Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
Programma gennaio 2021
Programma Gennaio 2021 Martedì 5 gennaio, ore 18,00 – replica della performance del Laboratorio Teatrale dell’Università Popolare Aspettando Gesù, musica e pièce di Michele Bovino  ... Leggi tutto...
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Dalla biblioteca ottriata alla biblioteca pubblica PDF Stampa E-mail
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Sabato 18 Giugno 2011 07:46

[Relazione letta al Convegno dal titolo “Passato, realtà e funzione delle biblioteche non governative in Terra d’Otranto”, Atti del Convegno Lecce-Lucugnano-Mesagne, 25-26 maggio 1998, in Studi Salentini, a cura del Centro di Studi Salentini, Lecce, a. 43, vol. LXXV, 1998. Per leggere tutti gli Atti, clicca qui]

 

A)    Linee istituzionali fino all’unità d’Italia

 

Il mio intervento, nel quadro di questo Convegno, vuole e deve essere un contributo all’anamnesi del fenomeno biblioteca pubblica, finalizzato ad offrire un sintetico panorama delle dinamiche sociologico-istituzionali agli studiosi chiamati in questa sede a impostare una terapia o, fuor di metafora, a contribuire alla elaborazione di una teoria e di una prassi italiane per una migliore organizzazione di questo istituto.

Il primo elemento da tenere in conto, nell’affrontare siffatta problematica, è il valore semiotico della biblioteca, che cela nel suo sistema di segni, dietro la sua storia di libri e di strutture, una storia di uomini e di idee, di città e di istituzioni, fortemente e dialetticamente innervata nel tessuto antropologico-sociale sotteso alla sua fenomenologia.

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Incontro con il prof. GINO PISANO’: “LE BIBLIOTECHE NEL MEDIOEVO” PDF Stampa E-mail
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Sabato 11 Giugno 2011 08:37

UNIVERSITA' DELLE TRE ETA' - OSTUNI

U N I T R E

MARIA GRAZIA BARNABA presenta la tesi di laurea “La biblioteca delle Benedettine di San Pietro in Ostuni”

12 Novembre 2010

Che cosa è stata la biblioteca fino agli anni venti, prima che la radio, o la televisione, o la scolarizzazione di massa negli anni sessanta, o i giornali e tutti gli strumenti mediatici dell’oggi, hanno realizzato? La biblioteca era, dall’antichità classica fino alla fine dell’ottocento, l’unico luogo deputato a comunicare, e non solo a conservare.

È chiaro che la biblioteca ha una funzione istituzionale millenaria, che è quella di conservazione del sapere, ma a questa funzione di conservazione del sapere si aggiunge tout court l’altra, di divulgazione del sapere. E quindi il compito delle biblioteche era quello, unico ed esclusivo, di comunicare e divulgare il sapere.

Oggi, nella comunicazione (anche attraverso Internet) non c’è un limite alla divulgazione dell’informazione, perché l’informazione non è conoscenza, non è sapere. Però, sia l’informazione che il sapere e la conoscenza sono tre elementi fondamentali per la crescita dell’individuo, perché anche l’informazione ha un suo ruolo importantissimo e può condizionare molto, sia quando è fraudolenta sia quando non lo è.

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La Biblioteca comunale “Giuseppe Melli” di San Pietro Vernotico PDF Stampa E-mail
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Martedì 07 Giugno 2011 09:40

Da “libreria privata” a “biblioteca pubblica": analisi di un percorso

[già pubblicato col titolo  di La Biblioteca comunale "Giuseppe Melli" di San Pietro Vernotico: da "libreria privata" a "biblioteca pubblica". Analisi di un percorso, in «Kronos», Supplemento 1, Università del Salento, Dipartimento dei beni, delle arti e della storia, Facoltà di Beni culturali, Galatina (Lecce), Congedo editore, 2004, pp. 27-37].

 

1.        Ogni storia di biblioteca privata è quasi sempre storia di un uomo. Ma anche di più uomini, ove a fondarla o a gestirla siano stati esponenti del clero secolare o regolare. Tuttavia giustapposte alle biblioteche dei diversi Ordini religiosi (depositari per eccellenza della conservazione libraria), si registrano raccolte appartenenti ai ceti signorili, soprattutto tra il XVI e il XIX secolo. Nel Salento la necessità di una biblioteca aperta al pubblico fu esigenza poco avvertita in età moderna dal momento che monasteri, conventi e chiese, così come i palazzi della nobiltà salentina, ebbero singolarmente una ben fornita biblioteca privata esclusivamente “introversa”. Tra la fine del XVI e l’inizio del XIX secolo certamente cominciò in Terra d’Otranto (come un po’ in tutto il Mezzogiorno d’Italia) un processo di formazione professionale di esponenti della borghesia, soprattutto quando in questa classe sociale si fece strada l’opportunità dell’iniziativa imprenditoriale e commerciale del notabilato.

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ANTONIO BUTTAZZO TIPOGRAFO LECCESE PDF Stampa E-mail
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Lunedì 22 Novembre 2010 08:43

 

Antonio Buttazzo nacque a Lecce il 2 gennaio 1905. Suo padre, Umberto, era compositore di caratteri mobili presso lo Stabilimento Tipografico del barone “Giurdignano”. Nella famiglia dei Buttazzo è nota la storia che nonno Umberto compose e promosse la stampa della prima edizione (1926) del libro di Francesco D’Elia, “Vita di Giuseppe De Dominicis (Capitano Black)”. Nell’archivio della tipografia si conserva ancora una copia di questa rara opera. Risale al 1926 la nascita della tipografia dei Buttazzo, figlio e padre in società, che inizialmente la denominarono “La Teatrale”, perché stampava prevalentemente manifesti che annunciavano spettacoli ed eventi, tra cui non pochi annunci dei concerti di Tito Schipa, il grande tenore leccese, che con il suo talento tenne alto il nome di Lecce nel mondo, del quale il tipografo leccese fu amico. Successivamente, quando la clientela si estese ad altre storie e vicende produttive, la tipografia fu denominata “Del Commercio” con un organico operativo di cinque operai. La sua prima ubicazione fu in via Dei Conti di Lecce.

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