Da "Fede" a "Vedetta" : cultura e ideologia nella stampa periodica salentina del ventennio fascista Stampa
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Giovedì 09 Giugno 2011 07:55

[ne “L' Idomeneo”: rivista della Sezione di Lecce / Società di storia patria per la Puglia. - Galatina : Panico, 1998, pp. 19-98]

 

Quando nel dicembre 1923 iniziava a vivere “Fede”, rivista quindicinale d’arte e di cultura, un tempo della nostra storia civile e culturale poteva dirsi definitivamente concluso: quello che, a partire dal 1861, aveva visto fasti e nefasti dello Stato liberale postunitario fino alla tragedia della grande guerra e alla crisi che, fra il ’19 e il ’22, aveva prodotto l’avvento del fascismo.

Il 1923 è anno di demarcazione non solo nella storia della cultura nazionale, ma anche di quella salentina. Se, infatti, alle esperienze anarchico-futuriste del primo ventennio succedeva la restaurazione rondesca e, contestualmente, nel 1925, gli Ossi montaliani aprivano un nuovo e duraturo capitolo della poesia italiana sulla scia di vocazioni e forme della prima generazione poetica del nostro secolo, nello spazio culturale di Terra d’Otranto si spegneva il ciclo vitale della “Rivista storica salentina” (1903-1923) ultima propaggine di una tradizione pubblicistica che copiosamente era fiorita sul terreno delle questioni postrisorgimentali, prima fra tutte l’integrazione delle province, con il loro retaggio di civiltà, tradizione, economia, nel tessuto novissimo e più esteso dello Stato nazionale testé costituito.

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