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"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare
La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il... Leggi tutto...
Programma gennaio 2019
Dopo le festività natalizie, le attività dell'Università Popolare riprenderanno lunedì 7 gennaio, col consueto appuntamento col cineforum curato da Roberta Lisi, come sempre programmato per il... Leggi tutto...
Anticipo orario conferenza di venerdì 23 marzo
Come anticipato a voce ieri, in occasione della emozionante performance poetica organizzata dal nostro Laboratorio di poesia, la conferenza di venerdì 23 marzo della prof.sa Alberta Giani... Leggi tutto...
Per ricordare meglio la nostra visita a Cavallino
Uno dei momenti più emozionanti della nostra gita culturale a Cavallino, domenica scorsa, è stata la lettura  di un breve estratto dalle memorie del duca Sigismondo Castromediano (Carceri e... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Lecce
In allegato il programma della stagione teatrale del Comune di Lecce (teatri... Leggi tutto...
Stagione teatrale a Cavallino
  CITTA' DI CAVALLINO - TEATRO "IL DUCALE" Stagione teatrale 9 Dicembre 2017 -... Leggi tutto...
Finalmente online!
1° Settembre 2010 nasce il sito dell' "Università Popolare Aldo Vallone... Leggi tutto...
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Università Popolare
Regolamento dei Corsi PDF Stampa E-mail
Regolamenti
Mercoledì 20 Agosto 2014 10:23

Regolamento dei Corsi dell’Università Popolare Aldo Vallone Galatina


(proposto dal Consiglio direttivo del 2 settembre 2014 e approvato all'unanimità dall'Assemblea dei Soci del 23 settembre 2014)

 

1)      I Corsi dell’Università Popolare Aldo Vallone Galatina sono aperti a tutti i cittadini, che vi partecipano secondo le modalità sancite dallo Statuto dell’Associazione.

2)      Un Corso consiste in una serie di lezioni che si svolgono durante tutto l’anno accademico, da novembre a maggio, con cadenza settimanale, ad esclusione dei giorni di vacanza previsti dal calendario dell’Associazione.

I Corsisti d’accordo con il Titolare del Corso e con il Tutor, possono chiedere al Consiglio direttivo  di anticipare l’inizio del Corso o posticiparne la chiusura.

3)      I Corsi si tengono da lunedì a venerdì in orario pomeridiano, dalle ore 16.00 alle ore 18.00. Essi non devono sovrapporsi alle attività principali dell’Università Popolare Aldo Vallone Galatina, che si svolgono ogni lunedì e venerdì, dalle ore 18.00 alle ore 20.00.

4)      I Corsi sono istituiti su proposta di uno o più membri del Consiglio direttivo o su proposta di almeno dieci soci che intendano seguire il corso richiesto. All’interno del Consiglio direttivo o tra i Soci si individua il Tutor del Corso.

5)      L’Università Popolare Aldo Vallone Galatina attiva un Corso in presenza di almeno dieci partecipanti.

6)      Il costo di ogni Corso è stabilito anno per anno dal Consiglio direttivo dell’Università Popolare Aldo Vallone Galatina, nella seduta di settembre.

Il Corsista è tenuto a corrispondere al Tutor del Corso l’importo dovuto nella prima lezione di ogni mese.

7)      Il Tutor del Corso rappresenta l’Associazione davanti ai Corsisti e al Titolare del Corso ed ha le seguenti funzioni:

A)    Vigilare sul normale svolgimento delle attività;

B)    Riscuotere le quote corrisposte dai Corsisti durante la prima lezione di ogni mese;

C)    Effettuare il pagamento del titolare del Corso nell’ultima lezione del mese, d’intesa con il Tesoriere;

D)    Tenere i rapporti con il Presidente, il Segretario e il Tesoriere;

E)     Riferire sull’andamento del Corso al Consiglio Direttivo e all’Assemblea dei Soci.

8)      Ogni lezione ha la durata di un’ora e trenta.

La lezione persa dai Corsisti per motivi personali non può essere recuperata, rimanendo invariata la quota mensile da corrispondere. La lezione persa dai Corsisti per motivi riconducibili al titolare del Corso o all’Associazione viene recuperata nei tempi e nei modi concordati tra Corsisti, Titolare del Corso e Tutor, d’intesa con il Consiglio direttivo.

9)      Il Titolare del Corso viene individuato e incaricato dal Consiglio Direttivo (a maggioranza o all’unanimità), presi in esame i curricula pervenuti all’Associazione.

10) A richiesta, si rilascia attestato di frequenza.


Incontri con Aldo Vallone 3. Dante Alighieri PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Scritto da Augusto Benemeglio   
Mercoledì 25 Giugno 2014 07:52

IN VIAGGIO CON IL PROF. ALDO VALLONE. ALLA SCOPERTA DEL PIANETA DANTE


[in Incontri con il prof. Aldo Vallone]

 

  1. 1. Al Bar Italia

“Dante  aveva dentro di sé il poema essenziale delle cose, una memoria prodigiosa che non teme confronti neanche coi computer di oggi, e il senso profetico del mistero”, -così mi dice uno dei massimi studiosi di Dante, il prof. Aldo Vallone, ordinario di letteratura italiana all’università Federico II di Napoli e direttore de “L’Alighieri” e “Casa di Dante”, mentre passeggiamo per il Corso, a Gallipoli, in una sera di fine Giugno del 2001, col cielo che è un’incudine dalla fronte rosa, come capita  spesso di questa stagione. Ci fermiamo al Bar Italia e prendiamo un caffè in ghiaccio. Il professore ammicca con quel suo sguardo buono e profondo, sorride, “Oggi parliamo del degrado etico politico morale dei nostri tempi, ma ci si dimentica del passato; è stato sempre così. Dante scrive anche  per individuare le cause generali che avevano condotto al progressivo intollerabile degrado della situazione politica d’allora; mette sotto accusa la decadenza e corruzione dell’intera società del suo tempo, dove  si commettevano nefandezze e atrocità  d’ogni tipo. Pochi signorotti erano  padroni della vita e della morte di migliaia di esseri umani, erano al di sopra di qualsiasi legge, altro che immunità parlamentare! Quei  mali non avrebbero potuto essere eliminati se non attraverso situazioni politiche al di sopra dei particolarismi municipali e attraverso una palingenesi di valori etici e umani. Per dire tutto ciò, e altre milioni di cose che gli affastellano la mente, gli irrompono da ogni dove e lo tengono sveglio inquieto ossessionato giorno e notte, Dante sperimenta  altre forme di espressione e comunicazione letteraria. Cerca un lessico più vario, un linguaggio che abbia la forza dirompente di un laser e che sia fatto di immagini; ogni  immagine deve essere  tesa, fulminante,  concentrata, tale da permettere di riassumere il concetto, o il  personaggio  trattato, in una sola battuta. E’ qualcosa di unico, pazzesco, un  vero e proprio miracolo che non potrà mai più ripetersi in tutta la storia della letteratura. Leggere Dante è come scoprire un  pianeta affascinante e irresistibile, non c’è momento dell’esperienza esistenziale di cui la Commedia non rechi testimonianza; non c’è aspetto del sapere e quasi direi del lavoro umano che non sia in qualche modo evocato; non c’è potenzialità della lingua che non vi trovi una messa in atto,  Dante è una miniera inesauribile, un’enciclopedia sempre da scoprire, la poesia più alta che io conosca. Ci si passa una vita intera, come ho fatto io, nel pianeta Dante, e non basta. Leggerlo, studiarlo è anche una fatica interminabile in cui ogni successo ci allontana sempre più dalla meta. Io ancora lo studio e scopro sempre cose nuove, scopro ad esempio che i letterati di oggi sono ancora dietro Dante in  quanto a modernità lessicali…figurati!

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Incontri con Aldo Vallone 2. Giovanni Pascoli PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Scritto da Augusto Benemeglio   
Giovedì 19 Giugno 2014 07:45

Non solo lacrime

 

1. Lacrime ad usum infantis

 

Uno dice Pascoli e pensa alla cavallina storna, al grembiule nero e al colletto bianco, alla notte di san Lorenzo, col  tremolio di stelle, o di uno stelo sotto una farfalla, alle illusioni finite in fretta e al ronzio di un’ape attorno al fiore, ai campi che svaniscono nell’onda sonora delle campane, ai silenzi, ai pezzetti di nulla e allo stormire di cipressi, alle voci e ai canti assorbiti nella malinconia  del paesaggio, la piuma che esita o che palpita  leggera nel nido abbandonato,  il vento che piange nella campagna  solitaria,  alla panchetta e alla tessitrice che piange, ai versi come spartiti musicali e alle sere magiche e tenere, con i temporali che muoiono in dolce singulto, ai vespri odorosi di fieno; uno dice Pascoli e pensa a una serie di gadget dell’anima e della nostra lontana infanzia, tutte cose che saranno pure prodotte – come afferma Sanguineti - da una sorta di “macchinetta sadica di produzione liriche per lacrime ad usum infantis”, ma che tuttavia ti arrivano per le scorciatoie del cuore, come avviene per tutte le cose romantiche.

Uno dice Pascoli e rivede Aldo Vallone da Galatina, una sera d’estate di tanti anni fa sulla terrazza dell’Anmi di Gallipoli, con il clarinetto tutto mozartiano della nostalgia che suona in lontananza, chissà dove, dietro il mare. Rieccolo il grande critico letterario salentino che ora mi sorride di nuovo e mi dice con quella sua autorevolezza mite e bonaria: “Guardi che tutti i poeti italiani contemporanei, non solo i crepuscolari, devono qualcosa a Pascoli (Ungaretti, Betocchi ,Gatto, Saba e perfino Montale) per quel procedimento stilistico che si definisce nel caricare di un senso cosmico, di male cosmico, illuminante, un umile oggetto.  Pascoli non è un piagnone, come viene dipinto, è uno che sta sul limite di un dramma altissimo, n’è anzi la voce o la coscienza più proba e veritiera. Il suo – più che privato - è un dramma di civiltà e di cultura, tanto più sofferto e cupo quanto più ingenuo e intemperante si mostrò il poeta nell’assumerlo”.

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Incontri con Aldo Vallone 1. Carlo Emilio Gadda PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Scritto da Augusto Benemeglio   
Martedì 10 Giugno 2014 07:41

[In “Espresso Sud” (Rivista salentina diretta da Nicola Apollonio), e in Blog: Neobar, Cultura  Salentina e Li(b)ero Libro]

 

1. Perchè Gadda?

Era il 4 dicembre 2006, quando fui  ricoverato alla Clinica “Villa Pia”, a Roma, per “accertamenti”  (era rimasta l’unica con posti ancora disponibili). Dalla mia biblioteca  presi due libri, che avevo letto secoli prima. Uno era “I 60 racconti” di Dino Buzzati di cui in particolare m’interessava “Sette piani”, da cui era stato tratto il (brutto) film “Il fischio al naso”  di Ugo Tognazzi . Lo volevo rileggere, forse per ragioni scaramantiche che letterarie. Come si sa il protagonista sembra non avere assolutamente nulla, si reca in quella lussuosa clinica “Sette piani” per una pura formalità, una sciocchezzuola, ma ci rimane per sempre, scendendo di piano in piano, fino alla camera mortuaria. L’altro libro  era il “Pasticciaccio” di Carlo Emilio Gadda. In questo caso non sembravano sussistere particolari motivi (ma, come si vedrà, le scelte non sono mai a caso, obbediscono a qualcosa di sottile e inconscio), al di là del fatto che si tratta di un capolavoro della letteratura italiana, che mi rievocava, peraltro, diverse cose: gli anni dell’adolescenza, un film di Pietro Germi (appena discreto), e una piéce teatrale (pessima); ma, soprattutto, tornavo con la mente ad un lieto incontro di vent’anni prima con il professore Aldo Vallone - docente di Letteratura Italiana all’Università Federico II di Napoli -  nella sua casa-biblioteca di Galatina (almeno trentamila volumi, di cui diecimila relativi al solo Dante, in tutte le salse e le lingue possibili).  Ero andato a trovarlo, in quell’estate del 1988, insieme all’avvocato Felice Leopizzi, che era grande amico di Vallone, e l’aveva invitato a tenere una conferenza all’ANMI di Gallipoli sull’attualità di Dante, in cui m’ero proposto di fare il  presentatore-coordinatore.  Il professore aveva sul suo tavolino basso, da salotto, una copia della prima edizione in volume del Pasticciaccio (Garzanti, 1957) , che stava rileggendo “per la centesima, o duecentesima volta”, come mi disse poi.

A me Gadda, il bulimico capace di bere diciotto uova di seguito, come testimoniano Ungaretti e Montale, sembrava assai distante da Dante, che lui stesso definisce un  “grande pettegolo della storia”. Se mai era assimilabile, per certi aspetti fobici, al malinconico Manzoni, o al nostalgico Cervantes... Così dissi: “Professore, perché Gadda, e perché proprio “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”?

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Comunicato stampa Convegno su Aldo Bello a Galatina PDF Stampa E-mail
Rassegna stampa
Scritto da Gianluca Virgilio   
Giovedì 06 Febbraio 2014 18:12

Venerdì 31 gennaio 2014, alle h. 18.00, l’Università Popolare “Aldo Vallone” di Galatina ricorderà Aldo Bello, importante figura di giornalista, narratore e saggista salentino, con un Convegno di studi intitolato Ricordo di Aldo Bello, a cui parteciperanno Sergio Bello, Antonio Errico, Maurizio Nocera, Cosimo Mudoni, Teo Pepe. Coordina Gianluca Virgilio.

Aldo Bello (1937-2011) ha operato dal 1976 come inviato speciale del GR1, poi come caporedattore dei servizi speciali e responsabile della messa in onda dei radiogiornali del mattino. Ha realizzato reportages e corrispondenze dall’Italia e dal mondo come inviato di guerra e come esperto di terrorismo e di mafie presenti in tutti gli scacchieri planetari.

Nel 1991 è alla direzione di Televideo RAI. Dal 1994 al 2011 ha diretto la rivista Apulia. Ricordiamo che due sono state le direttrici dell’opera saggistica di Aldo Bello: il Mezzogiorno d’Italia e la sua esperienza di giornalista.

Alla questione meridionale ha dedicato, nel lontano 1968, un saggio Terzo Sud; Poeti del Sud, del 1973, rappresenta invece un primo tentativo di raccogliere in maniera organica le voci poetiche del Mezzogiorno.

Nel 1985 ha pubblicato Amare contee, un ritratto della regione Puglia tratteggiato attraverso interviste con alcuni dei più significativi figli di queste terre: Laterza, Bene, Arbore, Modugno, Mennea e molti altri.

Sulla scorta delle esperienze giornalistiche percorre dall’interno gli itinerari teorici e operativi dei gruppi eversivi dell’ultra sinistra in L’idea armata del 1981. Alle esperienze di viaggio e di guerre nel Medio Oriente dedicherà Passo d’Oriente del 1992. Alla tematica delle difficili relazioni tra culture e religioni orientali ed occidentali dopo Ground Zero è invece indirizzato Il salice e l’Imam (2001).

Sul fronte della narrativa, si è cimentato inizialmente con la forma del racconto breve (“Il sole muore” del 1973, poi riedito con revisioni ed integrazioni come “Le lune e riobò” nel 1978); in seguito, con il romanzo “La mattanza” (1973) è stato finalista per la narrativa – opera prima – al Premio Viareggio.

Il Convegno si terrà presso la sede dell’Università Popolare Aldo Vallone di Galatina, in Piazza Alighieri 51 (c/o il Museo civico Pietro Cavoti). Per info consulta il sito www.unigalatina.it o telefona al numero 3247429791.


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