Per Gino Santoro Stampa
Necrologi e Ricordi
Scritto da Eugenio Imbriani   
Venerdì 19 Giugno 2015 20:24

Gino Santoro è stato tra gli attori di una stagione culturale densa, tumultuosa, anche contraddittoria; tra i protagonisti, fin dagli anni ’70, del dibattito sulla cultura popolare nel Salento, non ha disdegnato i toni accesi quando decideva di schierarsi per una causa; l’ho sempre visto come un uomo di parte, determinato, poco conciliante, coltivava, però, come una scelta quello che alcuni potevano definire un eccesso di rigidità. Il suo campo di indagine scientifico era la storia del teatro, anche se forse sarebbe più giusto dire, semplicemente, il teatro: teatro sociale, pubblico, diffuso. Il teatro, il cinema, l’arte, la performance: aveva avviato, nell’ateneo leccese, un percorso didattico e formativo interessantissimo, la costituzione, cioè, di un corso di laurea che riguardava le discipline dello spettacolo, sulla falsariga del Dams bolognese; ci fu un riscontro straordinario di iscrizioni, ma il corso fu chiuso ugualmente: fu una scommessa perduta, non si fanno le nozze con i fichi secchi. Ma ciò che mi piace di più ricordare è stato l’impegno di Gino per i disabili; nell’università, durante gli ultimi anni del suo servizio, aveva ricevuto dal rettore una delega per questo genere di servizio, e Gino ha declinato il suo compito con cura, attenzione, grande intelligenza, decisione. Chissà se dov’è andato troverà i vecchi amici che l’hanno preceduto; dovrebbe almeno toccargli l’aldilà dei teatranti: tra saltimbanchi e danzatori, cantori e fini dicitori, direi che è un bel posto per farci un viaggio.