Un ricordo di Augusto Graziani (1933-2014) Stampa
Necrologi e Ricordi
Sabato 10 Maggio 2014 16:17

["Nuovo Quotidiano di Puglia" di venerdì 9 maggio 2014]

 

Lo scorso 5 gennaio è  morto, nella sua casa di Napoli, Augusto Graziani, uno dei maggiori esponenti del pensiero economico italiano della seconda metà del Novecento. Nato a Napoli il 4 maggio 1933, Graziani si è formato, dopo gli studi alla Facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo napoletano, prima alla London School of Economics, sotto la guida di Lionel Robbins e successivamente ad Harvard con Wassili Leontief e Paul Rosentein-Rodan. Collaboratore di Manlio Rossi Doria al Centro di Specializzazione e Ricerche di Portici, Professore di Economia Politica a Catania, poi a Napoli “Federico II” e infine a Roma “La Sapienza”, accademico dei Lincei, dal 1998 al 2001 è stato Presidente della Società Italiana degli Economisti e, dal 1992 al 1994, senatore indipendente del Partito Democratico Sinistra. Ha svolto un’intensa attività divulgativa, essenzialmente finalizzata a criticare le politiche conservatrici di austerità e a proporre misure di ridistribuzione del reddito contestuali a interventi di politica industriale. Ciò nella convinzione – maturata soprattutto nei primi anni settanta – secondo la quale la gestione della politica economica risente profondamente degli interessi contrapposti di classi sociali in conflitto sull’appropriazione del sovrappiù realizzato, ovvero in conflitto sulla determinazione del quanto e cosa produrre. Graziani aveva due doti intellettuali alquanto rare: esponeva le sue teorie con un rigore logico non comune e, al tempo stesso, riusciva a renderle comprensibili anche ai “non addetti ai lavori”,

Lo si ricorda come uomo mite e, al tempo stesso, estremamente combattivo nella difesa delle proprie idee e contro ogni forma di conformismo intellettuale. Graziani ha dato contributi rilevantissimi – riconosciuti in ambito internazionale – principalmente su due linee di ricerca. La prima fa riferimento a una reinterpretazione delle teorie monetarie di Karl Marx, Joseph A. Schumpeter e John M. Keynes e giunge all’elaborazione di un originale schema di funzionamento di un’economia capitalistica noto come teoria del circuito monetario (o teoria monetaria della produzione). La seconda riguarda lo sviluppo dell’economia italiana, in particolare dal secondo Dopoguerra all’ingresso nell’Unione Monetaria Europea. Graziani ha anche incoraggiato studi di Storia del pensiero economico, con particolare riferimento al pensiero economico italiano. La notevole conoscenza dei contributi degli autori del passato gli ha consentito di pubblicare manuali di Macroeconomia e di Microeconomia – che hanno formato almeno due generazioni di economisti – basati su una visione “competitiva” della teoria economica, in base alla quale lo studio delle teorie del passato non è concepibile, per dirla con Schumpeter, come una “visita in soffitta” e in ogni momento storico, esistono teorie economiche (e indicazioni di politica economica) radicalmente contrapposte e non conciliabili, proprio in quanto fondate su ipotesi contrastanti.

Oggi si terrà Lecce (Sala Chirico – Monastero degli Olivetani) un seminario in suo ricordo, dal titolo “Credito e crisi economiche”, organizzato dal Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo, con interventi di Stefano Figuera (Università di Catania), Guglielmo Forges Davanzati (Universtà del Salento), Giorgio Gattei (Università di Bologna), Vitantonio Gioia (Università del Salento), Emanuele Itta (Università del Salento) e Gennaro Zezza (Università di Cassino e Levy Institute).  L’evento non è stato pensato come commemorazione, né lo si poteva pensare così nel rispetto dell’ammonizione che lo stesso Graziani soleva ripetere, ovvero che la commemorazione di un economista defunto è un’ottima occasione, per chi la fa, per auto-promuoversi. E’ stato pensato, per contro, per due obiettivi: dar conto degli sviluppi più recenti della teoria monetaria della produzione – peraltro attualissima – e presentare a un pubblico ampio, non di soli economisti, riflessioni sul rapporto esistente fra l’operare del sistema bancario e la genesi delle crisi economiche. Sarà anche l’occasione per ricordare un grande intellettuale meridionale, che, come molti altri intellettuali meridionali di quella generazione, ha fornito contributi alla conoscenza scientifica riconosciuti come contributi di massima eccellenza a livello internazionale.