A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
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Scritti sulla lingua PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Domenica 26 Dicembre 2010 12:31

Dialettologia e minoranze linguistiche

La Grecìa salentina

La Costituzione della Repubblica italiana, dopo aver affermato nell'art. 3 che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale senza distinzione di lingua, recita all'art. 6: "La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche". Si intende per minoranza linguistica l'insieme di persone che in uno Stato si differenzia dalla maggioranza per la lingua e, rispetto al territorio, perché occupa un'area in cui si parla tradizionalmente da secoli una lingua diversa da quella italiana, oppure un dialetto che non è considerato italiano. In Puglia vi sono tre isole linguistiche: Faeto e Celle di S. Vito in provincia di Foggia fondate dagli Arpinati (parola formata da tre radici preindoeuropee: har = pietra; pre = sotto; tan = abitante), montanari che sono emigrati dalle valli alpine nei primi secoli dopo il Mille e parlano ancora il dialetto franco-provenzale, Casalvecchio di Puglia e Chieuti sempre in provincia di Foggia, di ceppo albanese, e la Grecìa, un gruppo di nove comuni di lingua greca nella regione salentina (Calimera, Castrigniano, Corigliano d'Otranto, Martano, Martignano, Melpignano, Soleto, Sternatia e Zollino).

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Linea d'orizzonte: elzeviri e meditazioni 1 PDF Stampa E-mail
Letteratura
Venerdì 24 Dicembre 2010 12:59

Lo tsunami e la ginestra di Leopardi

 

Corpi lucenti su cartoline da eden e corpi sfigurati e straziati, sabbie con palmizi da pubblicità dell'altrove e cumuli di macerie tra fanghiglia e detriti. Le seconde immagini divorano le prime. Il disastro cancella ogni esotismo, annulla il prima della tragedia, ne mostra l'effimera consistenza. Il maremoto va al di là della sua area di impatto, scivola tremendo nelle regioni dell'Europa, nei suoi miti d'evasione, nel suo altrove formato pacchetto turistico. Ma il disastro si abbatte con maggiore ferocia sulla povertà e sulla miseria delle popolazioni locali, su paesi privi di ogni difesa, di ogni allarme, lontani anche da quel poco che la scienza ha potuto costruire quanto a sistemi di previsione. Appare, in una concentrazione spazio-temporale, e in maniera fortemente intensiva, quella distruzione dei viventi che la storia degli uomini persegue da sempre con le guerre e in modo assiduo, instancabile, violentissimo. Se il disastro provocato dalla natura, dalla sua attività ed energia, è per così dire dispiegato alla vista e ai pensieri degli uomini, tutto esposto nella sua violenta e rapidissima crudeltà, il disastro delle guerre è reso opaco e in certo senso anestetizzato dalle pretese giustificazioni, dalle strategie, dalle esibite ragioni politiche, dal fatto che è diffuso in uno spazio geografico estesissimo, dall'abitudine alla notizia, dallo stesso nascondimento delle immagini: può anche accadere l'assurdo, com'è spesso accaduto, che cioè la guerra-distruzione sistematica degli esseri viventi e della stessa natura- possa essere ritenuta necessaria.

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Tùtici poisie (in dialetto di Parabita) PDF Stampa E-mail
Poesia salentina
Venerdì 24 Dicembre 2010 09:18

A lla ’mpete

 

Cci bbulia ‘bbegnu cu ttie

a lla ’mpete

a mmenzu ‘e stelle

quandu ‘a luna

se ‘nfàccia ripa ripa a llu pansieri

ogne ssira

rricamata su’ llu core

 

A lla ’mpete

 

‘ncaddarati te culori e

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CLAUDIA VIVENDO … TU, POETA DELLA MERAVIGLIA, CHE CONTINUI A STUPIRCI PDF Stampa E-mail
Sallentina
Giovedì 23 Dicembre 2010 12:32

Il 17 aprile 2009, a Lecce, due eventi che riguardano Claudia Ruggeri. Il primo presso la sala “Teodoro Pellegrino” della Biblioteca provinciale “N. Bernardini”, con una sessantina di ragazzi e ragazze delle scuole medie superiori a parlare della scrittura di Claudia, con la sua mamma, signora Maria Teresa Del Zingaro, e poi la docente Maria Occhinegro, del Liceo “Palmieri”. Il secondo evento (progetto di Alessandro Turco e locandina di Claudia Ingrosso) invece, nella notte tarda, presso il pub “La Movida” di piazzetta S. Chiara, intitolato “Claudia vivendo … tu, poetessa della meraviglia, che continui a stupirci”, con Luca Nicolì, Massimiliano Manieri e Chiara Colapietro, lettori di alcune poesie di “Inferno minore”, e poi gli interventi ancora della mamma di Claudia, Maria Teresa Del Zingaro, Elio Scarciglia, Walter Vergallo e di chi qui scrive.

 

Nel 2004, sulla prestigiosa rivista «Nuovi Argomenti» (n. 28, quinta serie, ottobre-dicembre), fondata da Alberto Carocci e Alberto Moravia, e che fu pure la culla letteraria di Pier Paolo Pasolini, il segretario redazionale Mario Desiati, con un bel saggio dal titolo “La ragazza dal cappello rosso”, introduceva al grande pubblico dei lettori Claudia Ruggeri, poeta di Lecce, con queste righe: «Una lettera, prima dell’estate, accompagnava la foto della ragazza dal cappello rosso. Quella lettera mi chiedeva di prendere atto della “visione fisica”, di guardare, attraverso la pellicola del tempo e della carta, quel volto e quegli occhi. Era la tenera risposta della madre di Claudia Ruggeri a una mia richiesta di informazioni, testimonianze e materiale» (p. 250).

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Scritti su Giacomo Leopardi PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Giovedì 23 Dicembre 2010 08:35

La rivoluzione francese e le aporie leopardiane

 

Nel corso del Settecento tutta la vita italiana è concentrata sul terreno riformistico-culturale attraverso tre processi storici essenziali: l'antifeudalesimo, volto a rinnovare la società dell'ancienne régime, l'anticurialismo inteso come riduzione del potere della Chiesa e, più particolarmente del pontefice, a favore dello Stato, e l'umanitarismo, che prevede una legislazione tesa a mitigare le leggi penali. Lievito del pensiero settecentesco sono la filosofia e la ragione che fondano una cultura inscritta nella più larga sfera dell'europeismo segnato da tutti gli elementi positivi della rivoluzione francese, e cioè dalla lotta contro l'assolutismo, contro l'intolleranza religiosa, i privilegi nobiliari ed ecclesiastici e contro la schiavitù del pensiero. In questa temperie dialettica e in questa prospettiva maturano la formazione culturale e il pensiero di Giacomo Leopardi. Dal momento che nell'arco di tutta la sua vita la rivoluzione francese resta l'evento contrassegnato da una promessa di progressiva formazione e da una nuova possibilità per l'uomo, riteniamo che sia quanto mai utile e opportuno indagare quale sia la posizione storica del recanatese rispetto a quell'evento e recuperarla, al fine di comprendere meglio anche il dramma storico del ceto intellettuale dell'Ottocento.

Lo Zibaldone è il grande serbatoio di pensiero attraverso cui può essere avviata e svolta l'indagine.

 

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Beatrice PDF Stampa E-mail
Critica dantesca
Martedì 21 Dicembre 2010 19:41

 

in "Quaderni d'Italianistica", vol. XXVIII, n. 2, 2007, pp. 5-30.

 

1. Beatrice nell’opera di Dante, dalla Vita Nuova alla Commedia, è creatura poetica della distanza. Questa distanza attiva la tensione del poeta verso traguardi sempre più alti fino a quello, definitivo, della visio Dei. Donna amata, fantasma materno, severa interprete del giudizio divino, guida sapiente e comprensiva, la Beatrice dantesca passa dalla levità incantata delle pagine della Vita Nuova alla robusta sostanza di quelle della Commedia conservando fondamentalmente il suo profilo che, però, è di continuo arricchito di nuove determinazioni.

Il rapporto Dante-Beatrice è tutto giocato e, poeticamente, risolto nel tema della distanza. L’amore del poeta, pur nelle occasioni d’incontro descritte nella Vita Nuova, è amor de lohn poiché esso non si realizza convenzionalmente nella soddisfazione erotica del desiderio amoroso ma si appaga nella loda dell’amata e, quando questa è ritenuta inadeguata, si proietta nel disegno di un’opera ambiziosa nella quale l’amante-poeta possa dire della sua donna, come spera, «quello che mai non fue detto d’alcuna» (VN XLII 1)1.

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Lezione di Antonio Montefusco: Le "Epistole" di Dante tra impegno politico e memoria dell'impegno PDF Stampa E-mail
Letture dantesche
Lunedì 20 Dicembre 2010 21:12

Lezione di lunedì 20 dicembre 2010

 

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Maestri del Novecento Scritti politici e letterari (1974-1998) 3 L'ultimo maestro: P.P. Pasolini PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Domenica 19 Dicembre 2010 17:10

Il Ricordo di Pasolini fu scritto pochi giorni dopo la morte dello scrittore avvenuta il 2 novembre 1975. Il 21 ottobre, Pasolini aveva incontrato gli insegnanti leccesi impegnati in un corso di aggiornamento sul tema Dialetto e scuola. Le foto che corredano questi scritti furono scattate nel pomeriggio di quel giorno a Calimera.

 

Ricordo di Pasolini

 

"Da quale parte si va in piazza Elios?". Ed il ragazzo del chiosco di benzina situato sul lato sinistro della strada all'estrema periferia di Calimera per chi viene da Lecce, appare dapprima ignaro, ma aggiunge subito dopo che  più avanti vi è con quel nome soltanto un negozio di abbiagliamento. "E per andare in piazza Sole?" E qui subito una risposta mimetica, precisa.

 

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Iuvenilia 2 Veglie PDF Stampa E-mail
Poesia
Giovedì 16 Dicembre 2010 09:34

Tramonto

 

Da', stella del cielo,

da' un presagio all'amante;

rompi la lontananza che t'avviluppa

in una bella menzogna;

fa' che il parlare non sia

come morire.

 

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Lezione di Matteo Dell'Olio: Origini e storia del melodramma italiano PDF Stampa E-mail
Lezioni a.a. 2010/11
Mercoledì 15 Dicembre 2010 21:07

Lezione di mercoledì 15 dicembre 2010

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