Genere ed età non bastano a qualificare - (7 settembre 2012) Stampa
Prosa
Scritto da Ferdinando Boero   
Venerdì 07 Settembre 2012 17:07

Si avvicinano le elezioni e i candidati affilano le armi. Un predominante luogo comune è che i giovani siano meglio dei vecchi, e che gli uomini debbano essere ridimensionati, a vantaggio di appartenenti ad altro genere (donne, omosessuali, transessuali). Che ci sia stato, e continui, il monopolio maschile nella gestione del potere è un dato di fatto. Che i vecchi siano più dei giovani, tra i gestori del potere, è un altrettanto dato di fatto. Che le cose non vadano bene è di nuovo un dato di fatto. L’equazione vecchio e uomo uguale inadeguatezza viene spontanea. Come viene spontanea l’equazione non-uomo e giovane uguale ottimo/a candidato/a.  Non sono d’accordo. E non lo siete neppure voi, persino se siete convinti/e del contrario. Non ci vuole molto a dimostrarlo. Se vi ammalate di una malattia grave, e avete bisogno di cure, e avete la fortuna di conoscere qualcuno che vi può consigliare, che fate? Chiedete: chi è la persona migliore che mi può curare? Se vien fuori che quella persona è Umberto Veronesi, che ha più di ottant’anni ed è maschio, che fate? Dite che non va bene, che volete una donna giovane? Basta con Veronesi? Cito Veronesi perché non mi è particolarmente simpatico, viste le sue posizioni sul nucleare. Magari poi non vi opererà lui, magari, se è così bravo, si sarà circondato di collaboratori di alto livello, e saranno loro ad operarvi, se la sua mano oramai trema un pochino. Ma lo faranno sotto la sua supervisione. E se gli chiedete: quale è la persona migliore del suo gruppo? vi interesserà conoscerne l’età, il sesso, e le preferenze sessuali? Penso di no. Volete avere il meglio. Punto e basta.

Bene, questo modo di ragionare deve essere adoperato per effettuare qualunque scelta. Ho superato i sessant’anni. Attualmente sto coordinando un progetto europeo con 39 partner istituzionali di 22 paesi, con più di 200 collaboratori. Quando ne avevo cinquanta non sarei stato all’altezza di farlo. Ero però in grado di lavorare sul campo, anche se non con la stessa efficienza di quando ne avevo trenta o quaranta. Oggi so fare cose che prima non sapevo fare, e non sono più così bravo a farne altre che prima sapevo fare benissimo. Nella gestione di questo progetto mi affiancano molte donne giovani, con incarichi di grande responsabilità. Ma io ho scelto i ricercatori migliori, ed è stato un caso che siano donne e giovani.

 

D’altra parte conosco vecchietti formidabili e giovani incapaci, di tutti i generi e di ogni preferenza sessuale. Ci sono ambiti della scienza in cui si fa tutto in giovane età, ad esempio la matematica. Ma ce ne sono altri in cui l’accumulo di conoscenza ed esperienza è un prerequisito irrinunciabile, e si acquisisce solo con l’età. Ogni persona deve essere valutata per i compiti che le si devono affidare, ed è interesse generale che siano chiamati i migliori a svolgere determinate funzioni. Senza alcuna discriminazione per età, genere, o preferenza sessuale. Sia in positivo sia in negativo. 
Quando vinsi il mio primo concorso, la commissione decise di promuovere le persone con più titoli e, a parità di titoli, di promuovere i più giovani. La trovo un’ottima strategia. Un giovane che vale 100 vale più di un vecchio che vale 100, e anche di un vecchio che vale 120, perché ha maggiori potenzialità. Ma se la carica è breve, forse io mi prenderei il vecchio da 120. Poi prenderò il giovane, quando varrà 130, e magari il vecchio continuerà a valere 120. E se, tra tutti i possibili candidati, una giovanissima omosessuale vale più di tutti gli altri e le altre, bene, quella deve essere scelta. Ma non perché è giovane e omosessuale! Le persone devono essere valutate nel merito. Punto e basta. 
E bisognerebbe periodicamente valutare nel merito tutti quelli che hanno ottenuto un posto o detengono una carica. Perché è assurdo che i giovani siano sempre precari e i vecchi siano inamovibili. Quando un vecchio ha perso la spinta innovativa, e si trincera in un becero conservatorismo (cosa assai frequente negli anziani) ci deve essere un modo per farlo mettere da parte. Dando opportunità a qualcuno di migliore.  Non ci sono buoni e cattivi, intesi come categoria, in queste questioni. Si deve valutare caso per caso. Se dovessi giudicare l’operato del sindaco in carica nella città di Lecce, non baserei la mia valutazione sul fatto che è giovane. Come non lo farei per il sindaco donna che lo ha preceduto. O con il presidente della regione che, pur essendo maschio, vuole sposare un altro maschio. Saranno un po’ fatti loro. L’importante è che facciano bene il loro mestiere. Ora come ora, pare che i migliori rappresentanti del potere, per molti italiani, siano due maschi anziani: Napolitano e Monti. Grillo, comunque, ha superato i sessanta. Se queste persone sono davvero valide, inoltre, devono capire quando è il momento di ritirarsi, come ha fatto il Cardinale Martini quando, affetto da morbo di Parkinson, si è ritirato a Gerusalemme.  Il vecchio Wojtyla, però, era molto più sublime del Wojtyla già papa che nuotava in piscina e andava a sciare. Del Piero, invece, farebbe bene a smettere di giocare al pallone. La sua età lo rende improbabile come campione di calcio, mentre, se fosse un ecclesiastico, sarebbe uno sbarbatello al quale non si penserebbe mai come candidato al pontificato.