Programma maggio 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Maggio 2022 Mercoledì 4 maggio, ore 18:30, Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse: dott. Massimo Graziuso,... Leggi tutto...
Convocazione Assemblea dei Soci 22 aprile 2022
Convocazione Assemblea dei Soci   L’Assemblea dei Soci è convocata nella Sala Convegni dell’ex Monastero delle Clarisse venerdì 22 aprile alle ore 16,00 in prima convocazione e 17,00 in... Leggi tutto...
Programma Aprile 2022
Università Popolare “Aldo Vallone” Anno accademico 2021-2022 Programma di Aprile 2022 ●       Venerdì 1 aprile, ore 17:00, Officine di Placetelling - L’Università del Salento... Leggi tutto...
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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
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Lezione di Rosa Dell'Erba: L'attività di Agesilao Flora (pittore socialista) nel Salento PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Lunedì 13 Dicembre 2010 20:45

Lezione di lunedì 13 dicembre 2010

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CLAUDIA MESAR-LÌ PDF Stampa E-mail
Poesia
Lunedì 13 Dicembre 2010 08:01

Soli siamo ora,
soli e soli terribilmente
nella rete del ragno che ci morde,
dentro l'orizzonte di sangue raggrumato
di un cielo a lutto vestito.
Nottule disperate la testa divorano.

Sorpresi e con gli occhi del mare
piogge d'autunno attendiamo
costretti nella morsa di orribili assassini,
soli e soli terribilmente
alla luce del sole
che carne d'agosto brucia.

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Maestri del Novecento. Scritti politici e letterari (1974-1998) 1. Gramsci e dintorni PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Domenica 12 Dicembre 2010 09:29

[Metto a disposizione della comunità studiosa gli scritti di Giuseppe Virgilio. Divido la pubblicazione in varie puntate, per meglio evidenziare gli scrittori, gli interessi e le predilezioni dell'autore, secondo un piano già da lui stesso approvato. (Gianluca Virgilio)]

 

"Purché tutto non finisca in Arcadia!"

P.P. Pasolini


Brescianesimo e lorianesimo negli scritti di Antonio Gramsci

Vogliamo fissare in alcune note la genesi di una categoria culturale diffusa più di quanto si crede nel mondo intellettuale italiano, e tuttavia inosservata o tenuta in non cale da molti o con incoscienza praticata dai più per arroganza di spirito e di mente: il brescianismo. Esso consiste in un processo di assoluta incomprensione della storia contemporanea e in una forma di maramaldismo intellettuale.  Di solito  si manifesta in ogni periodo storico di lotta e di profonda trasformazione sociale, ad opera di coloro che credono di comprendere lo sviluppo storico generale e i sentimenti e le volontà reali che lo sostengono, ed invece non comprendono niente di quanto accade sotto i loro occhi e mirano ad accreditare la propria tesi mediante l'ambigua velleità di rinnovare la vita nazionale senza tener conto delle nuove forze sociali.

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Autri pinnuli PDF Stampa E-mail
Poesia salentina
Sabato 11 Dicembre 2010 13:31

Amore materno

 

Era nna sira tardu de sciuetia

sulu sulu a casa sta turnaa,

de picca ia lassata la fatia

allegru e spensieratu fischiettaa.

Lu mundu nu mme paria filu malvaggiu

ma  chinu de bellezza e de  bonta’

perfinu lu ientu nu tenia curaggiu

cu llea l’urtime fronde all’arveri

e duce duce fiataa.

La luna chianu chianu sta

bbessia,

la prima stella  a ncelu tremulaa,

quand'eccu se presenta all'ecchi mei

nna  scena ca me enchiu de  indignazzione

de disgustu de pena e de pieta’:

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«SE QUEL SOAVE STIL…». SANNAZARO IN TRACCIA DI DANTE PDF Stampa E-mail
Critica dantesca
Venerdì 10 Dicembre 2010 17:38

[Il saggio è nel volume Jacopo Sannazaro La cultura napoletana nell'Europa del Rinascimento, a c. di Pasquale Sabbatino, Olschki, Firenze, 2009, pp.119-147; anticipato in "Studi Rinascimentali", Fabrizio Sera Editore, Pisa-Roma, 6, 2008, pp. 57-76.]

 

Se si cerca una definizione unitaria sotto la quale inscrivere il rapporto del Sannazaro con l’opera dantesca, un rapporto non lineare ma attraversato da molte voci della tradizione lirica italiana fino alle composizioni in volgare del poeta napoletano e alla sua Arcadia, quella, pur larga e forse non del tutto definita o meglio adattabile, potrebbe essere «soave stile», in «soave» leggendo un tono di dolcezza e moderazione (e «dolcezza» e «soavità» sono, in Dante, spesso accostate) consono alla materia ‘umile’ della maggiore opera sannazariana. Un «soave stile» che, distillato nei laboratori della lirica stilnovistica e della Vita Nova dantesca, s’insapora di nuovi gusti per la decisiva filtratura petrarchesca: un insieme originale, nel quale ogni elemento tende a mantenere il suo primitivo carattere ma s’accorda armoniosamente agli altri in una miscela che pretende alla sua decisa individualità.

 

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Biblioteche pubbliche e identità nazionale nell’Italia unita PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Giovedì 09 Dicembre 2010 13:15


[Per gentile concessione dell'autore pubblichiamo di seguito gli appunti utilizzati per la sua Lezione di venerdì 11 dicembre 2009 presso l'Università Popolare "Aldo Vallone" di Galatina]

Prima di affrontare il tema  sono doverose alcune premesse che chiariscano il titolo dato a questo mio intervento, vale a dire il nesso, il rapporto tra biblioteche e identità nazionale. In conclusione accennerò anche ad una questione solo apparentemente distante che è quella del nesso con le identità locali. Ma, ancor prima di affrontare e valutare l’esistenza di questo nesso, va chiarito il senso dell’espressione identità nazionale e soprattutto l’esistenza di una identità nazionale, che il titolo sembra dare per scontata. Così come va chiarito il significato del termine “biblioteca pubblica” che appare di più immediata evidenza e che invece così non è.

Il termine identità è oggi largamente utilizzato e oserei dire in voga nel lessico storiografico, e non solo ovviamente. Si sente quotidianamente parlare, ad esempio, a dispetto dell’imperante globalizzazione che sembra governare i nostri destini (pensate soltanto alla crisi economica che dalla borsa americana si è diffusa in tutto il mondo o al mondo delle comunicazioni e dell’elettronica), di identità locali, territoriali, regionali. Eppure non c’è termine più complesso, ma anche infido e scivoloso di quello di “identità collettiva”, visto che in ogni caso si tratta, quando si parla di identità di stabilire una esclusione tra un ‘noi’ e un ‘loro’ o gli altri: quali sono i materiali con i quali si fabbrica, si costruisce una identità collettiva? Chi ne sono gli artefici? Attraverso quali canali essa si comunica? In che modo ci si riconosce?

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Incontro con Antonio Prete su Giacomo Leopardi PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Martedì 07 Dicembre 2010 20:19

[Il 26 novembre 2004, alle ore 11.00, nell’Auditorium-Biblioteca del Liceo Scientifico Statale “Antonio Vallone” di Galatina, il prof. Antonio Prete, ordinario di Letterature comparate presso l’Università di Siena, ha tenuto una lezione su Giacomo Leopardi davanti ad una affollata platea di studenti del Liceo, presente una folta delegazione di studenti del Liceo classico e dell’Istituto psico-pedagogico, accompagnata dal Dirigente scolastico e dagli Insegnanti. Ha presieduto i lavori la Dirigente scolastica del Liceo Scientifico, professoressa Licia Ciliberti.  Il   testo   integrale   dell’ incontro   è   stato sbobinato diligentemente da Roberta Marra, studentessa del Liceo Scientifico “Antonio Vallone” (classe IV D) e pubblicato nei "Quaderni della Biblioteca" del Liceo Scientifico Statale "Antonio Vallone" di Galatina, n. 1, a cura di Gianluca Virgilio. Tutti i testi sono stati rivisti dagli autori].

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Lezione di Arrigo Colombo: La costruzione della società di giustizia PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Lunedì 06 Dicembre 2010 23:37

Lezione di lunedì 6 dicembre 2010

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Iuvenilia 1 Quadri urbinati PDF Stampa E-mail
Poesia
Sabato 04 Dicembre 2010 12:05

 

 

Su quelle mura che dovevano crollare

- c'era vento,  ricordi? -

tu mi hai dato

l'ultimo bacio tuo tanto svogliato.

 

***

Eri come l'ultimo petalo d'una

margherita che dice - non t'amo! -

 

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«L’ARGOMENTO DE LA MENTE», OVVERO LA MALIZIA DEI GIGANTI: LETTURA DEL CANTO XXXI DELL’INFERNO PDF Stampa E-mail
Critica dantesca
Giovedì 02 Dicembre 2010 08:28

 

 

Il canto XXXI dell’Inferno introduce l’esperienza moralmente piú dura e drammatica della prima parte del viaggio dantesco.[1] Infatti, Dante e Virgilio dànno ormai «il dosso al misero vallone» (v. 7) di Malebolge e si accingono ad affrontare la discesa «nel fondo d’ogne reo» (v. 102), cioè nel nono e ultimo cerchio, dove sono puniti i traditori e al centro del quale si trova confitto Lucifero. Qui, però, il movimento subisce un brusco cambiamento di ritmo in relazione allo sproporzionato aggravarsi della colpa. Se fino a questo momento si digradava, per quanto in maniera sempre accidentata e impegnativa, da un cerchio all’altro, ora occorre compiere un salto, che costringe il pellegrino e il poeta ad appellarsi a tutte le sue risorse morali e intellettuali. Non è certo la prima volta che Dante sta di fronte ad un passo decisivo, e mostra di avere paura. Gli era già accaduto, per esempio, davanti alla porta infernale e davanti alle mura della città di Dite. Ma in ogni occasione Virgilio gli era stato accanto, per confortarlo e assisterlo. E anche adesso – anzi, adesso più che mai – il superamento di questa prova difficile e paurosa è affidato alla saggezza della sua guida.

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