Nuovo Consiglio Direttivo, Open Day e nuovo Anno Accademico: pronti per ripartire!
MARIO GRAZIUSO Ripresa dell’attività sociale dell’UNIPOP “A. Vallone” di Galatina Confermato il Presidente e affidati gli incarichi ai consiglieri Trascorso il lungo periodo di inattività... Leggi tutto...
Sfogliando Galatina: una iniziativa per ripartire
Dopo questi mesi di inattività forzata, l'Università Popolare ha aderito con entusiasmo a una iniziativa del Patto Locale per la Lettura di Galatina, firmando la prima delle passeggiate letterarie... Leggi tutto...
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni
Riconvocazione Assemblea dei soci ed elezioni Dopo questo lungo periodo di forzata inattività, il Consiglio Direttivo ha trovato, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione Comunale, la sede... Leggi tutto...
Nuova sospensione delle attività
La presenza di casi di coronavirus sul territorio di Galatina e l'ordinanza di chiusura delle scuole emanata dal sindaco ci hanno consigliato un ulteriore consulto medico dal quale è emersa ... Leggi tutto...
Ripresa attività e nuova data per assemblea ed elezioni
Dopo un consulto medico, il Consiglio Direttivo ha deciso di riprendere le attività lunedì 2 marzo alle ore 18, con la conferenza del prof. Mario Graziuso “L’ultima rappresentazione sacra del... Leggi tutto...
In memoria di Piero Manni, editore
Da qualche giorno il Salento e il mondo della cultura sono più poveri: il 22... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Arte


Luigi Gabrieli: paesaggi di pura poesia PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Antonio Lucio Giannone   
Giovedì 01 Settembre 2011 07:29

[in “Apulia” marzo 2004]

 

La mostra delle opere pittoriche di Luigi Gabrieli, organizzata dall’Amministrazione comunale di Matino nelle sale del Palazzo marchesale “Del Tufo” dal 18 al 25 gennaio 2004, è stata un’occasione importante per riaprire il discorso su uno degli artisti più rappresentativi del Novecento salentino. Un artista che non è conosciuto ancora come meriterebbe e non ha ricevuto nemmeno un’attenzione adeguata da parte della critica. Manca infatti a tutt’oggi, a dodici anni dalla sua scomparsa avvenuta nel 1992, uno studio accurato sulla sua opera, sulla quale esistono soltanto brevi interventi giornalistici (recensioni e qualche altro articolo), oltre che le presentazioni in catalogo alle poche mostre personali allestite. Proprio per questo motivo nel 1990 mi provai a delineare le tappe principali del suo itinerario pittorico sulla base della documentazione offertami dallo stesso Gabrieli, che in quel periodo ebbi l’opportunità di conoscere e di frequentare. Ma ovviamente è necessaria una ricostruzione storica e critica della sua attività artistica durata oltre sessant’anni, attraverso una “lettura” attenta delle opere, delle quali si dovrebbe procedere anche a un preciso inventario.

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L'utopia di Francesca Testa PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Carmen De Stasio   
Martedì 05 Luglio 2011 07:15

[ne "Il Titano". Supplemento economico de "Il Galatino" n. 12 del 24 giugno 2011, pp. 9-13]

 

Utopia possibile - Viaggio di “solo” andata

Visioni irreali sbalzano da una luminescenza astrale prepotente come trasfigurazione di un sogno dipinto con i colori dell’immaginazione. La luce sottende il nulla; forme flessibili, evanescenti e morbide fremono nell’impatto, sostenendo un’ipotesi ossessiva di non-cambiamenti, di variabilità costanti nell’impetuosità di un silenzio che sovrasta tutto. Urlo straziante di mutismo, un’interruzione al fatto, ma non alla mente. Un viaggio di solo andata.

Diverse volte ci si domanda a cosa pensino gli artisti nella costruzione delle loro opere. Non ci sono risposte, solo teoremi di “forse”. Oppure, come evinco dall’autoritratto “formulato” da Francesca Testa, concepiscono un percorso imprigionato, incatenato da anelli ferrei eterei, invisibili in un’arcana allusione alla realtà tattile. In fondo nel mondo dell’arte il ruolo dell’artista non ha mai subito nel tempo incisive trasformazioni: egli-ella ha sempre stabilito traiettorie di ricerca per superare la limitatezza, la finitezza mediante situazioni “parlanti” con una propria voce, scavalcando sovente la mera descrizione e far defluire continuamente una vibrazione inquieta che manifesta il fuori con una visione frammentaria e riconducibile all’insieme. Similmente, quella che si rappresenta nelle opere di Francesca Testa sono ritratti rivelatori di una percezione che congiunge la centralità della percezione, la frantumazione-ricongiunzione degli elementi compositivi non già con una distribuzione ordinaria ed ordinata per schemi, bensì secondo una configurazione metafisica, deduttiva, coinvolgente e altresì basata su contrasti. Si pensi alla fragorosità e all’impetuosità (sturm und drang) di una scena sfocata dell’Inferno, siderale, orfica, insidiosa e fantastica, se si vuole.

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LA PITTURA DOGLIANTE DI RAFFAELE SPADA PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Maurizio Nocera   
Martedì 21 Giugno 2011 15:44

Nel 2001, ero a Lecce, nello studio del pittore Raffaele Spada. Parlavamo della storia dell’arte e delle moderne linee di tendenza della pittura italiana, quando il Maestro, mostrandomi uno dei suoi ultimi dipinti, mi dice: «Io sento la mia pittura come ormai giunta ad un punto di coagulo della mia esperienza artistica. La sento come qualcosa di profondo, come un qualcosa che nasce da un intimo che sconfina con l’abisso, la sento come Grembart». Era la prima volta che sentivo questo neologismo – “Grembart” –; chiesi quindi al Maestro di spiegarmi meglio cosa intendesse con questa parola. Rispose: «La mia Grembart vuole essere un ritorno al grembo originario idealizzato dal mare e da finestre che si aprono sul cosmo dove il chimico-elettrico del blu contiene strutture e pieghe che, fluttuanti, viaggiano verso l’ignoto. Io non dipingo ciò che è, ma quello che potrebbe essere». Dopo questa risposta, ritornai a guardare i suoi ultimi dipinti ed effettivamente mi accorsi di questo luogo/grembo di cui egli parlava: un Utero della grande Madre Terra metaforizzato nel blu marino e celestiale. Il pensiero mi volò subito a dieci prima, al 1991, quando con Antonio L. Verri, avevamo compilato un catalogo dell’artista ed io volli che si intitolasse “S/Fondali” (Centro Pensionante de’ Saraceni, Lecce).

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FRAMMENTI DI VITA Il vento dell'arte PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Raffaele Gemma   
Lunedì 06 Giugno 2011 07:20

[Recensione pubblicata su Armando Marrocco - Incipit Persistente - opere
1959-1979) Catalogo della mostra
, Bari 2010 Stampa P&S, Modugno]

 

 

Continuità di cambiamento, conservazione

del passato nel presente, durata vera

sono dunque attributi che l'essere vivente

sembra condividere con la coscienza.

Henri Bergson  - “L'evoluzione creatrice”

 


Nella carriera di un artista esiste certamente un momento in cui sorge inevitabile da parte del critico,  dello studioso, ma anche del gallerista, l'esigenza di dover suddividere in periodi, se non altro per motivi di vastità, la produzione artistica. Ed è ovvio che assieme alle opere finiranno per apparire frammentati e la vita stessa dell'artista e il contesto storico in cui egli ha operato.

Ciò rappresenta indubbiamente una “convenzione” perché è pur sempre individuabile un continuum tra le opere del periodo prescelto e la produzione immediatamente precedente o seguente.

Nel 1959 Marrocco ha solo vent'anni, ma è già da qualche anno che va compiendo ricerche e sperimentazioni con materiali molteplici.

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Occasioni artistiche salentine PDF Stampa E-mail
Arte
Scritto da Gianluca Virgilio   
Sabato 02 Aprile 2011 12:07


1. So-stare, raccontare…

Questo scritto fa parte del Catalogo “Sostareasud”, a cura di Marinilde Giannandrea, pubblicato in occasione della mostra pittorica di cinque artisti salentini (Corrima, Rosamaria Francavilla, Romano Sambati, Fernando Schiavano, Carlo Michele Schirinzi. ) tenutasi dal 23 maggio al 21 giugno 2010 a Galatina presso la Galleria d’Enghien.

 

Sarebbe interessante sapere quanto nella nostra vita avvenga per elezione e quanto invece per necessità. Mettere un quanto e l’altro sui piatti di una bilancia e vedere quale dei due pende di più: sarebbe istruttivo e ridimensionerebbe molta nostra prosopopea.

 

Partire o rimanere? Non ho mai saputo se dipenda dalla volontà o dalla necessità. L’appello più volte reiterato nella storia recente: “Partite, partite, andate al Nord!” rientra in quelle forme di esortazione che mirano a conservare interessi consolidati formatisi in loco. Diffidiamone! Restare, poi, per fare che cosa, se non ce n’è bisogno? Facciamo come gli uccelli, che migrano, sempre tornando, e so-stano, né più né meno!

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