"La signora dello zoo di Varsavia" al cineforum dell'Università Popolare Stampa
News Università Popolare
Sabato 05 Gennaio 2019 21:25

La scelta di riservare il primo lunedì di ogni mese al nostro cineforum ci permette di cominciare il 2019 con La signora dello zoo di Varsavia: la scelta di Roberta Lisi, alla quale dobbiamo il particolare successo di pubblico e di critica della nostra rassegna cinematografica, si presenta particolarmente azzeccata per il mese di gennaio, segnato da una ricorrenza come la Giornata della memoria, tesa a rendere indelebile la tragedia dell'Olocausto. E con un appello alla memoria Roberta ha scelto di chiudere la sua bella recensione, che come sempre annuncia e presenta nel migliore dei modi il film selezionato.

La signora dello zoo di Varsavia

recensione di Roberta Lisi

Soggetto Diane Ackerman

Regia Niki Caro

Musiche Harry Gregson-Williams

Sceneggiatura Angela Workman

Interpreti Jessica Chastain, Johan Heldenbergh, Tomothy Radford, Efrat Dor

Anno 2017

Durata 127m

Genere drammatico, biografico, storico

Umanità e bestialità: qual è la linea di confine? Può un animale amare, gioire, soffrire proprio come un essere umano? E un essere umano può essere tanto bestia da dimenticare cosa sia l'amore per l'altro?

Questo è l'interrogativo che pone agli spettatori la vicenda de “La signora dello zoo di Varsavia”

Il genocidio ebreo è stato sicuramente la pagina più buia della storia dell'umanità, ed ancora oggi molti dei suoi aspetti sono sconosciuti ai più, e i fatti noti addirittura negati da alcuni.

Tanti sono stati gli eroi comuni, ma straordinari e sconosciuti, che hanno messo a repentaglio la propria vita pur di salvare il maggior numero possibile di persone dalla follia omicida del nazismo: Perlasca, Schindler, i Monument's man ed anche la bella e gentile signora Zabiski che nasconde 200 ebrei polacchi nelle gabbie degli animali dopo il bombardamento del suo zoo a Varsavia. Una donna straordinaria che parla ad una ragazza abusata come ad un animale ferito guadagnandosi la sua fiducia, che accetta la sfida della storia inventando le soluzioni più adatte al qui ed ora della sua quotidianità.

Non dimentichiamo il passato, anche se doloroso e straziante, perchè i suoi fantasmi non debbano tornare mai più, perchè nessuno debba più trovare salvezza nella gabbia di una fiera.