Iuvenilia 2 Veglie Stampa
Poesia
Scritto da Gianluca Virgilio   
Giovedì 16 Dicembre 2010 09:34

Tramonto

 

Da', stella del cielo,

da' un presagio all'amante;

rompi la lontananza che t'avviluppa

in una bella menzogna;

fa' che il parlare non sia

come morire.

 

 

Canta il poeta

il più vano tra i segni,

canta i capricci delle luci strane.

I simboli della natura

non sono morti tutti

se prima che annotti dal cielo

un richiamo pare

si rinnovi ogni sera.

 

E' il tramonto che sorride

e manda il vento

ai nidi assopiti degli alberi.

 

 

Dolce cominciamento...

 

Dolce cominciamento della sera

sospeso in un momento inessenziale,

lirico, vago, altrimenti terreno,

l'artificio del tuo sogno svelami,

le parole di che tu ti nutri.

 

 

Primavera

 

S'oscurano i viali all'improvviso

quando dietro i palazzi cade il sole.

Qui senti primavera provare

le sue ali, nuovi colori

smerigliare al vento tepido,

ormai, dopo i passati geli.

Noi passavamo al suono delle trombe,

verdi trame di vita nelle mani,

grida sconnesse della giovinezza.

Ora ritorna più fedele e dimessa

primavera, solo per noi, stasera.

 

 

Pensieri

 

Non c'è ragione per vivere, stasera.

E' morto il giorno e il cielo non ha stelle.

Dove si volgerà in volo l'uccello

della notte, e chi ne udrà il canto,

se tutto è buio e nessuno più vive?

 

***

 

Pensieri, se un giro di parole

vi intrecciasse,

calerebbe più lenta la sera.

La sera è un sipario istoriato

calato sull'ipotesi estrema.

 

 

 

Malinconia

 

Cala la malinconia, come la sera:

scacciala via, ma non scacciar la sera.

Cala come le nuvole d'agosto,

veloce, presta, e obnubila la sera.

E tu come l'estate il cielo rasserena,

scacciala via, ma non scacciar la sera.

 

***

 

Amore mio bello, tu sola

puoi dirmi se sono infelice

o solo vaneggio perché sei lontana.

 

 

Rime varie

 

Più in alto si levarono i canti,

e rimasero sospesi a mezzo

il cielo, come lune ululanti.

 

***

 

I giorni sono linee ricurve

tracciate sul cielo

senza compasso;

su di una carta bianca,

con una penna bic.

 

***

 

Dove vi porterà, nuvole, in cielo

il vento dell' inverno nevoso?

E dove cadrò domani io,

ora nuvola bianca in cielo,

neve che si squaglia sulla terra?

 

 

Fiori

 

Fiore tu sei,

fiore di campagna,

primula gialla

fiore di loto,

fiore di montagna.

 

***

 

Il fiore tuo è una gioia

che profuma di viola:

come una rosa accoglie la rugiada.

Il fiore mio è un anemone,

un giglio, un tulipano:

come una foglia tremula

lo sfiora la mano.

 

 

Eros e Thanatos

 

Quando Eros impazza,

Thanatos sogghigna.

 

 

Poesia della sera

 

Invano stasera il ciel s'infosca:

sulla mia melodia vola una mosca.

 

Sopra un verso di Dante

 

E poi che il tempo mi par d'aspettare

-e già mi sembra grave- dirò per te

quanto studio, quanto amore soave

sogliano in me curvare le mie notti

fino al mattino, e poi ricominciare.

 

***

Segue la curvatura della notte

la stella che riporta il mattino.

La riconosci per la tramontana,

un punto smaltato nel cielo vicino,

dietro la neve lucida, sul pino.

 

***

E nell'attesa gli sguardi

sono dolci rime d'amore,

lucide percosse della mente.

 

 

Ipotesi notturna

 

Se alla fine a noi giungesse

la voce degli astri cadenti

come solca la loro luce d'estate

le buie lontananze silenziose,

vedremmo i nostri pensieri

inscritti tra le righe del cielo

sopra una partitura musicale.

 

 

Resistenza

 

Chissà quale affanno ti riporta

stasera, poesia,

e quale pensiero ti ripete

lusinghe di perduti paradisi.

Ma noi, no, non cederemo!

 


Ciò che diranno

 

Diranno che nient'altro cantai

se non le stelle. Mi diranno

il poeta della sera e delle notti buie

e delle  stelle che rilucono a sera.

Ma tu va', mia poesia, e dì loro

che solo la gioia t'ha mandata.

 

Le parole ch'io sento...

 

Le parole ch'io sento sono il sale

di questa vita che svapora

ogni giorno; scivolano

come le ore e lasciano la gioia

del tempo che passa.

L'evento che si compie

è come un sogno

che s'adempie nel cuore,

sicché il tempo passato

è saturo di pensieri,

pago dei nostri desideri.

 

Le quattro stagioni

 

Le tue parole hanno il sapore

delle onde del mare che ribattono la rena

nei giorni che si perdono d'estate,

quando il cielo s'incupisce

e annuncia che autunno verrà;

e sono segni inseguiti come foglie

dal vento che ghiaccia nell'animo

ogni attesa. Anche primavera

verrà, com'è venuta.

 

Uccelli raminghi

 

Voi che battete ai vetri,

non sapete che anch'io attendo

di potervi riavere?

Le campane han suonato

gli ultimi tocchi, e non giunge

grido alcuno più dalla piazza.

Presto verrò con voi.

Andremo come uccelli raminghi

in schiera, amici miei, in schiera,

sopra la terra, a sera.

 

 

Canto dell'amicizia perduta

 

Amico mio, dimmi,

dove sei, e perché non ci sei?

Chi ti ha rapito a me, dimmi chi è stato,

o quale strada hai imboccato

sbagliata, o quale sogno ho inseguito,

e ho te smarrito. Dimmi

se questo canto vale a ritrovarti

oppure se è un sogno che continua

a ingannarmi, e da te allontanarmi.

 


Nenia

 

La senti modulata piano piano

questa cadenza che viene da lontano

e pare sia arrivata senza tempo

a darci un cenno della sua ragione?

Passò di bocca in bocca in versi

snelli come tante figure passeggere

agli occhi dei bambini stanchi e svegli:

filava e dileguava un sonno a stento,

ogni ritorno più tacito, più lento.

 

 

Notturno

 

Quante notti trascorremmo insonni

ad intessere canti coi simboli

indecifrabili della natura!

Ora che la stagione dei canti è passata,

dimmelo tu se è bene

lucidi rimanere questa notte

(era la notte un gran cantar di ciechi)

a vedere le stelle che non dicono niente;

oppure andare a dormire.

Dimmi che giorno ritornerà,

sarà più buia la notte se attendo

le luci che aprano le tenebre,

che nessun canto vale,

che occorre dormire.