La sposa bambina: Lorenzo Tundo recensisce film e conferenza Stampa
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Scritto da Beatrice Stasi   
Lunedì 26 Marzo 2018 14:30

Ecco finalmente la terza recensione scritta da Lorenzo Tundo, grazie al progetto di alternanza scuola-lavoro avviato con il Liceo Scientifico A. Vallone di Galatina. Un ringraziamento particolare a Rosa Anna Valletta, che sta seguendo Lorenzo in qualità di tutor, e al nostro giovane recensore, per il costante impegno e interesse che manifesta per le nostre iniziative.

LORENZO TUNDO

"La sposa bambina": dal film di Khadija Al Solama alla conferenza di Claudia Lisi

Gli incontri di venerdì 2 marzo e lunedì 5 marzo sono stati il primo step del programma di marzo, dedicato alla condizione femminile. Nel primo incontro si è appresa la storia di Nojon, mediante la visione del film “La sposa bambina”. Nel secondo incontro, il dibattito aperto da un intervento documentato e ricco di dati e informazioni della dott.ssa Claudia Lisi, attiva nel volontariato, ha affrontato il tema dei matrimoni precoci, una violazione dei diritti umani molto diffusa. Il film (tratto dal libro autobiografico di Nojoud Ali) racconta la storia di Nojoom (che in yemenita significa stelle), ribattezzata dal padre Nojoud (nascosta), una bambina costretta dal padre a sposarsi all’età di dieci anni con un uomo di trenta anni più grande, in conformità alle leggi dello Yemen. Nojoom, uno spirito ribelle e libero, dopo essere stata violentata dal marito riesce a fuggire dal villaggio e giungere a Sana’ per chiedere il divorzio. La regista del film, Khadija Al Solama, ha subito la stessa sorte, essendo stata costretta a sposarsi molto giovane, però è riuscita a raccontare questa storia, che è la testimonianza di usi e costumi retrogradi. Il dramma delle spose bambine fa riflettere su un’atroce condizione causata dalla povertà, dalle tradizioni sociali e culturali. Una sposa bambina  ha un’infanzia negata, non ha un futuro ed è soggetta a contrarre malattie. Oggi nel mondo circa 700 milioni di ragazze sono sposate in età minorile; 20 mila ragazze sotto i diciotto anni nei paesi del terzo mondo diventano madri ogni giorno; 70 mila adolescenti muoiono da parto. In India si concentrano un terzo delle spose bambine di tutto il mondo per motivi culturali e per la povertà. Questa realtà riguarda anche paesi più sviluppati dove gruppi etnici residenti e legati alla propria cultura reprimono l’emancipazione. Molte donne lottano per promuovere i diritti delle bambine e ragazze e per favorire lo sviluppo del loro potenziale umano. Un esempio è la testimonianza di Sabita, una mamma bambina del Bangladesh, che ha riconosciuto l’importanza di saper leggere e scrivere per trovare un lavoro e condurre una vita dignitosa. I matrimoni precoci trasgrediscono i principi della convenzione dell’ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Essa sancisce il diritto, al minore di diciotto anni, ad essere protetto dalla violenza e dallo sfruttamento. L’intervento dell’organo supremo si pone l’obiettivo di collaborare con i governi dei paesi coinvolti al fine di migliorare le leggi e i servizi sociali. La proiezione del film ed il dibattito sono stati essenziali per comprendere la gravosa realtà che limita i basilari diritti di pari opportunità.