A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
Si riproduce il comunicato ufficiale sull'evento: MEMORIE NARRANTI – Giornata della memoriaIn occasione della Giornata della memoria, celebrata a livello internazionale il 27 gennaio, il Patto... Leggi tutto...
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«PERSONALIZZAZIONE» DEL POTERE E MUTAMENTO COSTITUZIONALE PDF Stampa E-mail
Civiltà Giuridica
Venerdì 15 Ottobre 2010 07:23


[dal Forum del sito della Fondazione P&C http://www.popoliecostituzioni.it]

 


SOMMARIO: Premessa. 1. I CONCETTI: 1a. Doppia fumosità del problema. – 1b. Microfisica del pouvoir personnel. – 1c. «Personalizzazione» del  potere e «fiducia» del Parlamento. – 1d. Le linee attuali del dibattito europeo. – 2. LE FORME: 2a. Il «Pilsudskismo». – 2b. Il rischio della «sudamericanizzazione» parlamentare – 2c. La cooperazione  parlamentare. – 3. SGUARDO CRITICO SULL’UNIONE EUROPEA. – 4. CENNI  CONCLUSIVI.

Premessa

Alessandro Pace ha dedicato uno scritto al tema dei mutamenti della forma di governo, che, a rileggerlo oggi, appare, nella sua sintesi, una opportuna ricognizione critica sui modi di osservare le dinamiche del potere rispetto alle prescrizioni costituzionali, invitando a non appiattirsi sulla mera constatazione della contingenza, né a presupporre che il disegno normativo di una forma di governo risieda nei soli vincoli formali, e non sia invece frutto di una semantica storica, alimentata da fatti, che spetta proprio al costituzionalista ripercorrere tutte le volte che si impongano esigenze di aggiornamento degli schemi di comprensione di quei fatti. Il Suo insegnamento, pertanto, vale anche nei riguardi di una tendenza odierna, definita di “populismo selettivo”, che accomuna l’Italia, come altri Paesi nel mondo, intorno al fenomeno (fattuale) della “personalizzazione” del potere come fonte di mutamento costituzionale.

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Casella e il dramma della volontà imperfetta (Il canto II del Purgatorio) PDF Stampa E-mail
Critica dantesca
Giovedì 14 Ottobre 2010 08:38

 

[in Z. G. Baranski et alii, Versi controversi / Letture dantesche a c. di D. Cofano e S. Valerio, Edizioni del Rosone, Foggia 2008, pp.159-181].

 

A cominciare da quella parte del discorso di Virgilio in cui a Catone il poeta latino ricorda l’amore di Marzia e, si direbbe con ingenua astuzia, lo richiama per ottenere dal veglio onesto una possibile attenzione particolare, il racconto assume un motivo che passa dal primo al secondo canto e non si presenta in evidenza se non cercato tra le pieghe della narrazione. È un motivo sotterraneo, ma non troppo: quello dell’incertezza non tanto del cammino (e, anzi, verso questo si è già in moto col pensiero, «come gente che pensa a suo cammino, / che va col cuore e col corpo dimora») quanto di ciò che è necessario fare affinché il cammino possa essere intrapreso con sicurezza.

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L'Occhio infinito di Galileo PDF Stampa E-mail
Astrofisica
Mercoledì 13 Ottobre 2010 16:11

Presentazione del progetto

Questo è un lungo e articolato progetto a puntate che vuole proporre una sintesi (inevitabilmente limitata) delle conquiste astronomiche che dall’antica Grecia arrivano fino al sommo Newton. Particolare attenzione viene data a Galileo Galilei e al suo Sidereus Nuncius, un’opera meravigliosa che qualsiasi amante dell’astronomia deve conoscere.

Dettagli del progetto


Il 2009 è stato l’anno mondiale dell’Astronomia, ricorrendo i 400 anni dalla costruzione del primo telescopio dovuto a Galileo Galilei. L’opera del sommo studioso pisano rappresenta la nascita della ricerca sperimentale e l’inizio della Scienza moderna. Con lui si comincia a prendere coscienza della fisica dell’Universo, non più un sistema essenzialmente statico descritto in termini religiosi e matematici, ma un’entità complessa e variabile. Dopo Galileo non si potrà più tornare indietro come invece era successo dopo le geniali previsioni degli antichi greci.

Il mondo scientifico ha organizzato grandi celebrazioni. Noi volevamo fare qualcosa di diverso. Probabilmente pochi, al di fuori degli esperti, hanno mai letto il suo Sidereus Nuncius, l’opera con la quale annunziò e descrisse le prime osservazioni al telescopio. E’ invece una lettura esaltante e coinvolgente. Un testo ancora oggi modernissimo e rivoluzionario che dovrebbe essere conosciuto da tutti in un momento in cui il mondo ha grande carenza di fantasia, di valori e di stimoli conoscitivi. Crediamo fortemente che una sua lettura attenta e critica, una sua giusta collocazione temporale e un’estrapolazione ai tempi odierni rappresenti un doveroso omaggio al grande astronomo italiano e nel frattempo sarebbe ampiamente apprezzata da tutti coloro che hanno ancora voglia di sapere e di imparare.

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Aldo Vallone giovane PDF Stampa E-mail
Aldo Vallone
Martedì 12 Ottobre 2010 13:30

[in La "bella scola" federiciana di Aldo Vallone, a cura di Pasquale Sabbatino, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, 2007, pp. 13-56].

 

1) Galatina. 2) A Firenze. 3) Tra d’Ambra e Da Verona. 4) Macrí e Vallone. 5) A Torino: Farinelli. 6) La guerra e Montiglio. 7) A Galatina: gli ‘Amici del libro’. 8) A Roma: Pietrobono. 9) Padre.

 

 

1) Due son le fonti spirituali cui si affida l’animo in formazione di Aldo Vallone: la presenza costante e vigile della madre, amatissima, Giuseppina Caputo Vallone, vedova a ventinove anni, cattolica severa e giusta che gl’ispira il vero rapporto dell’anima con Dio; e la mancanza del padre, Nicola, chimico ed ufficiale, morto nel ’18. È lacuna, questa, che eleva, nello spirito sensibile, la ricerca di sé a sacrificio privo di guida e di virile conforto, ed erige il fatto dell’orfanezza a stato psicologico. Cesare Giulio Viola coglierà “un paio di versi” singolari: “la neve non rispetta il mio lutto/ essa copre di bianco i miei vestiti neri”[1]. È un dolore dell’anima, avvolto nel bene che sa offrirgli più in largo la famiglia: la nonna paterna, Checchina sorella del celebre medico e radicale Vito Fazzi, e i due fratelli del nonno, indiscussi patriarchi, Antonio Vallone, ingegnere laico e deputato repubblicano, e il medico Vito, sindaco di Galatina, nipoti entrambi del filosofo positivo Pietro Siciliani educatore, a Bologna, della prima generazione del socialismo riformista.

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Ecologia o economia? La grande truffa PDF Stampa E-mail
Ecologia
Lunedì 11 Ottobre 2010 15:58

[Per gentile concessione dell'autore, pubblichiamo la Premessa del nuovo libro ancora inedito di F. Boero].

 

Nel 1859 è stata pubblicata l’Origine delle Specie, il libro più importante che sia mai stato scritto. Quello che ha cambiato radicalmente il nostro modo di vedere il mondo.

La parola ecologia, in quell’epoca, non esisteva ancora. Poco dopo l’avrebbe coniata Ernst Haeckel. Non esisteva la parola, ma esisteva il concetto. E Darwin, quando parlava della disciplina che oggi chiamiamo ecologia, la chiamava economia della natura.

L’economia si riferisce alle nostre attività, a come produciamo e consumiamo, acquisendo crediti e facendo debiti. L’economia della natura si riferisce ad attività simili, perché anche in natura ci sono i produttori e i consumatori, e i sistemi naturali funzionano in maniera simile ai sistemi economici. O sarà il contrario? Chi c’era prima? Noi o il resto della natura? Ma è ovvio: il resto della natura. E quindi queste regole, quelle che regolano produzione e consumo, sono regole naturali, che poi abbiamo adattato al nostro vivere da uomini.

 

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Polibio, il mondo ellenistico e Roma PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Antica
Lunedì 04 Ottobre 2010 16:15

[Pubblicato in "Studi Ellenistici" XX, Pisa 2008]

 

Negli studi su Polibio la chiave dominante di lettura è in genere costituita dal riconoscimento di una sorta di posizione bifronte e bivalente dello storico, orientato da un lato verso Roma e dall’altro verso la Grecia. Scriveva infatti, e.g., A. Momigliano: «(Polibio) non trova… alcuna difficoltà nello scrivere una storia ad uso sia dei Greci che dei Romani … Spiega ai Greci le ragioni della vittoria dei Romani e spiega ai Romani il senso e le condizioni della loro propria vittoria». È questa sicuramente una efficace e sperimentata chiave di lettura culturale e politica in termini generali che consente di individuare bene non solo la duplice capacità di Polibio di osservare, di comprendere e di esprimere a un tempo il mondo greco e il mondo romano, ma anche il duplice pubblico, greco e romano (soprattutto romano: xxxi, 22.8), al quale si rivolgeva lo storico.

Leggendo Polibio da una prospettiva prevalentemente ellenistica, accanto al Polibio bifronte greco-romano, e ferma restando la centralità di Roma, emerge un Polibio per così dire tridimensionale che affida ai tre principali soggetti politici delle Storie: Roma, la Lega Achea e i regni ellenistici, la funzione di pilastri e di pietre di paragone nel suo sistema di valori e di giudizi storico-politici.

 

[Continua a leggere l'allegato]

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Cesare Luporini e Leopardi PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Sabato 02 Ottobre 2010 16:24

(Normale di Pisa, 9 dicembre 2009)

Leopardi non fu per Luporini, come accadde per altri filosofi,  il paese luminoso di un’escursione al di fuori delle terre disciplinate della filosofia, fu la figura vivente alla quale rivolgere una costante interrogazione filosofica, l’interlocutore di una corrispondenza assidua, di una “conversation souveraine”, per dirla con René Char. Decifrare Leopardi - titolo sotto il quale, seguendo le intenzioni dell’autore e la tensione stessa della scrittura, Sergio Landucci ha raccolto l’ultimo puntualissimo diario esegetico di Luporini - decifrare Leopardi è stato per lui un compito necessario, quasi un ascetico esercizio. Ricordo come nelle ultime conversazioni Luporini dava a quel decifrare il senso pieno, e limpido, di un ascolto della scrittura leopardiana, un ascolto libero da sovrapposizioni critiche predefinite, libero da pulsioni di sistemazione dottrinaria.

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Gli Spinola a Galatina PDF Stampa E-mail
Sallentina
Giovedì 30 Settembre 2010 18:37

 

[Dalla lezione tenuta presso l'Università Popolare "Aldo Vallone" il 12 maggio 2010].

È indubbiamente paradossale, e per più ragioni, che la stagione feudale degli Spinola a Galatina abbia lasciato così scarne tracce di sé; eppure le possibilità di conoscenza erano e restano molte: un dominio di lungo periodo, dal 1616 al 1801, e per un'epoca, poi, nella quale la documentazione non difetta; una famiglia magnatizia sull'intero scacchiere dei possedimenti spagnoli d' Europa, e 'Grande di Spagna', indubbiamente assai ricca ed influente, anche se, per quanto ho potuto apprendere, i loro archivi e le loro ricche collezioni, anche di quadri (inclusi i loro  ritratti) sono oggi dispersi.

 

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Virus dell'epatite C (HCV) PDF Stampa E-mail
Medicina
Domenica 26 Settembre 2010 13:56

Noi vediamo solo la punta dell'iceberg, perchè l'infezione cronica da HCV è quasi sempre del tutto asintomatica e la maggior parte dei casi viene quindi rilevata in maniera del tutto casuale, in occasione di un prelievo di sangue eseguito per altri motivi!

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Sull’antropologia poetica di Leopardi PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Mercoledì 22 Settembre 2010 16:26

[Recanati, XII Convegno a cura del Centro Nazionale di Studi Leopardiani: Relazione introduttiva (23 settembre 2008)]

 

“Una casa pensile in aria sospesa con funi a una stella”. Questo frammento dello Zibaldone (1 ottobre 1820), che può sembrare una scaglia fantasiosa e stralunata nella fitta trama di un pensiero filosofico e filologico, può fare da epigrafe a una riflessione sull’antropologia poetica di Leopardi. Perché espone, in lampeggiante abbreviazione, elementi propri del procedimento conoscitivo leopardiano: la leggerezza, ad esempio, con l’implicito senso di elevazione, cioè di sguardo rivolto dall’alto verso il linguaggio del mondo e  delle cose, così come prenderà forma nell’Elogio degli uccelli; la presenza cosmografica (una stella) come principio che sostiene persino ciò che è più familiare (una casa); infine il legame (con funi) tra quel che è sovranamente altro, inattingibile, inappartenente, con quel che è terrestre e quotidiano, insomma il legame tra lontananza e prossimità, tra oltretempo stellare e condizione umana.

 

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