Dalla biblioteca ottriata alla biblioteca pubblica Stampa
Bibliofilia
Scritto da Gino Pisanò   
Sabato 18 Giugno 2011 07:46

[Relazione letta al Convegno dal titolo “Passato, realtà e funzione delle biblioteche non governative in Terra d’Otranto”, Atti del Convegno Lecce-Lucugnano-Mesagne, 25-26 maggio 1998, in Studi Salentini, a cura del Centro di Studi Salentini, Lecce, a. 43, vol. LXXV, 1998. Per leggere tutti gli Atti, clicca qui]

 

A)    Linee istituzionali fino all’unità d’Italia

 

Il mio intervento, nel quadro di questo Convegno, vuole e deve essere un contributo all’anamnesi del fenomeno biblioteca pubblica, finalizzato ad offrire un sintetico panorama delle dinamiche sociologico-istituzionali agli studiosi chiamati in questa sede a impostare una terapia o, fuor di metafora, a contribuire alla elaborazione di una teoria e di una prassi italiane per una migliore organizzazione di questo istituto.

Il primo elemento da tenere in conto, nell’affrontare siffatta problematica, è il valore semiotico della biblioteca, che cela nel suo sistema di segni, dietro la sua storia di libri e di strutture, una storia di uomini e di idee, di città e di istituzioni, fortemente e dialetticamente innervata nel tessuto antropologico-sociale sotteso alla sua fenomenologia.

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