Antonio Vallone meridionalista e repubblicano Stampa
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Domenica 29 Maggio 2011 06:20

[Relazione letta il 1° aprile 1985 nel Teatro Cavallino Bianco di Galatina in occasione della intitolazione del locale Liceo Scientifico Statale al nome di Antonio Vallone].

 

Torniamo indietro di mezzo secolo negli anni Trenta, ripercorriamo insieme le strade centrali della nostra città. Ecco Corso Garibaldi, ecco Via Vittorio Emanuele II e via Umberto I. Dalle sale da barba di Cesare Valente e di Alessandro Pisanelli e dalla libreria Vergine e dallo studio fotografico di Fortunato Martines in Piazza San Pietro ci viene incontro l’immagine di un antico gentiluomo pugliese, il profilo di un uomo che in quegli anni, pervasi dalla cultura del passo romano sovraccarica di vitalismo, annunzia valori meno protagonistici e retorici e meno estetici, ma dice precetti che alla nostra anima e al nostro intelletto di giovanetti hanno insegnato che, come c’è l’artista e non l’oratore e il parolaio, come c’è il maestro e non il pedante, così c’è l’uomo democratico e non il tribuno ed il demagogo.

 

 

 

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