Il teatro ci prende e ci sorprende BIS
La calorosa accoglienza che mercoledì 31 maggio il nostro pubblico ha riservato allo spettacolo di fine anno del nostro Laboratorio teatrale diretto dal maestro Michele Bovino e la generosa... Leggi tutto...
Locandine ultime eventi
In coda al programma delle attività di Maggio e Giugno, sono state aggiunte in allegato le locandine dei nostri appuntamenti del 29 e del 31 maggio. 
Questionario di gradimento
Con l'avvicinarsi della chiusura dell'Anno Accademico, noi del Consiglio Direttivo abbiamo pensato di proporre a tutti i soci e ai partecipanti alle attività della nostra Associazione un... Leggi tutto...
Attività Mese di Maggio (con appendice a Giugno)
Per comodità degli utenti del sito, si pubblica qui per esteso il programma delle attività per il mese di maggio (con una piccola appendice a giugno), incluso comunque tra gli allegati, insieme... Leggi tutto...
Da Virgilio a Beatrice
Cari utenti del sito, per un'Associazione intestata a un dantista come Aldo Vallone, questo passaggio di consegne da (Gianluca) Virgilio a Beatrice (Stasi) non può che essere di buon auspicio.... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Poesia


DISCO®DANZE PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Paolo Vincenti   
Sabato 07 Gennaio 2017 12:25

[In Note di Storia e Cultura Salentina, Società di Storia Patria per la Puglia, Sezione Basso Salento, XXVI, Edizioni Grifo, 2016]

 

Disco orario

 

disco noia

disco rabbia

disco gioia

 

di ricordanze

di fantasmi

di speranze

 

 

 

 

Tonico

 

al fondo tossico

del mondo cosmico

il riflusso è tipico

da evo atomico

mi serve un tonico

che non sia acido

 

 

 

 

Temporale   1

 

nel centro insalubre

di un tempo instabile

rovesci e raffiche

dal cielo lugubre

e marionette comiche

con aria funebre

 

 

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Antica casa PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Giovanni Bernardini   
Giovedì 07 Luglio 2016 07:52

Oh l'antica casa degli avi

dove s'accendevano lumi a petrolio

e sui muri e le volte

disegnavano ombre giganti

Nella stalla scalpitio dei cavalli

se il folletto maligno intrecciava

le code e nascondeva tesori

di gemme e monete

che nessuno riusciva a scoprire

S'interrogavano i morti

ma rispondevano oscuri

Dalle foto soltanto

narravano esistenze vissute

protetti da Santi e Madonne

posti sopra ogni comò

In salotto ninnoli innumeri

(le buone cose di pessimo gusto)

Per lavarsi brocca catino

e l'acqua del pozzo

o portata dalla fontana

In giardino la luna

scorreva silenziosa tra i rami

Fiorivano turcamelie ed aranci

Dal campanile cadevano

lente le ore

 

Dove sei antica casa?

A pezzi sepolta sotto un cavalcavia

Qualcuno ancora ti sogna

com'eri

com'era la sua vita fanciullo

 

2 ottobre 2015


Scritti a bandiera PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Paolo Maria Mariano   
Mercoledì 01 Luglio 2015 06:44

["Il Titano", supplemento economico de "Il Galatino", anno XLVIII n. 12 del 26 giugno 2015, pp. 34-35]


Soprattutto nel Novecento i poeti hanno progressivamente abbandonato le strutture metriche, seguendo il verso libero. La conseguente minore difficoltà formale ha spinto a considerare poesia tante scritture a bandiera – alcuni esempi di questo modo d’organizzare le parole su carta sono raccolti nel seguito – e molti a cimentarsi nell’impresa. Non so se sia questo proliferare di produzione poetica una delle cause cui attribuire la riduzione progressiva dei lettori di poesia, diventati forse inferiori di numero ai poeti e a chi è presunto tale. In ogni caso la semplicità indotta dal non doversi attenere alle strutture metriche, con buona pace della costruzione di versi in base a piedi – gruppi di due o più sillabe distinti nella struttura sillabica e nell’accentazione – come il trochèo, il giambo, il dàttilo, lo spondèo, l'anapesto e l'anfìbraco, e di tante altre “figurazioni” sintattiche e fonetiche, è solo formale. Restano invariati, infatti, i problemi del ritmo, della musicalità della frase, della profondità dei concetti che chi voglia scrivere poesia necessariamente affronta, anche quando non ne è consapevole. Ogni volta che si pensa di aver risolto questi problemi al finire di una composizione, si deve avere l’umiltà di ricominciare da capo e l’orgoglio di credere di poter migliorare, e lo sforzo di farlo.

Quanto segue, non so se possa considerarsi poesia. Dovrebbe essere il lettore a giudicare. Il giudizio è determinato dalla propria sensibilità – qualcosa che non si acquisisce, si ha e si coltiva, sperando che gli eventi della vita non la inaridiscano –, dalla propria psicologia, dal vissuto, dalla cultura personale. Per questo il giudizio è mutevole, un’onda che si slancia sulla battigia per poi ritirarsi. Per questo un’opera deve essere vista nel tempo, per la sua capacità di parlare ai suoi fruitori attraverso il tempo, in condizioni sociali, politiche, psicologiche, culturali mutate, ma forse a un immutato grado di sensibilità. E ciò talvolta accade, come fosse un miracolo sottile, che deve sedimentare senza vuota alterigia, prima che arrivi lo strepito, prima che l’industria culturale se ne appropri, ove abbia qualche interesse a farlo, stravolgendone il senso talvolta, se non spesso, con ottusa pervicacia. Forse nessuna di queste condizioni si applica al resto di questo scritto, alle sue parti a bandiera, cioè. Non sono io a doverlo dire. In merito l’unica espressione che mi è concessa riguarda un malcelato e non finto pessimismo sulla qualità del tutto.

Si può scrivere anche per la gloria. Può darsi che, come tanti altri, Vladimir Nabokov lo facesse, come potrebbe forse emergere dalle lettere alla moglie Vera, ma perché questa tendenza non finisca per inzaccherare il risultato, è necessario essere almeno Nabokov e se lo si fosse non ci sarebbe forse neanche bisogno di bramare la fama, perché comunque si sarebbe destinati a rimanere nel tempo. Tutto questo dovrebbe sconsigliare di cercare la gloria. E semmai la tentazione venisse, forse bisognerebbe ricordare il Qoelet, l’Ecclesiaste cioè, “il cui genio”, ricorda Harold Bloom, “ci mostra come sotto ogni abisso si dischiuda un altro abisso più profondo”, e sta lì dal 200 a.C. a ricordare l’aspetto caduco della vanità.

 

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Il Vecchio e l’Ombra 3. La visita PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Giovanni Bernardini   
Domenica 15 Marzo 2015 10:28

 

 

 

 

 

 

(andante  scherzoso)

 

[Brogliaccio Salentino di “Presenza Taurisanese”, n. 8-9 / Agosto-Settembre 2014, p. 7]

 

 

 

 

 

 

 

Quattro donne intorno al cor

gli son venute.

Pensionate scolare settantenni

a lui daccanto entrato ai novantuno.

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Un contributo alla giornata della lettura PDF Stampa E-mail
Poesia
Scritto da Paolo Maria Mariano   
Sabato 26 Ottobre 2013 06:50

[Pubblichiamo in occasione della Festa del lettore - Edizione cittadina, Galatina, 26 ottobre 2013. Lo scritto è già apparso ne "Il Galatino" XLVI, n. 16 dell'11 ottobre 2013, p. 3].

 

Leggere sull’acqua


Ho detto – l’ho scritto in un saggio –

La lettura è un atto di libertà

Ma è anche – lo dovevo aggiungere –

Scostarsi dal rumore del mondo

Salire a rilento sulla collina

Allontanare la frenesia

Che attanaglia le ore dei giorni

Che smorza la luce delle cose

Delle piante che crescono

Degli animali che tra esse camminano

Del sorriso degli umani.

 

Un libro è compagno paziente di viaggio

Porta il suono delle parole

Il ritmo dei pensieri

La fantasia,

Aiuta a sopravvivere a se stessi

A restare come ulivi

Se le parole non sono scritte sull’acqua

Se hanno il dono dell’arte

Se non muoiono come il fuoco

Quando il ceppo è ormai consunto

E diventa cenere, preda del vento.

 

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