Ottorino Specchia filologo classico Stampa
Storia e Cultura Antica
Martedì 05 Giugno 2012 16:38

[In Φιλοι λογοι – Studi in memoria di Ottorino Specchia a vent’anni dalla scomparsa (1990-2010), EdiPan, Galatina 2011, a cura di Giuseppe Caramuscio e Francesco De Paola]

 

L’attività scientifica di O. Specchia si addensa attorno a tre nuclei essenziali, anche cronologicamente distinti:

1. Eroda (approssimativamente dal 1952 al 1962);

2. l’Epinomis di Platone (dal 1965 al 1969);

3. gli epigrammisti, in particolare Leonida di Taranto e Nosside di Locri (dal 1973 in poi: il commento a Nosside è stato pubblicato postumo nel 1993 in Rudiae, il Quaderno del Dipartimento di Filologia classica e Scienze filosofiche dell’Università di Lecce).

È difficile trovare una giustificazione unica di tale varietà di argomenti, anche se Eroda, Leonida e Nosside sono rappresentanti della letteratura ellenistica e quindi hanno un comune sostrato storico-culturale. Un altro fi lo lega Eroda a Leonida sul terreno dei contenuti, riferibili grosso modo al mondo degli umili. Ma Platone rimane fuori da questi ambiti e forse trova una motivazione nell’ammirazione di O. Specchia per il filosofo-poeta, che tuttavia si misura su un’opera difficile e di contestata autenticità.

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