Per non dimenticare Giacomo Furia Stampa
Necrologi e Ricordi
Scritto da Antonio Mele/Melanton   
Mercoledì 15 Luglio 2015 07:20

Breve corsivo di cinema-nostalgia


["Il Galatino" anno XLVIII n. 13 del 10 luglio 2015, p. 8]

 

Alla bella età di 90 anni è morto il 5 giugno scorso, a Roma, l’attore Giacomo Furia, di origini casertane, fra i più bravi e amati caratteristi del cinema comico italiano.

Recitò, in vari ruoli e in molti film (più di 140), anche accanto a Totò e a Peppino De Filippo (era uno dei tre falsari pasticcioni nell’indimenticabile pellicola “La banda degli onesti”), offrendo un contributo di grande simpatia e alta professionalità.

In un altro memorabile film – “L’oro di Napoli”, tratto dall’omonimo romanzo di Giuseppe Marotta – ebbe una parte di rilievo, interpretando l’ingenuo marito della formosa pizzaiola del Rione Materdei, nel cui ruolo si poteva ammirare in tutta la sua giovanile avvenenza una spumeggiante Sophia Loren.

Con Giacomo Furia – persona amabilissima, che ho conosciuto un po’ di anni fa, con altri bei personaggi dello spettacolo, in una serata di beneficenza alla Villa dei Cesari sull’Appia Antica – scompare l’ultima grande figura di interprete “di spalla”: un ruolo che il pubblico ha spesso (e a torto) considerato minore, ma che è stato di massima e fondamentale importanza, contribuendo a rendere famosa nel mondo la “commedia all’italiana”, e ad esaltare le doti recitative dei nostri grandi attori di quella stagione felice.

Onore, quindi, a Giacomo Furia, e ai suoi benemeriti colleghi: da Carlo Campanini a Mario e Memmo Carotenuto, Tina Pica, Ave Ninchi, Carlo Croccolo, Luigi Pavese, Virgilio Riento, Turi Pandolfini, Maria Luisa Mangini (in arte Dorian Gray), Carlo Delle Piane, il mio amico Leopoldo Trieste… Comprimari dei più bei nomi del nostro cinema, ai quali sentiamo di dover rendere questo piccolo omaggio sincero.

Per meglio considerare la grandezza di questi artisti professionisti basterebbe porsi qualche semplice domanda. Che film sarebbe “Audace colpo dei soliti ignoti” se accanto a due mostri sacri come Gassman e Manfredi con ci fossero anche Tiberio Murgia e Carlo Pisacane detto Capannelle? E a chi, il magnifico Totò di “Totòtruffa 62” (in combutta col ‘compare’ Nino Taranto) avrebbe potuto vendere la Fontana di Trevi se non allo sprovveduto e ingenuo turista americano Decio Cavallo, mirabilmente caratterizzato da Ugo D’Alessio? E come – sempre il grande Totò – avrebbe potuto esaltare la propria vis comica nella famosa scena del vagone-letto, se a ‘tenergli botta’ non ci fosse stato un superlativo Onorevole Trombetta alias Carlo Castellani? E l’insuperabile Avvocato De Marchis/Mario Carotenuto di “Febbre da cavallo”?…

E infine, che Fracchia sarebbe Paolo Villaggio senza il contributo di Gianni Agus? E che Fantozzi, senza il ‘collega’ Gigi Reder, l’attore che ha reso mitico il personaggio del Ragionier Filini?

Un ultimo grande saluto, quindi, a Giacomo Furia e compagni.

Con molta gratitudine, e un po’ di nostalgia.