Il Vecchio e l’Ombra 4. Dialoghetto socratico Stampa
I mille racconti
Scritto da Giovanni Bernardini   
Sabato 21 Marzo 2015 08:33

[Brogliaccio Salentino di “Presenza Taurisanese”, n. 11 / Novembre 2014, p. 9]


Dopo che il Vecchio ebbe acceso la lampada e si fu seduto, subito l’Ombra si accovacciò ai suoi piedi e, senza preamboli, disse: «Oggi mi sembri più triste che mai».

«Non ti sbagli» rispose. «Più triste e sconvolto».

«La tristezza, posso capire. Ma sconvolto addirittura?»

«Più triste poiché in questi giorni cade l’anniversario del matrimonio e mia moglie non c’è più. Pensa, ci conoscemmo circa a quindici anni e presto nacque fra noi una simpatia, che in me divenne innamoramento. Ero però un ragazzo timido e nello stesso tempo orgoglioso. Non manifestavo il mio sentimento per timidezza e insieme per l’orgoglio di non ricevere un rifiuto».

«Già, ma alla fine decidesti di scriverle».

«Appunto, e di consegnare la lettera alla sua più cara amica, dato che mi mancava il coraggio di dargliela direttamente. Qui sbagliai».

«In che senso?»

«Nel senso che non era la persona giusta. Quell’amica mi dissuase, mi scoraggiò. Ed io strappai la lettera. Quell’amica mentiva».

«A qual fine?»

«Era innamorata di me. Lo scoprii anni dopo. Allora scrissi un’altra lettera da lontano e la spedii per posta alla ragazza amata da tanto tempo, che doveva diventare mia moglie».

«Ed è scomparsa e l’anniversario è vuoto. Ciò ti accascia di più. Ma sconvolto, questo non riesco a interpretare».

«Guarda, guarda cosa succede nel mondo. Così capirai».

«Hai ragione. Il mondo, cioè gli uomini diventano sempre più malvagi».

«Siamo arrivati a livelli impensabili di disumanità, a forme di barbarie e ferocia, che i media permettono di ammannire come spettacolo a milioni di spettatori. Di qui il mio citare spesso Leopardi, irridente le magnifiche sorti e progressive. Non per nulla un critico illustre lo paragonò a un meteorite caduto per caso nell’Ottocento».

«Questo, Vecchio mio, significa che sei contro il progresso, in particolare contro quello tecnologico».

«No, mia cara Ombra, non sono contro il progresso né contro la tecnologia. Sono contro l’uso  scorretto, brutale che se ne fa. Riguardo a quelle belve, si capisce che si servano di tutti i mezzi possibili per la loro propaganda minacciosa e crudele».

«Tu la vedi?»

«No, per carità. Mi bastano i pochi minuti, nel corso dei telegiornali, che presentano la scena orrenda di quel povero cristo in tunica arancione, in ginocchio, e accanto il boia tutto  nero, incappucciato, che agita continuamente la mano armata di coltello e scaglia il suo lugubre eloquio… Hanno esibito la profezia che l’Islam conquisterà Roma. In un fotomontaggio il loro drappo nero sventola sulla cupola di San Pietro… Poi leggi (puoi pure vedere) l’alimentazione forzata dei prigionieri che, nel carcere di Guantanamo, fanno lo sciopero della fame… Leggi di altri Lager e gulag, di altre tirannie, di nuove guerre qua e là nel mondo… La storia magistra vitae? Ma cosa ha insegnato? Si è compreso che le guerre sono inutili? Portano solo distruzioni, massacri, stupri per vincitori e vinti. A scuola ci hanno rimpinzati di falsità, di menzogne e, quelli della mia generazione, di retorica sotto il regime fascista. Indossare la divisa militare per servire la Patria e costruire l’Impero costituiva lo scopo più ambito della nostra bella e ignara giovinezza. Oltre tutto le ragazze erano affascinate dall’uniforme».

«Spesso si è mescolato pure Dio e la religione a ideologie spietate».

«Infatti Mussolini sbavava: “Dio stramaledica gl’Inglesi!”. Hitler si compiaceva che la Provvidenza gli aveva salvato la vita dall’attentato del 14 luglio ’44 affinché egli completasse la sua opera. I nazisti tenevano scritto sul cinturone ‘Gott mit uns’ (Dio è con noi). Su ciò possiamo andare molto indietro nel tempo. Ad esempio i Crociati partivano per Terra Santa al grido ‘Dio lo vuole!’. Dopo la scoperta dell’America fu l’Europa cattolica a condurre la ‘guerra santa’ e annientare intere etnie. Né i cristiani protestanti, invadendo il nord del Nuovo Continente, furono da meno nel fare strage d’indigeni, imponendo la propria cultura e fede».

«Dunque avrebbe ragione un tizio che, su un settimanale, sostiene: se non ci fossero le religioni il mondo sarebbe migliore e pacificato».

«Non condivido. Correggerei che tutto migliorerebbe se non esistessero gl’integralismi e ci fosse reciproco rispetto o almeno tolleranza. Mi sembra interessante anche quanto dichiara un musulmano, docente di arabo in una Università italiana: tutte le guerre attuali sono guerre economiche, non di religione. Sostanzialmente son d’accordo che le guerre in prevalenza scoppiano per cause economiche, dove s’intrecciano sete di potere e di ricchezza. Non credo però si possa negare una forte componente religiosa fondamentalista nella guerra dell’Is. Mi sconvolge il fatto che molti occidentali si convertano a quel tipo d’islamismo e vadano ad arruolarsi nelle file dei fanatici del Califfato, perfino le donne, tante giovanissime. Una anzi, britannica convertita, aspira ad essere la prima donna decapitatrice di occidentali. Siamo alla più impensabile follia. La realtà supera ogni mostruosa immaginazione. O siamo alla fine del mondo».

«Sono i Testimoni di Geova a sbandierare tale profezia della prossima fine. Che ti abbiano convinto?»

«Neanche per sogno. Il mio è un modo di dire nel senso che viviamo in piena tragedia. Comunque, indipendentemente dagli apocalittici, mica si può escludere la fine del nostro pianeta. Ignoriamo il quando e il come. D’altra parte probabile è la scomparsa della specie umana. Così come sono scomparse altre specie, fra le quali gli enormi dinosauri. Inoltre sembra che dovremo abituarci, al pari di quanto già fanno alcune popolazioni, a nutrirci d’insetti, quali le cavallette».

«Perché mai?»

«Perché si è riscontrato che gli allevamenti di bestiame produttori di carne per le nostre tavole hanno un’incidenza ambientale assai nociva, al punto di dover sperimentare nuovi tipi d’allevamento, come quelli accennati».

«Se le cose, nel loro complesso, stanno proprio così, ti confesso francamente che non mi dispiace affatto di essere una semplice Ombra».

«Presto lo sarò io stesso, di conseguenza tu sparirai. O forse spariremo insieme ambedue».