Intervista a Giovanni Invitto: La filosofia come narrazione, a cura di ISABELLA AGUILAR Stampa
Filosofia
Sabato 27 Ottobre 2012 12:22

["Il Giornale di Filosofia", n. 1, 2005,  in www.filosofia.it]

 

La questione, allora, è questa: oggi, negli ultimi decenni, la filosofia ha affrontato in modo più diretto il problema del suo rapporto con la narrazione. Ma questo rapporto, in primo luogo, esiste da quando esiste il pensiero occidentale; in secondo luogo, non deve essere ridotto al rapporto tra filosofia e letteratura. Probabilmente è ormai legittimo parlare come di un fenomeno storico effettivo della crisi della filosofia come sistema. C’è chi la riporta a Nietzsche, c’è chi la retrodata… Comunque sia, la fine della filosofia come pensiero sistematico apre lo spazio alla filosofia come atteggiamento e come comprensione. E questo percorso di comprensione può essere un percorso di narrazione.

Se si guarda alla totalità della storia della filosofia, tra i generi letterari adottati dai filosofi nei secoli ne esistono di più propriamente narranti o narrativi. Per esempio le epistole, i romanzi filosofici, il teatro filosofico, le confessioni. Maria Zambrano, filosofa spagnola, ha dedicato un’intero saggio alla confessione come genere letterario della filosofia [M. ZAMBRANO, La confessione come genere letterario, a cura di P. Pucci, Bari, 1971].

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