Convocazione Assemblea Straordinaria
Convocazione Assemblea Straordinaria  dei Soci del 7 febbraio 2020       Come già annunciato nell’Assemblea precedente del 28 ottobre 2019, si ripropone la necessità di decidere in modo... Leggi tutto...
Programma di Dicembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Lunedì 2 dicembre, sala Contaldo, ore 18,00: prof. Vincenzo Mello, Myflor e Flormart 2019: Orto-Floro-Vivaismo internazionale. Venerdì 6 dicembre, sala... Leggi tutto...
Programma di Novembre
UNIVERSITA' POPOLARE ALDO VALLONE GALATINA Martedì 5 Novembre, ore 17,45 sala Contaldo : cineforum Belle. La ragazza del dipinto, a cura di Roberta Lisi   Giovedì 7 novembre, ore 17, Lecce,... Leggi tutto...
Si ricomincia...
Dopo la pausa estiva, interrotta dall'Open Day che come sempre ci ha permesso di incontrarci e presentare le nostre attività ad amici e soci vecchi e nuovi, il nostro anno accademico 2019-20 ha... Leggi tutto...
Programma aggiornato di marzo e ordine del giorno della prossima assemblea
A causa dell'assenza di soci e membri del Consiglio Direttivo nella data precedentemente indicata, l'Assemblea dei soci programmata per il 1° marzo è stata rimandata a giovedì 7 marzo alle ore 18,... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Universitaria


SCRITTI SCOLASTICI E SOCIALI 58 - (7 luglio 2013) PDF Stampa E-mail
Universitaria
Scritto da Antonio Errico   
Domenica 07 Luglio 2013 22:14

Ragazzi, sognate per scegliere la facoltà

 

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di domenica 7 luglio 2013]


Ci sono età in cui i sogni contano più dei ragionamenti: i sogni considerati come desideri profondi, come aspirazioni, passioni.

A vent’anni – o poco giù o poco su di lì – i sogni contano di più: quelle figurazioni che si fanno del proprio futuro, quella tensione che si avverte verso qualcosa, il credere in se stessi senza condizionamenti, con la forza e la purezza che si hanno solo a quell’età, contano di più.

A volte può anche accadere che si combini la fortuna della coincidenza di sogni e di ragionamenti, ma quando non accade dovrebbero essere i sogni a tracciare la direzione, probabilmente.

Poi, certo, tutto o comunque molto dipende dalla personalità di ciascuno; tutto o comunque molto dipende dalla determinazione, dalla convinzione delle scelte. Come nel caso degli studi universitari da intraprendere dopo la scuola superiore.

Adesso è il tempo delle scelte. Finiti gli esami di maturità ci si ritrova a confrontarsi con le intenzioni, con gli interessi. Con i dubbi: che di anno in anno si fanno sempre più forti. Con le previsioni sul concreto valore di una laurea che si fanno sempre più incerte. Con gli scenari del lavoro che cambiano continuamente.

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Come restare in serie A, nel campionato delle Università PDF Stampa E-mail
Universitaria
Scritto da Ferdinando Boero   
Giovedì 04 Luglio 2013 08:39

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” di giovedì 4  luglio 2013]

 

Il professor Loris Sturlese ha spiegato chiaramente cosa aspetta la nostra Università, assieme a tutte le altre. E’ stata attuata la valutazione del sistema universitario e, in teoria, le università dovranno avere una certificazione di qualità basata sugli esiti di tale esperimento. Già, è un esperimento. Come ricorda Sturlese ci saranno le teaching universities e le research universities. Che significa? Teaching vuol dire insegnare, e le teaching universities sono quelle dove l’insegnamento prevale sulla ricerca. I nostri corsi sono stati accreditati e, come dice giustamente l’amico Loris, grazie all’impegno di Vincenzo Zara, siamo una buona teaching university. Abbiamo obbedito diligentemente alle prescrizioni ministeriali, riarrangiando i corsi e le facoltà, e ora siamo in regola. Ora bisogna vedere come usciremo dalla valutazione della ricerca. Perché la vera sfida è nell’essere research university. Di nuovo: che significa? La differenza tra un’università vera  (una research university) e una mera prosecuzione del liceo (la teaching university) è proprio nella ricerca. L’organizzazione didattica ha un valore marginale, quel che conta davvero è la ricerca. Il valore di un’università si basa su quanto siano “bravi” i suoi professori. E come si fa a valutarlo? Non è facile. Lasciatelo dire a me, visto che sono presidente di un subGEV. Ah, beh, tutto chiaro no? I GEV sono i Gruppi Esperti Valutazione, e sono divisi in subGEV per delineare aree omogenee nell’ambito delle varie discipline. Nel GEV di Biologia ci sono quattro subGEV e ne presiedo uno. E quindi qualche esperienza ce l’ho, visto che mi hanno chiamato a svolgere un ruolo abbastanza importante nell’ANVUR. Non sapete cos’è l’ANVUR? Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e la Ricerca. E come è stata valutata la ricerca? Semplice, ogni Dipartimento universitario ha dovuto mandare, per ogni suo docente, un certo numero di prodotti che, poi, sono stati valutati dai GEV. I prodotti sono i lavori scientifici. I professori universitari devono contribuire in modo originale al progresso della loro disciplina e, per farlo, devono pubblicare i loro risultati, e lo devono fare su tribune che valorizzino al massimo il loro lavoro. Meglio sono i lavori e meglio è. Questo sistema di valutazione lo proposi, più di dieci anni fa, per dividere una parte dei quattro soldi destinati alla ricerca di base presso il mio Dipartimento. Prima erano divisi a pioggia. Il metodo Boero, lasciatemelo dire, era: vediamo cosa ha prodotto ognuno di noi negli ultimi cinque anni e assegniamo i fondi in base al numero e alla qualità dei prodotti.

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A chi intitolare l'Università del Salento? PDF Stampa E-mail
Universitaria
Scritto da Giovanni Invitto   
Martedì 30 Aprile 2013 16:06

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di lunedì 29 aprile 2013]

 

Io sono nell’attuale Università, allora “di Lecce”, dal novembre 1960 come studente. A Dio piacendo, ne uscirò da docente l’1 novembre di quest’anno. Queste referenze sono dichiarate solo per dire che il mio parere, come il parere di tutti, sarà sempre personale, relativo e discutibile, si basa anche su una vita vissuta per oltre mezzo secolo in questo Ateneo. La discussione sulla intitolazione può essere utile per riflettere su questa realtà che ha contribuito molto alla crescita culturale e civile del nostro territorio. Va detto in anticipo che quando è partita l’iniziativa, promossa meritoriamente da Pankiewicz, io ho aderito alla proposta perché vedevo come base di partenza l’intitolazione ad un rettore. E nessuno potrà negare che Codacci sia stato non solo prima Commissario governativo e poi rettore per molti anni, ma che è stato anche nel gruppo di politici importanti sul piano nazionale, che promossero l’esistenza dell’Ateneo leccese. Dopo di lui abbiamo avuto molti altri rettori tutti di alto valore, ma alcuni per fortuna nostra e loro sono ancora vivi e attivi, e non è il caso di intestare una istituzione a personaggi in vita. Solo Angelo Rizzo è scomparso prematuramente: fu un Rettore di alto profilo ma, nel confronto con Codacci, penso che il tricasino abbia avuto un ruolo maggiormente decisivo per la nostra Università.

Ma se togliamo i Rettori a chi altro possiamo pensare? Si sono fatti i nomi di Carmelo Bene, don Tonino Bello, Vanini ecc. tutti nomi importanti per la loro e nostra storia che ha superato i confini del Salento e dell’Italia. Ma scegliere un nome tra questi aprirebbe una “querelle” immensa e la scelta sarebbe sempre discutibile. Allora torniamo alla storia dell’Università e vediamo chi tra coloro che, pur non avendo avuto ruoli istituzionali in essa, sono stati veramente decisivi per la sua nascita. Potremmo ricordare il presidente della Provincia di quei tempi Luigi Caroli e, soprattutto, Teodoro Pellegrino, direttore della Biblioteca provinciale, che volle e promosse le Celebrazioni Salentine e, in parte, il Premio Salento nonché varie pubblicazioni che nacquero proprio con l’occhio rivolto ad una futura Università salentina.

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Università del Salento: che fare? - (10 e 12 gennaio 2013) PDF Stampa E-mail
Universitaria
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 11 Gennaio 2013 17:15

L'Università del Salento ha il diritto di sapere

 

["La Gazzetta del Mezzogiorno" di giovedì 10 gennaio 2013]

 

Leggo con interesse, e un certo sgomento, il resoconto di Tonio Tondo sugli appalti edilizi presso l'Università del Salento (GdM del 9 gennaio). Vedo che l’articolo cita la domanda che feci durante la presentazione del megaprogramma edilizio e, sentendomi tirato in causa, mi preme aggiungere qualcosa. Andai con molta curiosità alla conferenza sul programma di sviluppo edilizio dell'Università. A dir la verità mi aspettavo che si facessero proposte (qualcuna l'avevo anche io) e, invece, in un'aula magna semideserta, trovai tutto già deciso. Non mi risulta che ci siano state riunioni propositive, simili a quella in cui si comunicava l'immodificabile. Il numero di strutture da costruire era impressionante. L'ammontare degli appalti superava i cento milioni di euro. Fui il primo a prendere la parola, alla fine della presentazione. Feci presente che i professori che andavano in pensione non venivano rimpiazzati, che i precari correvano il rischio di essere licenziati (cosa poi avvenuta) e che molte attività erano portate avanti con personale a contratto, pagato con i fondi dei progetti dei singoli docenti. Fatichiamo a tirare avanti con quel che abbiamo, e perdiamo continuamente forza lavoro su cui poter contare in modo stabile. Come faremo a riempire (e a gestire) un patrimonio così smisuratamente aumentato?

Il Rettore mi rispose che non c'era problema. Ma i dubbi, per me, restano. Ora vedo che la gestione degli appalti presenta qualche tratto di opacità. A dir la verità, in quella conferenza, il Rettore disse di essere l’unico project manager dell’Università del Salento e che quindi nessuno, meglio di lui, avrebbe potuto gestire questioni così complesse.

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