La Biblioteca comunale “Giuseppe Melli” di San Pietro Vernotico Stampa
Bibliofilia
Scritto da Dino Levante   
Martedì 07 Giugno 2011 09:40

Da “libreria privata” a “biblioteca pubblica": analisi di un percorso

[già pubblicato col titolo  di La Biblioteca comunale "Giuseppe Melli" di San Pietro Vernotico: da "libreria privata" a "biblioteca pubblica". Analisi di un percorso, in «Kronos», Supplemento 1, Università del Salento, Dipartimento dei beni, delle arti e della storia, Facoltà di Beni culturali, Galatina (Lecce), Congedo editore, 2004, pp. 27-37].

 

1.        Ogni storia di biblioteca privata è quasi sempre storia di un uomo. Ma anche di più uomini, ove a fondarla o a gestirla siano stati esponenti del clero secolare o regolare. Tuttavia giustapposte alle biblioteche dei diversi Ordini religiosi (depositari per eccellenza della conservazione libraria), si registrano raccolte appartenenti ai ceti signorili, soprattutto tra il XVI e il XIX secolo. Nel Salento la necessità di una biblioteca aperta al pubblico fu esigenza poco avvertita in età moderna dal momento che monasteri, conventi e chiese, così come i palazzi della nobiltà salentina, ebbero singolarmente una ben fornita biblioteca privata esclusivamente “introversa”. Tra la fine del XVI e l’inizio del XIX secolo certamente cominciò in Terra d’Otranto (come un po’ in tutto il Mezzogiorno d’Italia) un processo di formazione professionale di esponenti della borghesia, soprattutto quando in questa classe sociale si fece strada l’opportunità dell’iniziativa imprenditoriale e commerciale del notabilato.

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