Echi da una gita: impressioni picassiane di Rosa Anna Valletta Stampa
Scritto da Beatrice Stasi   
Domenica 17 Giugno 2018 10:20

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo alcune vivaci riflessioni sull'avventura esistenziale e artistica di Pablo Picasso che la socia (e attivissima componente del Consiglio Direttivo) Rosa Anna Valletta ha maturato dopo la nostra gita di fine anno e ha voluto generosamente condividere su questo sito. Buona lettura!

Rosa Anna Valletta

Pablo Picasso tra Mesagne, Martina Franca e Ostuni

 

E’ arrivato in Puglia il genio di Picasso portando con sé calore e bellezza. Il progetto espositivo, 24 aprile - 4 novembre, si intitola “L’altra metà del cielo” e interessa tre luoghi storici della Puglia: Palazzo Ducale a Martina Franca, Palazzo Tanzarella ad Ostuni ed il castello normanno-svevo di Mesagne.

Lo sguardo è rivolto al mondo femminile, in particolare alle donne che più hanno amato il grandioso artista, Dora Maar e Francoise Gilot di cui si possono ammirare un acquerello e diverse litografie.

Genio, artista indiscusso del XX secolo, Pablo Picasso conquista ancora oggi attraverso un linguaggio coinvolgente e a tratti spiazzante. Tra le sue opere emergono corpi nudi di donne prosperose, corride, tori e cavalli, ragazzine danzanti, teste scolpite, atelier, arlecchini, fiori, ritratti di donna e tanto altro.

Durante la sua vita Picasso ha conosciuto molte donne che spesso hanno posato per lui. Nello studio le corteggiava, le studiava, le spogliava, realizzava ritratti e spesso s’innamorava. Si ricorda Fernande Olivier, occhi verdi, bocca sensuale. Uno strano matrimonio alle spalle, fa la modella per i pittori. Picasso la incontra a Montmartre e per lei perde la testa: è pazzamente geloso e con lei trascorre parte del suo periodo blu fino a quello rosa; Fernande è una delle "Demoiselles d'Avignon".

Tante donne lo hanno amato alla follia, impazzendo sul serio per lui, gelose di un uomo che tutto sapeva fare fuorché amare in maniera incondizionata una donna di cui invece era possessivo, invidioso, padrone. Ma Picasso sapeva conquistare, non solo con il suo sguardo magnetico, ma anche col suo modo di fare che lo porterà a diventare un folle, affascinante artista che avrebbe determinato le sorti dell’arte contemporanea.

Picasso era Picasso, famoso per il suo linguaggio nuovo e per il suo essere un instancabile dongiovanni. E’ per questo che le donne lo cercavano, lo desideravano, pur sapendo del rischio a cui andavano incontro, rinunciando a tutto e a tutti pur di essere da lui ritratte e possedute; erano amanti corteggiate, sottomesse, schiave, maltrattate, ingannate e presto sostituite.

Tra le sue muse ispiratrici la bellissima e famosa Dora Maar. La loro storia è una corrida, un combattimento feroce, violento, pieno di passione e di crudeltà; tra loro nasce una delle storie più appassionanti nella storia dell’arte di tutto il Novecento. Lui brillante, intrigante, provocatore; lei intelligente, sensuale, sicura di sé; sarà ribattezzata da lui “la femme qui pleure”, la donna che piange, l’incarnazione del dolore. Proprio questa sofferenza per troppi tradimenti e per uno spietato abbandono la porterà ad impazzire.

Françoise Gilot, dopo Dora Maar, diventa l’altra grande, bella e giovanissima musa che Picasso conquisterà. Madre dei suoi figli, sarà l’unica a lasciarlo e a liberarsi dalla furia del Genio: “Non hai mai amato nella vita, non ne sei capace”, gli disse.

Davanti ad un’opera di Picasso ci si ferma a riflettere; si guarda ogni tratto, ogni pennellata, ogni figura mentre ci si pone una domanda dietro l’altra. Chi era Picasso? Se non si conosce l’uomo, l’artista, non si può comprendere bene il suo linguaggio, sia esso olio, ceramica o inchiostro; sia il supporto tela o carta; siano i suoi colori ricchi di blu-malinconia o rosa tenue, siano le sue opere ritratti curati, colorati, precisi o semplici linee tra chiaroscuri. In tutto questo c’è genialità, capacità, novità, maestria. Ecco, Picasso è questo e non solo. La sua arte disorienta, confonde, poi coinvolge, incanta e convince. Picasso lo si odia o lo si ama, ancora oggi.

Trovarsi davanti ad un’opera di Picasso è un’indescrivibile emozione, c’è magia. Ma non sono gli occhi magnetici dell’uomo ammaliatore ma il linguaggio straordinario e la creatività dell’artista; ed è così che ogni volta che lo si guarda si passa da una titubanza spiazzante ad un coinvolgimento inspiegabile.