"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Claudia Megha racconta la nostra gita culturale a Cavallino.
Nel pubblicare le impressioni di una partecipante alla gita, che ringraziamo vivamente per la sua efficace e tempestiva testimonianza, alleghiamo alcune foto, dovute anche queste a Claudia Megha e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Antonio Vallone PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonio De Viti De Marco   
Mercoledì 29 Giugno 2011 07:25

[Discorso dell’On. Prof. A. De Viti De Marco, Antonio Vallone (19 aprile 1925). Pubblicazione a cura del “Comitato pro Onoranze A. Vallone”, Tipografia Marra & Lanzi,  Galatina, 1925. Premessa del Preside G. Candido]

 

Signore e Signori,

Il 4 novembre ultimo fu qui celebrato il 25° anno della fondazione di questo Liceo. In quella occasione - come era mio dovere di cittadino e di Capo di questo Istituto e come la onestà della Storia vuole – dissi che il fondatore di questo Liceo, attraverso gravissime difficoltà, era stato Antonio Vallone.

In quella stessa cordiale cerimonia – tutti lo ricordiamo – parlò lo stesso Antonio Vallone, e fu quella cerimonia l’ultima soddisfazione, l’ultimo atto di riconoscenza cosciente, l’ultimo omaggio della società all’educatore, al professionista ed al Rappresentante del popolo nel Parlamento nazionale.

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Ricordi d' un orfano PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gioacchino Toma   
Domenica 26 Giugno 2011 16:53

[Tipografia Pontieri & Velardi, Napoli, 1898]

 

I

Avevo circa sei anni quando morì mio padre: di lui quindi ricordo appena la figura e non serbo se non qualche rara memoria. Di ritorno da’ viaggi ch’egli spesso facea per Napoli, solea sempre portarmi ora un giocattolo ed ora un altro, e l’ultima volta – ricordo ancora – mi portò un bellissimo altarino con l’intero parato di stagno. Quel giorno, fu gran festa religiosa per me. Accesi tutte le candele del mio altare, come nelle maggiori solennità della Chiesa, e celebrai senz’altro la messa. Ma frattanto, il calore di una delle candele andò a poco a poco liquefacendo una palmetta vicina, sì che lo stagno, liquefatto, cadde in tanti piccoli pallini sul pavimento. Mi parve allora di aver fatto una scoverta. Distrussi ad uno ad uno tutti quei piccoli arredi, e, messo su un arco con la bacchetta d’osso di balena di un vecchio ombrello, e adattatavi una freccia con la punta di stagno, mi divertii, per quel giorno e per molti altri, a crivellar di colpi un Domenico Cotugno, che pendeva dalla parete, nello studio di mio padre.

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G. B. Lezzi e la cultura del ‘700 a Napoli Roma e Firenze attraverso un epistolario inedito PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gino Pisanò   
Sabato 25 Giugno 2011 07:08

[G.B. Lezzi e la cultura del '700 a Napoli Roma e Firenze attraverso un epistolario inedito / Gino Pisanò. - Brindisi : Amici della «A. De Leo», 1987. - p. 27-52, [1] p. di tav. : facs. Estr. da: «Brindisi Res», XIX (1987)]

 

Non vi è dubbio che la vita di frate Giovambattista Lezzi si snodò prevalentemente fra Oria, Brindisi e Casarano dove morì il 3 luglio 1832 e dove era nato, nel 1754, da Domenico, umile contadino, e da Giuditta Mariano, sicché, di primo acchito, verrebbe da credere che egli consumò i suoi giorni in un’area geografica periferica e sonnacchiosa, quale potrebbe sembrare Terra d’Otranto sul finire del Settecento e sul farsi del secolo nuovo. Non fu così. Terra d’Otranto, proprio nella seconda metà del secolo dei lumi, si avviava ad assumere una connotazione culturale specifica – he forse tuttora le è propria - e a rompere l’isolamento geografico-culturale e provinciale fino all’avvento della dominazione asburgica prima (1707-1734) e di quella borbonico-illuminata poi, nel corso della quale si attivarono processi eversivi di mentalità e di privilegi, che culminarono nella politica delle riforme fiscali volute da Carlo III, nella soppressione il 1773 della Compagnia di Gesù e, infine, con l’età napoleonica, nell’eversione della feudalità e delle antiche magistrature.

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Da "Fede" a "Vedetta" : cultura e ideologia nella stampa periodica salentina del ventennio fascista PDF Stampa E-mail
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Scritto da Gino Pisanò   
Giovedì 09 Giugno 2011 07:55

[ne “L' Idomeneo”: rivista della Sezione di Lecce / Società di storia patria per la Puglia. - Galatina : Panico, 1998, pp. 19-98]

 

Quando nel dicembre 1923 iniziava a vivere “Fede”, rivista quindicinale d’arte e di cultura, un tempo della nostra storia civile e culturale poteva dirsi definitivamente concluso: quello che, a partire dal 1861, aveva visto fasti e nefasti dello Stato liberale postunitario fino alla tragedia della grande guerra e alla crisi che, fra il ’19 e il ’22, aveva prodotto l’avvento del fascismo.

Il 1923 è anno di demarcazione non solo nella storia della cultura nazionale, ma anche di quella salentina. Se, infatti, alle esperienze anarchico-futuriste del primo ventennio succedeva la restaurazione rondesca e, contestualmente, nel 1925, gli Ossi montaliani aprivano un nuovo e duraturo capitolo della poesia italiana sulla scia di vocazioni e forme della prima generazione poetica del nostro secolo, nello spazio culturale di Terra d’Otranto si spegneva il ciclo vitale della “Rivista storica salentina” (1903-1923) ultima propaggine di una tradizione pubblicistica che copiosamente era fiorita sul terreno delle questioni postrisorgimentali, prima fra tutte l’integrazione delle province, con il loro retaggio di civiltà, tradizione, economia, nel tessuto novissimo e più esteso dello Stato nazionale testé costituito.

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Antonio Vallone meridionalista e repubblicano PDF Stampa E-mail
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Scritto da Giuseppe Virgilio   
Domenica 29 Maggio 2011 06:20

[Relazione letta il 1° aprile 1985 nel Teatro Cavallino Bianco di Galatina in occasione della intitolazione del locale Liceo Scientifico Statale al nome di Antonio Vallone].

 

Torniamo indietro di mezzo secolo negli anni Trenta, ripercorriamo insieme le strade centrali della nostra città. Ecco Corso Garibaldi, ecco Via Vittorio Emanuele II e via Umberto I. Dalle sale da barba di Cesare Valente e di Alessandro Pisanelli e dalla libreria Vergine e dallo studio fotografico di Fortunato Martines in Piazza San Pietro ci viene incontro l’immagine di un antico gentiluomo pugliese, il profilo di un uomo che in quegli anni, pervasi dalla cultura del passo romano sovraccarica di vitalismo, annunzia valori meno protagonistici e retorici e meno estetici, ma dice precetti che alla nostra anima e al nostro intelletto di giovanetti hanno insegnato che, come c’è l’artista e non l’oratore e il parolaio, come c’è il maestro e non il pedante, così c’è l’uomo democratico e non il tribuno ed il demagogo.

 

 

 

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