Immagine
Inaugurazione Anno accademico 2021-2022
Venerdì 22 ottobre alle ore 18:00, nell’ex Convento delle Clarisse in piazza Galluccio, avrà luogo l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Popolare “Aldo Vallone”:... Leggi tutto...
A rivederci. In presenza, Forse anche a distanza. Ma sempre attivi. E comunque uniti.
Il nostro Anno Accademico è finito, come sempre, con l'arrivo dell'estate, anche se il contemporaneo "sbiancamento" della nostra Regione e la possibilità, finalmente, di organizzare incontri in... Leggi tutto...
Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Home Saggi e Prose Critica letteraria Distrarre la morte. Una possibile lettura del "Decameron"
Distrarre la morte. Una possibile lettura del "Decameron" PDF Stampa E-mail
Critica letteraria
Lunedì 09 Luglio 2012 17:29

[In Del nomar parean tutti contenti. Studi offerti a Ruggiero Stefanelli, a cura di Pasquale Guaragnella, Maria Beatrice Pagliara, Pasquale Sabbatino, Leonardo Sebastio, Progedit, Bari 2011, pp. 215-223].

 

Nel film di Ingmar Bergman Il settimo sigillo (Det sjunde inseglet, 1956) la linea fondamentale del racconto è quella di una sfida tra un Cavaliere, reduce dalla crociata e tormentato nella sua coscienza che interroga un Dio lontano o inesistente, e la Morte. Questa vuol cogliere, nella sua indifferenza parificatrice, colpevoli di qualcosa o innocenti, scettici o creduli, esseri che hanno risposto al dovere ed esseri che i doveri hanno dimenticato o calpestato. Tra le potenziali vittime della Morte c’è anche una famigliola di giovani attori saltimbanchi (marito, moglie e figlio): Jof e Mia e il loro bambino Mikael. Il Cavaliere, per salvarli, impegna la Morte in una partita a scacchi. La Morte intuisce il disegno del Cavaliere e pensa di avere in pugno la situazione. Perciò il Cavaliere deve escogitare un modo per vanificarne il disegno. Lo fa ricorrendo ad un gesto banale: tende il braccio sulla scacchiera e con un lembo del mantello fa cadere tutti i pezzi. Occorre risistemare il gioco, ed è la Morte che s’impegna nel difficile compito, anche perché ricorda benissimo a che punto e in quale situazione fosse il gioco. Assorbita nel compito di riordinare, la Morte non si accorge della fuga di Jof e Mia con il piccolo Mikael; la strategia del Cavaliere, consistente nel distrarre la Morte, efficacemente funziona e consente alla giovane coppia e al suo figlioletto di uscire dalla notturna foresta (simbolo di smarrimento e di orrore) alla luce dell’alba, ad una perdurante promessa di vita.

[Continua a leggere l'allegato]

Allegati:
FileDescrizioneDimensione del File
Scarica questo file (Scorrano.pdf)Scorrano.pdf 6367 Kb

Torna su