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Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
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Se il quiz fa più notizia di un libro PDF Stampa E-mail
Storia e Cultura Moderna
Sabato 28 Aprile 2012 12:25

[“Nuovo Quotidiano di Puglia” del 28 aprile 2012]

 

In questi giorni uscirà il mio nuovo libro. Si chiama “Economia senza natura. La grande truffa”. L’editore, Codice di Torino, mi ha chiesto a chi pensassi potessero essere inviate copie omaggio, sperando in una recensione. Tra i tanti nomi che ho mandato c’era Luca Mercalli, il meteorologo di Che Tempo Che Fa, una trasmissione di RAI 3 che parla quasi esclusivamente di libri e di musica. Mercalli ha presentato il libro domenica 22 aprile, ancora prima dell’uscita in libreria. Ha fatto un lungo discorso che riassume il contenuto del libro e, alla fine, lo ha fatto vedere per pochi secondi, dicendo persino il mio nome. Non sono un personaggio famoso e quindi è escluso che io possa presentare il libro di persona, ma la citazione dà comunque tantissima visibilità. Subito dopo, infatti, mi ha telefonato un collega per congratularsi, e ho ricevuto tre email di apprezzamento.

Il 25 aprile Gerry Scotti, durante un quiz pomeridiano, ha posto una domanda in cui veniva citato il mio nome e si chiedeva cosa avessi dedicato al musicista Frank Zappa: una medusa, una pianta o una stella?
Non guardo i quiz pomeridiani e quindi non me ne sarei accorto. Ma ha inizato a squillare il telefono, e ho ricevuto decine di telefonate, messaggini, messaggi email da amici e conoscenti che si congratulavano con me. Evidentemente la presentazione di un libro ha impatto minore rispetto alla presenza in un quiz. Non dovrei sorprendermi. La settimana scorsa ho chiesto ai miei studenti quanti libri leggano all’anno. Chi ne legge almeno dieci? Una ha alzato la mano. Una! Ho chiesto: chi ne legge cinque? Tre hanno alzato la mano. Chi ne legge zero? Una selva di mani si è alzata. Ho fatto la domanda a studenti del primo anno di università, cioè a gente che dovrebbe essere all’apice dell’ansia del sapere. Figuriamoci gli altri.

Se questi miei studenti leggono zero libri all’anno, tra dieci anni quanti libri avranno letto? Zero! Ho chiesto: in questi giorni sono arrivate le rondini, vi siete accorti? Si sono accorti, meno male. Dove erano le rondini quando non erano qui? Uno solo, uno, mi ha detto: in Egitto. Gli altri non avevano idea. Non si erano neppure posta la domanda. Perché mai ci si dovrebbe chiedere da dove vengono le rondini?

Sabato 21 aprile sono andato a Martignano, a una manifestazione per il giorno della terra. I bambini avevano disegnato la natura incontaminata, e poi, in altri disegni, avevano mostrato come la possiamo rovinare. Ma la natura incontaminata erano gli oliveti. Quella contaminata erano sempre oliveti, con l’aggiunta di spazzatura. Gli oliveti non sono natura incontaminata, sono natura modificata dall’uomo. Non c’è niente di naturale in un oliveto. Quei bambini, probabilmente, non hanno mai visto un paesaggio naturale, senza segni dell’uomo, e i loro riferimenti su cosa sia naturale sono molto lontani dalla natura “vera”. Ne è rimasta poca, ormai, di natura senza segni dell’uomo.

Martedì 24 aprile, di ritorno da Ecoteckne, verso le 19.30, passo da corso Vittorio Emanuele e vedo un assembramento vicino a una libreria. Mi fermo e, in un angolo, di fronte al pubblico, ci sono tutti i candidati al posto di sindaco di Lecce. Incuriosito, resto ad ascoltare. Parlano di cultura. Mi interessa. Una web tv li sta intervistando e una giornalista pone domande. Lavoro nel campo culturale, credo, occupandomi di quella che gli altri chiamano cultura scientifica. Ma di scienza non si parla mai. Archeologia, cinema, musica, teatro, arte, letteratura, poesia, beni culturali, musei, biblioteche. Ma scienza mai, non parliamo poi di natura. Ovviamente non fa parte della cultura. Che c’entrano la scienza e la natura con la cultura?

Alla fine della manifestazione vedo che anche il pubblico può fare domande, così cerco di avvicinarmi ma, quando ci riesco, dopo aver sistemato la bicicletta in modo che non me la rubino sotto il naso, è troppo tardi. Una signora ha preso il microfono e parla di un canile che non deve chiudere. Non c’è tempo per altre domande. Avrei voluto chiedere se la scienza fa parte della cultura, nella visione dei possibili sindaci, perché dalla discussione la risposta era evidentemente negativa. Magari dedicheranno un altro incontro alla scienza e alla natura. Scommettiamo?

Questi episodi forse non significano niente, speriamo. Se devo dar loro un significato, però, non posso che constatare che la natura e la scienza sono assenti dai valori di riferimento per molta parte della popolazione, dai bambini delle elementari, agli studenti universitari, ai media, ai candidati sindaco, al pubblico in generale. Per una città che si candida a Capitale Europea della Cultura credo ci sia ancora un pochino di strada da fare. Poco male se il problema fosse solo di Lecce, ma temo che sia di tutto il paese.


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