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Aldo Bello: giornalista, poeta, scrittore, uomo PDF Stampa E-mail
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Martedì 25 Febbraio 2014 17:47

Un convegno in ricordo di Aldo Bello presso l’Università Popolare “Aldo Vallone”


["Il Galatino" XLVII, n. 3 del 14 febbraio 2014, p. 3]

 

Venerdì 31 gennaio 2014, alle h. 18.00, si è svolto, presso il Palazzo della Cultura, dove ha la sua sede l’Università Popolare “Aldo Vallone” di Galatina, un convegno coordinato da Gianluca Virgilio, presidente dell’Associazione, in ricordo dello scrittore salentino Aldo Bello, spentosi a Roma il 26 dicembre 2011 all’età di settantaquattro anni.

Hanno partecipato all’evento la moglie Ada Provenzano ed i figli; sono intervenuti nell’ordine il figlio Sergio, Maurizio Nocera, il presidente dell’Associazione Autori Matinesi Cosimo Mudoni e lo scrittore Antonio Errico, tutti amici di Aldo Bello.

Gli intervenuti hanno contribuito con le proprie parole ad evidenziare i diversi aspetti dell’opera del giornalista scomparso, constatando quanto egli sia stato importante per lo sviluppo culturale della sua Galatina.

La parola è stata subito affidata al figlio Sergio Bello che ha ripercorso la vita e la carriera del padre: dal desiderio giovanile di viaggiare e conoscere nuovi mondi alla passione per i romanzi di Conrad che Bello lesse fino alla fine dei suoi giorni, alla nomina di inviato speciale del GR1 nel 1978 che lo portò a girare per il mondo raccontando e documentando nei suoi reportages ciò che viveva in prima persona; dal sodalizio con Sergio Zavoli che lo indusse ad esplorare venti Paesi, alla direzione di Televideo ed alla fondazione di “Apulia”, la rassegna trimestrale della Banca Popolare Pugliese. Con questo excursus, Sergio Bello ha voluto dire come suo padre fosse un giornalista in grado di descrivere il mondo e gli uomini con una prosa colta e raffinata.

In seguito sono intervenuti il sindaco della città di Galatina Cosimo Montagna e l’Assessore alla Cultura Daniela Vantaggiato, i quali hanno elogiato il grande contributo apportato da Aldo Bello alla città, annunciando ufficialmente l’assegnazione di un premio (Premio Città di Galatina) come riconoscimento e ringraziamento.

Dopo l’ascolto di un breve contributo sonoro realizzato per il GR1 che riproduceva l’inizio di un’intervista di Bello al giudice Niccolò Amato, ha preso la parola Maurizio Nocera che, dopo aver suggerito al sindaco di dedicare una strada a questo grande personaggio, si è soffermato sul poeta Aldo Bello, i cui versi, intrisi del sentimento che lo legava a questa terra, sono “una punta di bisturi delle società” perché sono stati anche lo strumento per diffondere un messaggio di speranza per i giovani e di riscatto per il Meridione.

Dopodiché, lo studente Federico Giannuzzi, frequentante la classe V D del Liceo Scientifico “Antonio Vallone”, ha dato voce ad una poesia scritta da Aldo Bello e pubblicata su “Puglia in versi” nel 2009; poi è intervenuto  Cosimo Mudoni, il quale ha illustrato le ragioni affettive e culturali che lo hanno spinto a fondare l’Associazione “Autori Matinesi” e dedicare una sezione al ricordo di Aldo con l’intento di valorizzare le risorse culturali di cui dispone la nostra terra. Egli ha riportato, inoltre, alcuni passi tratti da Terzo Sud, scritto da Aldo Bello, in cui si affronta la questione meridionale ed ha concluso pronunciando una frase molto significativa già citata dallo stesso Bello: “Il Mezzogiorno salvi il Mezzogiorno”.

Successivamente, la studentessa Valeria Aloisi, frequentante la classe IV C del Liceo Scientifico “Antonio Vallone”, ha letto un’altra poesia scritta da Aldo Bello e pubblicata nel 1989 su “Il Quotidiano dei poeti” diretto da Antonio Verri.

Infine è intervenuto Antonio Errico, poeta, saggista, prosatore, che ha definito Aldo Bello un intellettuale nel senso pieno del termine (ha fatto un riferimento a Pasolini, dopo la morte del quale  - ha detto – sono divenuti rarissimi gli intellettuali), proprio perché oltre ad essere giornalista, poeta e scrittore, aveva una capacità “per lui semplicissima, per gli altri inarrivabile”, di anticipare con una lucidità incredibile quello che sarebbe accaduto. Ha concluso riportando l’ultima riga dell’ultima pagina di Passo d’Oriente, in cui Bello narra le avventure dei suoi viaggi: alla domanda: “Che cosa hai tu del Sud?” Bello risponde: “La luce”.

Terminati gli interventi previsti, Gianluca Virgilio ha dato la parola al pubblico. E’ intervenuto Peppino Tondi, da trentaquattro anni funzionario della Banca Popolare Pugliese, il quale, a proposito della rivista “Apulia”, edita dalla medesima banca, ha rivendicato con orgoglio d’aver avuto Aldo come “datore di lavoro”. Egli, dopo aver evidenziato il fatto che Bello fosse un liberale sui generis, molto aperto ad ogni cultura, si è soffermato soprattutto sull’uomo che aveva conosciuto molto da vicino.

Questo convegno, insieme a tutte le altre iniziative intraprese per far rivivere il ricordo di Aldo Bello, che ha sempre creduto nelle potenzialità della nostra terra, ha dato la possibilità a tutti i partecipanti, e soprattutto ai giovani, di conoscerlo meglio e di associare ad un nome una personalità ricca di sfumature e di umanità. A noi giovani restano in eredità i suoi scritti ed il suo operato che potranno fungere da stimolo per quanto hanno a cuore le sorti del proprio Paese.


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