Link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile
Ed ecco anche il link per rivedere la conferenza di Marcello Aprile... https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/579035319735696 
Link per rivedere la conferenza di Maria Luisa Quintabà
Ecco il link per rivedere l'interessante conferenza di Maria Luisa Quintabà: buona visione a tutti! https://www.facebook.com/universitapopolare.avallone.3/videos/578470189792209 
Programma febbraio 2021
Programma Febbraio 2021 Giovedì 4 febbraio, ore 18,00 – Prof. Mario Capasso (papirologo, Università del Salento), Un giallo in Egitto. Conversazione sul romanzo “Il dr. Cavendish e il... Leggi tutto...
Memorie Narranti: l'Università Popolare aderisce all'iniziativa del Patto per la Lettura in occasione della giornata della memoria
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Programma gennaio 2021
Programma Gennaio 2021 Martedì 5 gennaio, ore 18,00 – replica della performance del Laboratorio Teatrale dell’Università Popolare Aspettando Gesù, musica e pièce di Michele Bovino  ... Leggi tutto...
Biforcazioni PDF Stampa E-mail
I mille racconti
Venerdì 18 Ottobre 2013 18:23

["Il Galatino a. XLVI, n, 16 dell'11 ottobre 2013, p. 3]


La biblioteca pareva infinita, così sembravano le biforcazioni tra gli scaffali. Il fato, gestore d’ironia implicita, volle che a dirigere ci fosse chi più non vedeva, per malattia, non per trauma, accidentale dolorosa ventura. Il direttore vide la biblioteca con occhi di altri, di chi per lui e a lui leggeva fino a raggiungere la notte. Toccò la carta, le costole dei libri e stette in piedi, dentro la torre, ad ascoltare gli scricchiolii che venivano da laggiù, dove le pagine si muovevano l’una accanto all’altra nella spirale di scaffali in alto. Immaginò nella nebbia degli occhi che la biblioteca fosse infinita, che avesse le sfumature del mondo, che non fosse un sogno improvviso, ma avesse la fragranza dei fiori. Nel sogno parlò con se stesso, mentre era seduto su una panchina ad ascoltare l’acqua del lago di Ginevra. Se stesso era un altro, una copia, forse anche di un altro universo, persino vedeva – chissà, il direttore si chiese, com’era davvero il colore del cielo. L’altro se stesso gli disse – non poca era la rabbia, qualcosa come disprezzo – che la sua poesia era solo un insieme di belle parole, altro dall’anello sotto la loro terra, altro dal conoscere i meccanismi riposti del mondo, altro dalla verità. Sorrise il direttore, nel suo modo nebbioso, e gli disse che invece, anche lui, rompendo atomi, cercava in fondo poesia, che guardava l’essenza del mondo nel modo che i suoi occhi quasi spenti seguivano salendo su per la torre per cercare scaffali, di cui non riusciva, pur essendo lui il direttore, a leggere i libri ma di essi sentire poteva solo le parole.

L’altro se stesso rimase in silenzio.

Il lago li guardava quieto, per loro non provava interesse.


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