Sfogliando Galatina: una iniziativa per ripartire
Dopo questi mesi di inattività forzata, l'Università Popolare ha aderito con entusiasmo a una iniziativa del Patto Locale per la Lettura di Galatina, firmando la prima delle passeggiate letterarie... Leggi tutto...
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni Dopo questo lungo periodo di forzata inattività, il Consiglio Direttivo ha trovato, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale, la sede... Leggi tutto...
Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
Sospensione attività in via precauzionale
Avviso sospensione attività Pur in assenza di casi accertati di coronavirus, nella regione Puglia sono sconsigliati (anche se non ancora formalmente vietati) gli assembramenti di persone. Per questo... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
Economia


Le delocalizzazioni. Le opinioni e i fatti PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Giovedì 27 Gennaio 2011 12:52

[in http://www.popoliecostituzioni.blogspot.com]

 

I commenti critici alle recenti dichiarazioni dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in ordine alla scarsa redditività degli stabilimenti Fiat in Italia e alla conseguente necessità delle delocalizzazioni, si sono - per lo più - concentrati sulle capacità gestionali del management dell’azienda e sulla censurabilità di quelle dichiarazioni alla luce dei cospicui finanziamenti pubblici ricevuti in passato da Fiat.

Si tratta di rilievi condivisibili che, tuttavia, sembrano non tener conto di una considerazione che prescinde dal singolo caso e che può porsi nei seguenti termini: l’accelerazione dei processi di delocalizzazione industriale conferma che il capitalismo contemporaneo è sempre più caratterizzato dalla piena sovranità della grande impresa. Una piena sovranità che si manifesta anche mediante il potere che essa esercita sulle scelte di politica economica e, in particolare, di politica del lavoro[1]. Sono in molti a ritenere che gli assetti istituzionali e decisionali ereditati dal Novecento siano oggi inadeguati e che le norme giuridiche debbano adeguarsi alle ‘nuove’ esigenze di competizione delle imprese nell’economia globale. A ben vedere, si tratta di una opzione ideologica; d’altronde, non sempre ciò che è nuovo è necessariamente meglio di ciò che lo ha preceduto[2].

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Manovra fiscale. Perché il Sud paga i costi più alti PDF Stampa E-mail
Economia
Scritto da Guglielmo Forges Davanzati   
Domenica 07 Novembre 2010 08:25

[da popoliecostituzioni.blogspot.com]

 

 

La manovra finanziaria predisposta dal Ministero dell’Economia comporterà minori spese per un ammontare complessivo di circa 24 miliardi di euro, accentuando una linea di rigore finanziario che i Governi italiani degli ultimi decenni, con intensità variabile, hanno tenacemente perseguito, l’obiettivo di portare il rapporto deficit/PIL dall’attuale 5% al 2.7% nel 2012. Si badi che il rigore finanziario non è affatto un bene in sé, e tantomeno un male necessario, come viene diffusamente sostenuto. La linea del rigore finanziario non è altro che una linea che si usa definire di “lacrime e sangue”, ovvero di sacrifici – in termini di minori servizi pubblici e/o maggiore imposizione fiscale – che vengono chiesti ai cittadini e, in particolare, ai percettori di redditi più bassi, ai lavoratori dipendenti, ai pensionati. E’ opportuno premettere che questa manovra è sostanzialmente imposta dall’Unione europea ed è pensata, in quella sede, per scongiurare possibili effetti di contagio sull’economia italiana della crisi greca.

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