istituto di credito, finanziato con obbligazioni garantite dallo Stato italiano, che eroghi finanziamenti alle imprese meridionali. Il principale obiettivo consiste nel tentativo di porre rimedio al problema del razionamento del credito nel Mezzogiorno, ovvero dell’erogazione di finanziamenti alle imprese con tassi di interesse più elevati rispetto ad altre aree del Paese, dal momento che il razionamento del credito disincentiva gli investimenti e la crescita dimensionale delle imprese meridionali.

L’iniziativa, tuttavia, si presta a non pochi rilievi critici, alcuni dei quali evidenziati dagli stessi imprenditori. E’ opportuno evidenziarne due.

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Il boomerang dei tagli PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Lunedì 30 Maggio 2011 13:02

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di domenica 29 maggio 2011]

 

Il “Piano Nazionale delle Riforme”, messo a punto dal Ministro Tremonti, conferma e accentua la linea di ‘austerità’ che l’Italia, come la gran parte dei Paesi europei, ha seguito negli ultimi anni. A fronte della più grave crisi economica degli ultimi ottanta anni, si prospettano ulteriori riduzioni della spesa pubblica, che, combinate con l’aumento dei tassi di interesse BCE, non potranno che generare esiti esiziali per lo sviluppo economico e la coesione sociale del Paese e, ancor di più, per il Mezzogiorno. Il deficit pubblico dovrebbe essere ridotto dall’attuale 2.7% sul PIL allo 0.2% in due anni. Il che significa ulteriore riduzione della spesa pubblica combinata con eventuali aumenti dell’imposizione fiscale.  Per recuperare le risorse necessarie al risanamento della finanza pubblica, occorrerà reperire circa 40 miliardi di euro, pari a quasi 2.8 punti del Pil, nel biennio 2013-2014. Minori spese che si sommano ai tagli di circa 12 miliardi l’anno realizzati fra il 2008 e il 2010. Gli investimenti pubblici (in particolare per infrastrutture e trasporti) si sono ridotti, nell’ultimo biennio, da 38 miliardi di euro a 27 miliardi di euro.

Si stima che la riduzione della spesa pubblica nell’ultimo biennio ha determinato un minor tasso di crescita di circa l’1% rispetto a quello che si sarebbe potuto ottenere con spesa pubblica ferma ai valori precedenti la crisi.

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Il grande errore di non investire nella ricerca PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Sabato 21 Maggio 2011 18:27

["Nuovo Quotidiano di Puglia", 21 maggio 2011]

 

In un recente intervento su Quotidiano, il Rettore dell’Università del Salento ha fatto rilevare che, pure a fronte delle numerose innovazioni di eccellenza prodotte da questo Ateneo, non si sono presentate “orde di imprenditori” per acquistarle. Appare sufficiente questa testimonianza per capire quali sono gli interessi materiali alla base della c.d. riforma Gelmini.

Il depotenziamento dell’Università pubblica – messo in atto mediante una strategia mediatica di delegittimazione dell’Istituzione e, soprattutto, mediante una decurtazione di fondi di ammontare senza precedenti – risponde a due principali obiettivi: ridurre l’offerta di lavoro qualificato e, almeno parzialmente, affidare il controllo dell’attività di ricerca a soggetti privati. Si tratta di due obiettivi complementari, che rispondono alla impellente necessità della gran parte del mondo imprenditoriale italiano di recuperare la propria competitività (e dunque i margini di profitto erosi dalla crisi) comprimendo i costi di produzione, salari in primo luogo.

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